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Unindustria e la crisi, Taborelli:”L’incertezza non scoraggia gli imprenditori comaschi”

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“Non è stato un anno facile ed anche le prospettive, in questo momento, rimangono ancora caratterizzate dall’incertezza” dichiara Andrea Taborelli, Presidente del Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como, alla vigilia del prossimo “round” delle fiere tessili (Milano Unica 1-2-3 Febbraio, Première Vision, a Parigi, 7-8-9 Febbraio), che come di consueto diventa occasione per fare il punto sull’anno che si è appena concluso.

In base ai dati raccolti dal Gruppo Filiera Tessile di Unindustria Como, come già nel 2015, anche per il 2016 la filiera serica comasca ha registrato una lieve flessione del fatturato, preventivabile attorno al 3-4%. Il distretto destina ai mercati esteri più della metà di quanto produce ed ha risentito di una situazione complessivamente sfavorevole sui mercati internazionali.

In Europa, la Francia, la Germania ed il Regno Unito si sono indeboliti, negli Stati Uniti il rallentamento è stato ancora più sensibile, la Russia non ha ancora ripreso a crescere, dopo il crollo del 2015, e solo la Cina ha evidenziato un’evoluzione più positiva. Il dato complessivo del distretto, peraltro, sintetizza come sempre dinamiche assai diversificate tra le singole aziende e tra le diverse merceologie, in virtù della tipologia del prodotto, della fascia del mercato e di un contesto concorrenziale assai impegnativo sia per le ditte, sia all’interno, sia all’esterno della filiera.

Il tessuto per abbigliamento femminile, che rappresenta la componente del fatturato serico di gran lunga preponderante, ha perso terreno, in linea con i risultati complessivi del distretto, ma con marcate differenze nell’andamento delle singole aziende, anche in relazione alle diverse tipologie del prodotto (le fibre artificiali sono andate meglio della seta) ed alla sua destinazione finale. La cravatteria ha subito un marcato ridimensionamento, per effetto di una ulteriore riduzione del consumo di questo prodotto. Il fenomeno ha riguardato sia l’Europa, sia il mercato americano, mentre l’Asia ha evidenziato un interesse sempre maggiore per il “Made in Italy”.

L’accessorio tessile (foulards, scialli, stole, sciarpe, bandane), dopo un inizio difficoltoso, nel corso dell’anno si è ridestato, sino a concludere il 2016 con un andamento positivo. Delle tre merceologie seriche è quello che sta fornendo i risultati più soddisfacenti. Le prossime settimane vedranno coinvolte decine di aziende comasche nelle due manifestazioni fieristiche (una quarantina a Milano, circa 70 a Parigi). “Anche l’inizio di quest’anno si è mosso in linea con quanto era emerso nel 2016 – conclude Andrea Taborelli – e ci aspettiamo, dalle prossime fiere, di avere indicazioni sulle prospettive dei prossimi mesi. In uno scenario che non è incoraggiante conforta tuttavia la grinta e l’energia con cui tanti colleghi affrontano le difficoltà e la grande voglia di guardare avanti”.

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