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L’emergenza: sinergia tra civile e militare. Un convegno a Como

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Si è svolto oggi a Villa Guardia, nella base dell’Elisoccorso e sede della Soreu dei Laghi – 118 a Villa Guardia, l’evento formativo del settore dell’emergenza-urgenza “Sinergia civile-militare nell’ambito dell’emergenza-urgenza”.

“Sinergia civile-militare nell’ambito dell’emergenza-urgenza”, un corso a Villa Guardia
La sanità civile e quella militare a confronto nella base dell’Elisoccorso e sede della SOREU dei Laghi-118 di Villa Guardia  per un importante momento formativo. Si è svolto oggi il corso  “Sinergia Civile-Militare nell’ambito dell’Emergenza Urgenza”, organizzato dall’ASST Lariana e promosso dal comitato del Trentennale dell’Elisoccorso comasco e patrocinato dall’AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza), dal Corpo Militare ACISMOM (Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta) e dall’UNUCI (Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia).

Durante la giornata di studio medici e infermieri, di estrazione civile e militare, hanno trattato il tema della gestione delle maxi-emergenze, con particolare riferimento agli eventi non convenzionali come, ad esempio, quelli legati all’emergenza terrorismo. Ai lavori, organizzati dal responsabile scientifico Mario Landriscina, coordinatore della “Macroarea dei Laghi” – Areu 118, sono intervenuti ospiti nazionali e internazionali. All’evento, che rientra nelle celebrazioni per i trent’anni del servizio di Elisoccorso di Como, hanno partecipato oltre 80 tra medici chirurghi e infermieri professionali.
Tra i contributi scientifici vi sono stati, in particolare, quello di Albert Brizio, medico a Parigi nel settore della medicina d’urgenza all’ospedale St. Denis, ha approfondito l’approccio allo scenario di un attacco terroristico facendo riferimento agli attentati avvenuti nella capitale francese allo Stade de France e al Bataclan, mentre il tenente colonnello Francesco Dissennati, Capo di Stato Maggiore del Corpo Militare ACISMOM (Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta), speciale ausiliario dell’Esercito Italiano per la sanità militare, ha ripercorso lo sviluppo dell’ACISMOM, primo esempio in Italia di collaborazione tra l’ambito sanitario civile e quello militare.  E ancora, il capitano Vincenzo Mauro Giaconella, capo sezione Istituto Scienze Infermieristiche – Scuola di Sanità e Veterinaria dell’Esercito Italiano, si è occupato, nella sessione “Nuove competenze per i soccorritori civili?”, del soccorso sanitario nel contesto della Difesa Civile.
Il pomeriggio è stato dedicato alla gestione clinica del paziente con relazioni su analogie e differenze tra linee guida civili e militari nell’approccio al paziente traumatizzato, a cura di Alberto Piacentini medico del 118 di Como, e sulle lesioni da arma da fuoco, con un approfondimento di Angelo Maria Calati, chirurgo toracico al Sant’Anna, e del tenente di vascello Vittorio Depaulis.

“L’evoluzione recente del Sistema Sanitario del nostro Paese – spiega Mario Landriscina -, in particolare nell’ambito dell’emergenza-urgenza, ha spinto ad avviare una sempre più solida collaborazione tra la sanità civile e militare innescando uno scambio di conoscenze e reciproco arricchimento esperienziale e culturale. Obiettivo del corso è l’integrazione interprofessionale, multiprofessionale e interistituzionale, finalizzata all’acquisizione di competenze medico-specialistiche e delle diverse professioni sanitarie, specificatamente rivolte all’ambito dell’emergenza-urgenza “non convenzionale” mettendo a confronto l’esperienza del soccorso che svolgiamo noi nel quotidiano e quella di chi interviene in situazioni straordinarie come in caso di attacco terroristico.
Con il settore militare – prosegue Landriscina – stiamo già collaborando da tempo. A fine giugno, ad esempio, si è svolta “Odescalchi 2016”, l’esercitazione congiunta tra i sistemi di Protezione Civile svizzera e italiana promossa dall’Esercito del Canton Ticino con il coinvolgimento dell’Esercito Italiano in accordo con la Prefettura di Como e il supporto del dipartimento della Protezione Civile nazionale. In pratica,  a Como-Muggiò, in Piazza d’Armi, è stata effettuata una simulazione in cui è stato utilizzato un ospedale da campo che potrebbe sostituire il presidio Sant’Antonio Abate di Cantù in caso questo venisse, ad esempio, gravemente lesionato da un terremoto. “In pratica, gli addetti ai lavori hanno ipotizzato uno scenario in cui il presidio di via Domea viene dichiarato inagibile e almeno in parte vicariato da una struttura militare gestita da personale appartenente all’ospedale. Si tratta del primo esperimento di vicariamento effettuato in Italia che ha coinvolto nell’esercitazione personale militare e personale civile ospedaliero del presidio canturino con la relativa Unità di Crisi”.

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