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Oasis al cinema. Rivive il mito di una generazione

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Nell’agosto di vent’anni fa gli Oasis  tennero un concerto al festival rock di Knebworth. Fu uno dei più grandi concerti all’aperto mai realizzati in Inghilterra. L’evento fu seguito complessivamente da 250.000 spettatori, con una richiesta di biglietti superiore a 2,5 milioni di persone, pari al 5% della popolazione britannica. Ad oggi quel concerto è lo spettacolo con più richieste in assoluto nella storia della Gran Bretagna e consegnò definitivamente al mito la band degli Oasis, nata a Manchester nel 1991. Dopo varie separazioni e ricongiungimenti dovuti a litigi tra i due fondatori, i fratelli Gallagher, nel 2009 gli Oasis si sciolsero definitivamente e, a meno di clamorose sorprese, non c’è all’orizzonte nessuna reunion.

Simon Halfon, un vecchio amico dei fratelli Gallagher,  ha pensato che fosse venuto il momento di celebrare questa straordinaria band con un documentario. “Ho deciso di chiamare direttamente Liam e Noel e chiedergli che ne pensavano di un film che raccontasse la loro storia. L’idea è piaciuta a entrambi…”  ha detto Halfon presentando la pellicola in programmazione, solo per 2 giorni lunedì 8 e martedì 9 alle 17.30 – 20.00 – 22.20, nel nuovo Cinelandia di Cà Merlata mentre all’ UCI Cinemas di Montano Lucino è in programmazione oggi ore 20-10 – 22.30 domani ore 17.25 – 20.10 – 22.30 e mercoledì ore 22.30

oasis cinema

Da Burnage, sobborgo povero di Manchester, al successo mondiale in due album in pochi anni, poi l’inevitabile declino; ma di questo, il film diretto da Mat Whitecross non si occupa, concentrandosi piuttosto sulle origini e l’ascesa della band dei fratelli Gallagher. Sì perché il film, come del resto le sorti del gruppo, passa inevitabilmente dal rapporto tormentato tra Liam, il frontman, e Noel il chitarrista autore e leader carismatico del quintetto. Attraverso immagini di repertorio spettacolari oppure private, nuove interviste audio e persino scene animate, il documentario racconta e lascia raccontare ai protagonisti di quegli anni (con voce off a commeto delle immagini) l’ascesa e il grande successo che gli Oasis ebbero all’inizio degli anni ’90.

Il film scorre veloce e lieve grazie alle battute e agli aneddoti divertenti raccontati dai due fratelli; non mancano momenti di pura pazzia, momenti irriverenti fatti di eccessi, difficili da comprendere per chi quel periodo non l’ha vissuto. Oasis Supersonic è pensato apposta per una generazione di trentenni che quegli anni li hanno vissuti con indosso le Adidas e la chitarra sempre a portata di mano; loro se lo godranno alla grande e si ritroveranno in sala a canticchiare le hit del Brit Pop rimpiangendo quel periodo, l’ultimo che musicalmente abbia segnato un’intera generazione.

 

“Gli Oasis sono come una Ferrari: bella da vedere, bella da guidare, ma se vai troppo veloce finisci per perdere il controllo”.  Queste parole – pronunciate da Noel Gallagher – si rispecchiano perfettamente in quel concerto a Knebwort. C’è una sorta di malinconia che si avverte: è l’apice del successo per gli Oasis, ma forse anche la fine dell’anima reale della band, il turning point che trasforma il sound grezzo e appassionato di quattro ragazzi nella macchina da soldi di uomini rancorosi, stanchi, che senza neanche accorgersene hanno venduto l’anima al diavolo dell’industria discografica. E’ una bella riflessione, poi, sull’era digitale, a quei tempi ormai alle porte – pochi anni dopo sarebbe arrivato Internet, Napster e subito dopo i concerti registrati su telefono, dove la magia di vivere un evento storico si sarebbe persa per sempre – a chiudere il film. E, infine, la musica di The Masterplan sui titoli di coda.

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