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Cinema Italiano a Como: Daphne Scoccia, il fiore che ha aperto il festival

Come auspicato dall’ideatore e curatore Paolo Lipari, la comunità non ha abbandonato il Cinema Astra.
Il festival del Cinema Italiano a Como – giunto quest’anno alla sua dodicesima edizione – ha registrato già dalla sua giornata d’esordio un grandissimo successo di pubblico.

cinema italiano a como festival

Sabato 28 febbraio sia durante la proiezione pomeridiana dell’ultimo film di Silvio Soldini “Il fiume ha sempre ragione”, sia durante quella serale, la platea dell’Astra era gremita di spettatori, ottimo segno per il futuro della rassegna e della storica location.

Il merito del successo è sicuramente da attribuire alla qualità delle pellicole in gara, e ieri in particolare grandissima curiosità serpeggiava in sala prima della proiezione di “Fiore”, ultimo film di Claudio Giovannesi dal quale è stata tratta l’immagine utilizzata come locandina per il festival.

Ospite della serata l’esordiente Daphne Scoccia, protagonista dell’intensa storia di una giovanissima ragazza detenuta in carcere che deve affrontare una condizione sociale difficilissima vissuta in solitudine anche a causa del rapporto conflittuale con il padre (interpretato da Valerio Mastandrea, presente a Como, allo Spazio Gloria, la sera di venerdì per un appello a favore di un’altra sala cinematografica a rischio chiusura ndr.).

Daphne Scoccia: un talento non comune sottolineato anche dall’altro ospite, il direttore della fotografia Daniele Ciprì.  Daphne, infatti, non contava alcuna esperienza precedente nel mondo del cinema. È stata scoperta casualmente dal regista nel ristorante in cui lavorava come cameriera, colpito dalla sua straordinaria mimica, ed è arrivata a conquistare il Festival di Cannes lo scorso anno grazie a questa sua interpretazione.

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La Scoccia ha regalato una performance di rara intensità grazie anche alla somiglianza caratteriale con il suo personaggio, come ha raccontato al direttore del festival Lipari e come è emerso dalla sua sincera genuinità e timidezza. Durante la proiezione tra i presenti aleggiava un silenzio irreale dovuto alla tensione che l’attrice è riuscita a trasmettere fin dalle prime scene e della trama, amplificata anche da un finale drammaticamente aperto.

L’impressione è stata quella che “Fiore” si sia già candidato come possibile vincitore del festival Cinema Italiano a Como, nonostante la “concorrenza”.

La pellicola che ha inaugurato il festival all’ Astra “Il fiume ha sempre ragione” è un poetico ritratto dell’editore e tipografo Alberto Casiraghy di Osnago nel lecchese. Ospite, insieme al regista Silvio Soldini,  proprio Casiraghy e il suo collega svizzero Josef Weiss co protagonista nel film (foto sotto con Paolo Lipari) . L’appuntamento è frutto della collaborazione tra il festival del Cinema Italiano e Parolario. Un film sulla bellezza dei libri non poteva vedere miglior padrino che l’associazione che promuove il festival della letteratura nel mese di giugno.

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Oggi pomeriggio si continuerà con “Asino vola” di Marcello Fonte e Paolo Tripodi alle ore 17, mentre alle ore 21 sarà proiettato “7 minuti” di Michele Placido per il quale interverrà la protagonista Ottavia Piccolo.

Il tema del film è molto attuale e riguarda il mondo del lavoro e le difficoltà di molte aziende con ripercussioni sui lavoratori, anzi le lavoratrici in questo caso. Oltre Ottavia Piccolo ci sono Ambra Angiolini, Cristiana Capotondi, Fiorella Mannoia, Maria Nazionale, Violante Placido a completare un cast tutto al femminile.
L’azienda tessile Varazzi è in procinto di siglare l’accordo che la salverà dalla chiusura immediata. I partner francesi sono pronti a concludere, ma all’ultimo momento consegnano alle undici componenti del consiglio di fabbrica una lettera che chiede loro di sacrificare sette minuti di intervallo al giorno. Il consiglio è composto da nove operaie e un’impiegata, più una rappresentante sindacale, Bianca, dipendente della Varazzi da decenni. Sarà presente Ottavia Piccolo.

Alexandra Chierici