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Valduce salvo, ora si pensa al blocco operatorio: il bilancio di Mariela Enoc dopo 4 anni

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Quattro anni di riorganizzazione per scongiurare la chiusura dell’ospedale Valduce. Oggi il nosocomio religioso è salvo grazie al risanamento finanziario messo in atto dalla procuratrice Mariela Enoc.  Ora il Valduce punta sempre di più a mantenere un ruolo primario sul territorio come ha spiegato la professionista questa mattina in un incontro con la stampa.  Al suo arrivo aveva detto che nessun dipendente sarebbe stato licenziato e così è stato. Ora si punta a crescere.

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“Stiamo puntando sempre di più a non farne un ospedale di provincia ma un polo di attrazione – ha spiegato Enoc – perchè tutti sappiamo che è la qualità che conta . Oggi chi va in un ospedale vuole trovare la soluzione ai suoi problemi e noi dobbiamo essere in grado di farlo”.

Il Valduce non vuole accontentarsi dei risultati ottenuti fino ad oggi ma vuole crescere, insomma, puntando anche alle nuove tecnologie e cercando di trovare un buon rapporto con tutto il territorio. L’ospedale con investimenti “prudenti” punta così a migliorarsi sempre di più. “Quest’anno abbiamo acquistato due nuove Tac, una è già arrivata a Costa Masnaga, l’altra arriverà a Como per Natale – aggiunge Enoc – ma nel futuro c’è anche l’intenzione di rinnovare e potenziare il blocco operatorio”.  Investimenti necessari nell’immediato ma che consentiranno un risparmio nel futuro come la scelta, ad esempio, di mantenere laboratorio e reparto informatico e consentendo a aziende esterne di sfruttare il personale e le competenze del Valduce.

Nessun licenziamento per rimettere in piedi la struttura retta dalla Congregazione delle Suore Infermiere dell’Addolorata che ha fatto anche delle scelte, come la vendita di un edificio nella vicina Svizzera, per ridurre il debito con le banche. “I fornitori vengono regolarmente pagati – precisa Enoc – e abbiamo deciso di fare di tutto per diminuire il credito nei confronti delle banche”. Anche per quanto riguarda il budget non sarà interrotta nessuna prestazione grazie a una gestione attenta dei tetti di spesa.

Il furto delle apparecchiature messo in atto qualche settimana fa, per un valore di merce di 500mila euro, ha senza dubbio lasciato il segno ma l’ospedale guarda al futuro con ottimismo.

Per quanto riguarda i reparti l’ospedale ha registrato un calo del 10% nelle nascite passando da 1200 a 1100.

La Enoc, che tra i vari incarichi è anche presidente del Consiglio di Amministrazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha raccontato anche del suo incontro con Papa Francesco e di come quest’ultimo, durante i 40 minuti di colloquio, l’abbia incoraggiata a proseguire nel suo incarico di rimettere in sesto realtà religiose legate al mondo della sanità. La professionista ha ancora un anno di mandato al Valduce ma lei stessa ha ammesso che le piacerebbe proseguire anche oltre la scadenza: “Si è creato un bel gruppo e si lavora molto bene” .

Grande soddisfazione per i risultati ottenuti nella robotica e nella ricerca per il centro Villa Beretta di Costa Masnaga, ma anche una riflessione sul ruolo della Congregazione  in strutture all’estero, in Argentina,  con il poliambulatorio “Policlinica Madre Juanita Franchi” a Gonzales Catan (Buenos Aires). Quattro suore e il personale locale forniscono cure fondamentali in una delle realtà più povere di Buenos Aires. “E’ una struttura che merita – racconta Enoc – sono stata lì in vista per recuperare gli elementi utili a una riorganizzazione e posso dire di aver scoperto un’eccellenza. Nella struttura vengono forniti servizi di alta qualità a basso prezzo”.  Il Valduce si occupa di aiutare la struttura nel rinnovo delle aparecchiature mentre il resto sostentamento arriva direttamente dall’ordinaria gestione della struttura. “Mi piacerebbe che i comaschi fossero vicini anche a questa realtà – conclude la procuratrice – è importante che si parli del Valduce e della Congregazione anche quando ci sono notizie positive”.

 

 

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