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Energie rinnovabili: il fotovoltaico conviene ancora?

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Sembrava lontano, e invece nel 2015 è stato ufficialmente certificato: stiamo parlando del sorpasso delle energie rinnovabili sul carbone che l’Aie (Agenzia Internazionale dell’Energia) ha sancito e sottoscritto. Entrando più nel dettaglio, lo scorso anno le fonti di energia verde avrebbero permesso la produzione di ben 153 gigawatt, raggiungendo una cifra che è destinata a crescere anche del 28% prima della fine del 2021. Le trasformazioni che ne conseguono non possono essere trascurate per il loro impatto non solo economico, ma anche sociale, occupazionale e geografico.

In particolare, il settore dell’energia sta sempre più strizzando l’occhio verso i paesi emergenti, mentre parallelamente le aziende classiche di energia dei paesi industrializzati vedono diminuire i loro introiti e si vedono costretti a dismettere impianti e di conseguenza a licenziare anche centinaia di dipendenti. Si prospettano dunque buone possibilità di crescita per Cina, Stati Uniti, India e Messico. La prima in particolare dovrebbe gestire da sola ben il 40% della crescita del settore mondiale nei prossimi anni, ma ottime sono anche le potenzialità della penisola indiana che entro il 2021 dovrebbe riuscire a produrre 76 gigawatt, 30 in più rispetto alla produzione dello scorso anno, ovvero del 2015; simile è la posizione del Messico che, seppure con produzioni quantitativamente molto inferiori, dovrebbe riuscire a raddoppiare la propria produzione fino a 15 gigawatt.

Ma cosa ne sarà a questo punto del nostro continente? E’ lecito prevedere un trend calante, influenzato da più fattori, tra i quali il termine di vari incentivi legati proprio agli impianti di questo tipo.

E’ quindi a questo punto d’obbligo valutare insieme se convenga nella nostra nazione ancora adesso darsi al fotovoltaico, considerando i costi di implementazione di un impianto fotovoltaico, gli incentivi non più assoluti e i tempi di ritorno sugli investimenti. Gli esperti del noto portale Affarimiei.biz non hanno dubbi: con la conclusione del Conto Energia e del 2013 la convenienza assoluta degli impianti fotovoltaici si è conclusa e un’analisi della storia del mercato nella nostra nazione risulta essere senza alcun dubbio falsata, dal momento che gli incentivi hanno attirato fin troppi investitori, causando di fatto un superplus di offerta. Cambiamenti importanti hanno del resto negli ultimi anni interessato anche i prezzi che nell’ultimo periodo sono scesi a dismisura, come effetto dei progressi tecnologici che hanno migliorato le capacità di gestione e di trasmissione dell’energia stessa.

Dopo queste doverose premesse cerchiamo di capire se sia ancora in qualche modo possibile beneficiare di qualche incentivo. La risposta è sì! Troviamo tra gli incentivi quelli legati al Conto Termico e all’Ecobonus per le ristrutturazioni. Soffermandoci sul secondo aspetto, ricordiamo che al momento e fino a fine anno salvo proroghe sarà possibile ottenere una detrazione fiscale pari al 50% delle spese sostenute.

Una volta verificata la possibilità di sostenere direttamente o tramite finanziamento la spesa, è opportuno valutare i tempi di ritorno sull’investimento che, secondo gli studiosi sarebbero pari a 12 anni, che possono essere ridotti a 6 anni nei casi più favorevoli di vendita di energia ad un corretto gestore. Le considerazioni successive sono personali e soggettive, profondamente influenzate dalla propria situazione personale e dalla propensione o meno al rischio dal momento che al momento, l’energia rinnovabile può essere intesa come un vero e proprio investimento.

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