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A Milano è rock-gospel con SISTER ACT foto

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Ammettiamolo, quando vediamo una donna in abito nero inamidato, capo coperto bordato di bianco e magari un ventre prominente, nessuno di noi pensa alle pie donne di carità, alle suorine di quando andava al catechismo o alle devote di Maria Ausiliatrice.

Per noi tutti la suora per eccellenza è Woopy Goldberg, la celeberrima Sister Act, che da quel fatidico 1992 ha fatto ballare almeno due generazioni in tutto il mondo e che, a quanto pare, almeno in spiritu, non smette di divertire il pianeta.

E si sa, se un film musicale funziona a Hollywood, non può succedere che prima o poi non venga il suo turno anche a Broadway. Da lì infatti è partito il musical che, pur non vedendo nel cast l’ormai 61enne attrice afro americana (ora, nei panni di Deloris Van Cartier, alias Suor Maria Claretta, la dirompente  Belìa  Martin, cantante madrilena che già aveva mandato in delirio il pubblico dell’edizione spagnola), l’anno passato è approdato a casa nostra, registrando numerosi tutto esaurito a Roma.

E noi lombardi figurammo se potevamo essere da meno, così da giovedì, e fino al 27 novembre, la pièces è di scena al Teatro degli Arcimboldi, interpretata, oltre che dalla Martin, dal noto attore e conduttore italiano Pino Strabioli, per la prima volta votato al musical, e dalla rockeggiante (oltre che bellissima) Francesca Taverni nel ruolo della madre superiora.

Il musical prevede anche durante queste esibizioni meneghine (così come a Roma) la presenza di un’altra salesiana di successo e talento, la nostrana Suor Cristina, vincitrice della seconda edizione di The Voice of Italy, diventata simbolo del bel canto e, si dice, capace di avvicinare i giovani alla spiritualità con un sorriso.

Musica, musica e ancora musica, in queste 2 ore frizzanti, in cui non mancano sparatorie e inseguimenti. Musiche di valore, basti pensare che l’aurore di questo pamphet (i generi toccati sono davvero tanti) è Alen Menkel, già premio Oscar e autore de La Bella e la Bestia, la Sirenetta, Aladin….

22 attori in scena che ballano, cantano, dialogano, trascinando il pubblico verso il gran finale che, come nel film, lascia davvero frastornati e spossati come se su quel palco ci fossimo stati anche noi. Alla resa di questo momento, tanto contribuiscono i costumi, originali e non privi di qualche trovata tecnica, di Carla Accoramboni. Altrettanto si può dire per il magistrale intervento d Gabriele Moreschi, lo scenografo che riesce a proporre 24 cambi completi di scena, senza minimamente mutilare il ritmo incalzante dello spettacolo.

I biglietti, che partono da un minimo di 25 € per la seconda galleria laterale, sono disponibili presso la biglietteria del teatro o attraverso il circuito Ticketone.

sister act milano

Manuela Lozza

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