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Insegnante trovata morta a Rodero: il cognato in cella per i prossimi tre mesi foto video

Il giudice per i provvedimento coercitivi accoglie la richiesta della magistratura ticinese: resta in cella per permettere di concludere l'inchiesta.

Tre mesi di carcerazione preventiva per Michele Egli per permettere a polizia e magistratura ticinese di chiudere accertamenti ed indagine sul delitto di Nadia Arcudi, la maestra di Stabio trovata morta una settimana fa nei boschi di Rodero ai lati della strada che porta al Gaggiolo. Il giudice per i provvedimenti coercitivi ha accolto la richiesta di carcerazione preventiva per il 42enne perito informatico, cognato di Nadia. La richiesta è stata presentata dalla Procuratrice Pamela Pedretti: Egli è ritenuto dagli inquirenti svizzeri l’autore del delitto della insegnante – per ragioni ancora da accertare – e del successivo tentativo di occultamento del cadavere nei boschi comaschi del confine.

Egli è già stato a lungo interrogato in questi giorni: da quanto si è potuto apprendere, non avrebbe fatto ammissioni dirette sull’omicidio del quale è sospettato, ma solo per il tentativo di occultamento del cadavere della ragazza di Stabio.