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Alessandro Benvenuti fa L’Avaro a Canzo foto

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L’Avaro di Moliere, amaro e irresistibilmente comico, un’opera di bruciante modernità. Un classico immortale e nello stesso tempo riesce a raccontarci il presente senza bisogno di trasposizioni o forzate interpretazioni.  Nel caso dell’Avaro che Alessandro Benvenuti porterà anche al Teatro Sociale di Canzo sabato 4 febbraio, pur seguendo con grandissimo rispetto la vicenda, i tempi e la lettera del grande classico, il testo della riscrittura si plasma e si radica nel corpo degli attori della compagnia che del lavoro con il loro dramaturg fanno ancora la principale e la più intensa delle loro esperienze.

L’Avaro è uno spaccato familiare e sociale. Arpagone è un capofamiglia balordo, taccagno e tirannico come tanti altri, circondato da un amabile e canagliesco intrigo di servi e di innamorati. Poi Arpagone viene derubato e l’avarizia cessa di essere un tic, una deformità, uno spunto di situazioni farsesche. La diagnosi investe la psicologia di chi ha subíto un furto, di chi è stato defraudato di un oggetto di passione affettiva ed esclusiva, della sua unica ragione di vita. Proprio la fissazione affettiva di Arpagone su un oggetto miserabile sollecita un’equivoca, ma profonda partecipazione emotiva: l’avarizia redime l’avaro.

avaro moliere

SABATO 4 FEBBRAIO ore 21

L’Avaro da “l’Avaro” di Molière

Libero adattamento e regia di Ugo Chiti

con Alessandro Benvenuti,  Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti  Lucia Socci, Paolo Ciotti,  Gabriele Giaffreda e Desirée Noferini .

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