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Teatro: i ragazzi del Giovio presentano LA MOSCA, una storia di incomunicabilità

Ogniuno ha la sua mosca personale (anche più di una), quella cosa che ti distrae dal senso della vita. Persi dietro la mosca sentiamo solo il suo ronzio e ci isoliamo in una routine muta e sorda al mondo.

Parla delle difficoltà di comunicazione con tutti e tra tutti a cominciare da chi ci è più vicino lo spettacolo LA MOSCA, ideato ed interpretato dai ragazzi del laboratorio teatrale del Liceo Paolo Giovio di Como per la regia di Giacomo Puzzo, in scena domenica 27 novembre alle ore 21.00, al Teatro San Teodoro di Cantù. 

Lo spettacolo affronta il tema dell’incapacità di comunicare partendo da una famiglia qualsiasi: padre, madre, un figlio da poco maggiorenne e una giovane adolescente come figlia; alle prese con una tipica giornata di non ascolto e d’incomprensione reciproca.

Le scene, impreziosite dai cori diretti da Marco Belcastro e dalle coreografie di Francesca Cervellino, si susseguono con un ritmo serrato in un crescendo di situazioni talvolta grottesche, talvolta comiche, ma sempre pervase da un retrogusto amaro.

In un’atmosfera a tratti onirica e surreale i personaggi cercano affannosamente un senso, tentano  in ogni modo di uscire da quella gabbia di incomunicabilità che li opprime, domandano inascoltati, chiedono risposte a quesiti esistenziali o pragmaticamente quotidiani, ma lo fanno goffamente, con l’andatura maldestra dell’albatro di Baudleriana memoria.

La Mosca è quella cosa che inesorabilmente ci distrae dalla vita, da ciò che veramente conta, e che giorno per giorno ci impedisce di essere, di comunicare in modo autentico con gli altri, ma soprattutto con noi stessi. Ognuno ha la sua: il lavoro; una relazione difficile; i social network, i ritmi forsennati della nostra società con le bollette da pagare e le sue innumerevoli incombenze… ma, a ben vedere, la Mosca altro non è che uno stratagemma, una scusa, una giustificazione, un puerile sotterfugio per evitare la fatica di cercare dentro  di noi.

Uno spettacolo intenso insomma, che propone situazioni ed emozioni che il pubblico riconosce e nelle quali si riconosce. 

 Intervista a Giacomo Puzzo 


 

Domenica 27 novembre – ore 21

LA MOSCA

Testo e Regia : Giacomo Puzzo

Coreografia e teatro danza : Francesca Cervellino

Coro e ritmica : Marco Belcastro

Interpreti : I ragazzi del laboratorio teatrale del Liceo Giovio di Como

Durata: 75 minuti

  

INGRESSO A OFFERTA LIBERA

Teatro Comunale San Teodoro – via Corbetta CANTU’  www.teatrosanteodoro.it

 

 

 

La compagnia

La storia del gruppo teatrale del Liceo Giovio inizia nientemeno che nello scorso millennio. Era il 1999. Il laboratorio è da sempre stato fucina di giovani talenti, qui hanno mosso i primi passi operatori dello spettacolo, attori professionisti, musicisti, registi, drammaterapeuti, tra questi salutiamo con affetto Maddalena Massafra nostra ospite in questa circostanza, e poi Elena Vinci, Stefano Annoni, Davide Marranchelli, Stefano D’Antuono e tanti altri.

Il laboratorio ha prodotto finora diciassette spettacoli orig

inali, tutti sono stati costruiti assieme agli allievi, con il metodo della ricerca attiva dell’esperienza laboratoriale. Si comincia sempre lavorando intorno a una tematica condivisa e rappresentativa dell’urgenza espressiva dei componenti del gruppo. Nel corso del training e delle improvvisazioni iniziano a delinearsi i nuclei narrativi e le prime situazioni sceniche, da qui il vero e proprio lavoro drammaturgico, in un perpetuo movimento dentro e fuori dall’esperienza, in una sorta di gioco a nascondino con parole e visioni sceniche lo spettacolo piano piano si svela e prende forma. Ce ne sono stati di molto belli, alcuni hanno incontrato un grande favore di pubblico, altri hanno vinto premi, concorsi, rassegne, e tutti sono stati sempre qualcosa di più che non un semplice saggio, in ognuno si poteva sentire, grazie al metodo adottato, una grande energia vitale, freschezza, forte senso di appartenenza e convinzione. Questa la grande e costante soddisfazione di tutti

questi anni, quella di aver avuto l’opportunità di vedere centinaia di giovani che, anche grazie al mio lavoro, hanno potuto misurarsi con i propri limiti espressivi e comunicativi, lottando e vincendo contro i propri blocchi relazionali, in una sfida formativa continua che talvolta è diventata anche storia di vita.

Giacomo Puzzo