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Migranti: la commissione parlamentare promuove il centro di via Regina

Oggi in città dopo aver visitato strutture della provincia di Varese. Le loro valutazioni dopo essere stai in via Regina.

Una visita prima a Varese, poi a Como, per verificare il rispetto dei requisiti richiesti in termini di ospitalità e accoglienza alle persone nei centri, ma anche il rispetto delle regole legate ai bandi di accoglienza. Como promossa dalla Commissione parlamentare d’inchiesta inviata oggi in città per una valutazione sull’andamento della situazione nella nostra provincia. Presenti per la commissione l’onorevole Maria Chiara Gadda (Pd) e l’onorevole Marco Rondini (Lega Nord).

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“La struttura di Tavernola risponde appieno ai requisiti richiesti – spiega Gadda – visto che vengono organizzati anche corsi di lingua, dato  che i centri non si devono solo occupare dell’alloggio ma di tutti gli aspetti del capitolato di gara”. Promosso il centro di Tavernola, ma anche la struttura temporanea di via Regina. “Si tratta di una situazioni legata ai transitanti che non richiedono asilo – aggiunge Gadda – ci sono anche molti minori non accompagnati e donne, ecco perchè mi sento di esprimere un plauso per quanto riguarda l’organizzazzione efficente che è stata gestita in così breve tempo”.

Secondo i dati presentati oggi dal prefetto Bruno Corda sono 249 le persone ospitate al centro di Tavernola, mentre 264 in via Regina. Di queste 264 ben 142 sono minori non accompagnati, con 31 ragazze. “Il numero delle persone è sceso ma è impossibile dire al momento per quanto tempo rimarrà aperto il centro – precisa Corda – anche per i minori stiamo provvedendo all’individuazione di strutture che possano ospitarli e si sono conclusi in questi giorni i bandi di gara”.

Como promossa in termini di accoglienza anche se l’onorevole Rondini ha voluto ribadire alla stampa il disaccordo della Lega Nord per la gestione degli sbarchi e i successivi problemi di gestione delle persone che chiedono asilo nel nostro Paese o che lo utilizzano come ponte per raggiungere altre realtà. “Il sistema è criminogeno perchè di fatto ci sono sistuazioni che vengono gestite in modo allegro utilizzando soldi pubblici che arricchiscono chi gestisce – dice Rondini – e non per andare incontro all’accoglienza dignitosa. A Como finalmente è stato posto fine all’indecente bivacco alla stazione”.

Obiettivo ora quello di favorire piccole strutture che possano meglio gestire le presenze, andando così a abbandonare il sistema di accoglienza legato a grossi centri. Per quanto riguarda la nostra provincia attualmente sono 50 i Comuni, su un totale di 154, che hanno dato la propria disponibilità all’accoglienza.