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Amaro in bocca per un grande Cairoli: perde il titolo per una “rottura” foto

Che rabbia per Matteo: il giovane pilota comasco costretto al ritiro in Texas per un problema meccanico:"Fa male chiudere così, ma sono soddisfatto di questa stagione"

Finisce con l’amaro in bocca, ma la consapevolezza di essere stato al vertice, testa a testa con i migliori. Di certo la stagione che si è conclusa ieri ad Austin, in Texas, ha confermato quello che già in tanti sapevano: Matteo Cairoli è un talento puro, un giovane su cui scommettere tutto. Al suo secondo anno nella Porsche Mobil 1 Supercup, il 20enne pilota comasco di Fino Mornasco ha seriamente “rischiato” di vincere il titolo. Questo weekend era proprio ad un passo dal farlo. Poi tutto è crollato e non per colpa sua, ma della vettura che lo ha lasciato a piedi sul più bello.

matteo cairoli porsche supercup 2016

Ad Austin, nell’ultimo doppio appuntamento del campionato, Cairoli doveva recuperare solamente due punti nei confronti del tedesco Sven Müller. Ci sarebbe riuscito già sabato, quando partendo dalla prima fila ha immediatamente preso il comando di Gara 1 restandoci fino alla sesta tornata, facendo anche registrare il giro più veloce rimasto in seguito imbattuto. Poi un problema meccanico lo ha costretto a rientrare ai box e, per la prima e unica volta quest’anno, a ritirarsi.

Per lui, per tutti gli uomini del team FACH Auto Tech è stata la più grande delusione. Una delusione da cui bisognava subito riemergere. Matteo lo ha fatto proprio oggi, scattando in Gara 2 ancora dalla prima fila, lottando con il coltello tra i denti con il francese Mathieu Jaminet e alla fine concludendo secondo e laureandosi vicecampione. Di più questa volta non poteva fare, perché per conquistare il titolo avrebbe dovuto vincere, ma soprattutto sperare che Müller rimanesse fuori dai punti. “Fa male, anche se sono soddisfatto di quello che ho fatto nel corso di questa stagione” – ha dichiarato Cairoli.

Il giovane comasco è consapevole perfettamente dell’ottimo lavoro svolto. Matteo è stato quello che ha ottenuto il maggior numero di successi, vincendo quattro volte: a Barcellona, sul “toboga” di Montecarlo, quindi a Hockenheim e sul tracciato casalingo di Monza. In America, il lombardo ci era arrivato con sole due lunghezze in meno nei confronti di Müller, ma anche con cinque pole position al proprio attivo. A ciò bisogna aggiungere il fatto che Cairoli è anche partito otto volte su dieci in prima fila e ha conquistato altri due podi, a Silverstone (dove ha concluso terzo) e appunto ad Austin.