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#pernondimenticarebologna, a Tavernola un piazzale per la famiglia Mauri foto

Le parole dell'assessore iantorno che ha voluto questa cerimonia e la targa che ricorda tre delle vittime della strage in stazione del 1980:"Qui hanno vissuto, qui li onoriamo"

“Sono 36 anni che la città aspettava e sono orgoglioso di poter dire che finalmente la città intitola un piazzale, nel quartiere dove la famiglia Mauri aveva vissuto – ha detto l’assessore Marcello Iantorno – Era un atto doveroso per mantenere vivo il loro ricordo e il ricordo di tutte le vittime della strage di Bologna. Questa intitolazione contribuirà a rinnovare in ognuno di noi il necessario impegno civile e a risvegliare e sollecitare il diritto di conoscere la verità e avere giustizia”.

strage stazione bologna 1980

Alla famiglia Mauri, che perse la vita nell’attentato di Bologna il 2 agosto 1980, è stato intitolato stamane il piazzale antistante l’Unione Sportiva di Tavernola, tra le vie Adamello e Brennero.  “La famiglia Mauri abitava in via Polano vicino proprio a questo piazzale” ricorda Iantorno. La targa che sarà posizionata riporterà la seguente dicitura “Piazzale Famiglia Mauri Carlo, Anna Maria e il piccolo Luca, vittime della strage di Bologna 2 agosto 1980”.

strage stazione bologna 1980

La strage di Bologna
Il 2 agosto 1980, alle ore 10.25, una bomba esplose nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna. Lo scoppio fu violentissimo, provocò il crollo delle strutture sovrastanti le sale d’aspetto di prima e seconda classe dove si trovavano gli uffici dell’azienda di ristorazione Cigar e di circa 30 metri di pensilina.
L’esplosione investì anche il treno Ancona-Chiasso in sosta al primo binario.
Nell’attentato persero la vita 85 persone, provenienti da 50 città italiane e straniere; i feriti furono 200.
Tra gli scomparsi, anche la famiglia Mauri, residente a Tavernola, composta dalla mamma Anna Maria Bosio (28 anni), il babbo Carlo Mauri (32 anni) e il piccolo Luca Mauri (6 anni). Anna e Carlo erano vissuti fino al matrimonio in centro città ed erano cresciuti nella parrocchia di San Fedele. Partiti in auto e diretti a Marina di Mandria in provincia di Taranto, i Mauri subirono un tamponamento alle porte di Bologna. Trainati da un carro attrezzi fino ad un’officina di Casalecchio dovettero lasciare l’auto dal meccanico e decisero così di raggiungere Brindisi in treno e da lì di farsi accompagnare a Taranto in auto. Arrivarono alla stazione di Bologna poco prima dell’esplosione e morirono tra le macerie del primo binario.