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Briantea84 in scioltezza: Santo Stefano “doppiato”, Berdun trascinatore foto video

La formazione di coach Bergna subito travolgente come al debutto: divario di 40 punti e pratica archiviata subito. L'argentino dimostra grande carattere.

Due su due: dopo un turno di riposo, la UnipolSai Briantea84 (Basket in carrozzina serie A) torna davanti al suo pubblico di Seveso e non tradisce le attese. Anche la pratica Santo Stefano Banca Marche viene archiviata in maniera perentoria, con un 80-40 che lascia poco spazio alla fantasia. Nonostante il fenomeno inglese Judith Hamer, autrice di 12 punti, i marchigiani non riescono a scalfire la corazza biancoblu, squadra che sempre di più dimostra la sua potenzialità. Con un Berdun in gran forma, con 21 punti e 7 assist, supportato dal solito immenso Brian Bell in doppia cifra (14 punti e 15 rimbalzi). Due punte di un collettivo che fonda la sua forza sul contributo di tutti i suoi elementi.

“Sassari era un rodaggio, poi abbiamo avuto un turno di riposo che ci ha offerto il tempo per lavorare sui difetti – ha dichiarato coach Marco Bergna -. Abbiamo fatto una grande partita per 40 minuti, come è nella mentalità della nuova Briantea. Il roster di quest’anno è ampissimo, con molti italiani di valore che ci permettono di fare rotazioni che non spostano la qualità in campo. Vorrei sempre tenere alto il ritmo, anche sul +20 vorrei che chi entra senta sempre l’input di tenere il livello di gioco. Abbiamo provato una nuova difesa, un pressing più alto, e i ragazzi hanno avuto il carattere giusto per restare concentrati e determinati. Queste partite ci servono per provare chi sono i punti fissi, anche se quest’anno davvero non ci sono pilastri, ma una panchina di assoluto valore”.

Mi sto abituando al campo e ai tabelloni, ci alleniamo tutti i giorni e questo sicuramente aiuta – ha ammesso Giulio Papi, una nelle new entry di questa stagione -. Sono contento di come sta andando, di come mi sto preparando. Sono convinto che sia la scelta giusta, voglio dare il meglio per questa squadra, per l’allenatore e per tutto il tifo che ci viene a seguire. Abbiamo un bel roster, possiamo giocare tutti e dieci e il ritmo non cala mai, è una grande forza che dobbiamo usare. Sono qui da circa due mesi e l’ambiente è ottimo, a partire dai tre medagliati per arrivare ai compagni di Nazionale. Sembra che giochiamo da anni insieme, c’è quel sano agonismo. Anche le partite in allenamento sono belle, intense. È perfetto così”.

Il quintetto più nuovo è quello che deve ingranare di più – ha spiegato Jordi Ruiz, che in questi due match è partito come seconda linea, con 5 assist, 9 punti -, ma il bello è che anche il quarto o quinto quintetto ha la sua da dire, anche contro una squadra non banale come Santo Stefano. Si vede la gente contenta, tutto sembra funzionare bene. E siamo solo all’inizio, stiamo ancora lavorando per costruire tutto. Dobbiamo continuare ad allenarci, il nostro obiettivo è far girare molto la palla, giocare bene, trovare il migliore tiro possibile. Sto cercando di crescere anche come playmaker, con fenomeni in campo come Adolfo e Brian. Se la difesa viene su di me, piuttosto che un tiro forzato preferisco distribuire a chi è messo meglio. Questo è migliorato tanto. Con compagni così, passare la palla è anche più gratificante che tirare”.

Ora per la Briantea un lungo tour fuori casa: torna a Seveso il 3 dicembre contro Padova.