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Cinema Italiano a Como: una storia d’amore e formazione nel mondo dei Testimoni di Geova foto

Giulia è una ragazza che vive stretta fra le rigide regole della sua famiglia Testimone di Geova, tra cui il divieto assoluto di stringere relazioni sentimentali con persone che non sono della sua stessa religione. Un giorno Giulia incontra Libero. Lui è un ragazzo che vive nel mondo della gente che sbaglia, che si arrangia anche commettendo crimini. Giulia se ne innamora e tra i due nel segreto cresce una relazione d’amore. Cosa sappiamo dei Testimoni di Geova realmente? Il film di questa sera (ore 21), in concorso al Festival del Cinema Italiano all’Astra di Como, accende un faro su una comunità che vive in mezzo a noi, ma con noi ha poco a che fare. “La ragazza del mondo”, presentato al Festival del Cinema di Venezia 2016, è l’opera prima di Marco Danieli.

“Non un film di denuncia sui testimoni di Geova, ma un racconto realistico di formazione attraverso la chiave di una storia d’amore molto forte”: così il regista ha concepito la storia, protagonisti Michele Riondino e Sara Serraiocco, mentre la sceneggiatura è di Antonio Manca che questa sera sarà presente in sala per il consueto incontro post proiezione.

La storia d’amore, complessa, a tratti drammatica, tra Giulia e Libero domina la scena, ma l’intento del film è di entrare nel rapporto tra individuo e collettività e, in un contesto di ortodossia religiosa come i Testimoni di Geova, dove la volontà individuale si scontra, inevitabilmente, con quelle che sono le sovrastrutture etiche e di pensiero della comunità, si delineano nitidamente i temi dell’identità e della costruzione della personalità.

“Questo film parla infatti di una ragazza che si fa donna – dice Marco Danili – Immaginate una giovane di diciotto anni che ha una bella famiglia che le vuole bene, tanti amici, una vita tutto sommato tranquilla e che, malgrado ciò, decida da sola di mettersi tutti contro. Le regole della sua comunità impongono un allontanamento dalla chiesa e Giulia decide di andarsene da casa. L’unica persona che la sostiene è quella per cui se ne è andata, il suo nuovo amore. Che se da un lato rappresenta la salvezza, la libertà, dall’altro è anche una minaccia agli occhi di lei, che si chiede ogni giorno quando lo guarda se abbia fatto bene, se ne valga la pena aver ferito così tante persone per inseguire il proprio piacere e i propri sentimenti. Non si smette di essere una testimone di Geova da un giorno a un altro. Giulia porta infatti anche nella vita di coppia l’eredità della sua educazione religiosa e anche quando sembra lontanissima dal suo Dio torna ad invocarlo con la preghiera.

Nel cast anche Marco Leonardi, Stefania Montorsi, Lucia Mascino e Pippo DelBono.

festival del cinema italiano como

 

Tre storie in tempo di crisi si intrecciano intorno ad un banco di pegni a Torino in  “Le ultime cose”, il film di Irene Dionisio, proiettato alle 18 di oggi, in concorso al festival del Cinema Italiano di Como.

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Stefano, un giovane perito, viene assunto dal banco dei pegni per attribuire un prezzo ai beni che la gente non può più permettersi. Il suo capo, Sergio, è un cinico burocrate che gestisce il traffico delle aste attraverso le quali vengono rivenduti gli oggetti impegnati che i proprietari non hanno più potuto riscattare. Michele è un anziano pensionato che non arriva a fine mese e che, per aiutare la famiglia, accetta di dare una mano ad Angelo, uno dei tanti loschi figuri che si aggirano intorno al banco dei pegni per lucrare sulle sventure altrui, dando vita (si fa per dire) a quel mercato nero e a quel sottobosco di malaffare creato dal bisogno. Sandra è una trans costretta ad impegnare una pelliccia per sopravvivere in un mondo che rifiuta la sua nuova identità.

Anche questa pellicola è stata presentata al Festival del Cinema di Venezia 2016, il cast, tutto composto da attori non famosi, comprende Fabrizio Falco, Roberto De Francesco, Alfonso Santagat, Salvatore Cantalupo, Maria Eugenia D’Aquino e  Christina Rosamilia che rappresenterà il film nel dopo proiezione di oggi.

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