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Como: in attesa del nuovo vescovo, Calori amministratore diocesano foto

La scelta è stata fatta oggi, il religioso già nelle sue funzioni. Cessa l'incarico con k'arrivo di Oscar Cantoni. Cosa prevbede il regolamento in casi simili

In attesa dell’arrivo del nuovo vescovo in Diocesi a Como e dopo la rinuncia – per motivi di età – di Monsignor Coletti, oggi il Collegio dei Consultori ha provveduto ad eleggere monsignor Carlo Calori Amministratore diocesano il quale, avendo accettato, è entrato immediatamente nell’esercizio della propria funzione fino alla presa di possesso di Oscar Cantoni, nuovo responsabile della Diocesi lariana

COME AVVIENE L’ELEZIONE DELL’AMMINISTRATORE DIOCESANO E QUALI LE SUE COMPETENZE. 
La nomina di un Amministratore diocesano è una procedura ordinaria, come previsto dal Codice di Diritto Canonico (CIC) e come la Congregazione per i vescovi ha meglio descritto nel “Direttorio per il ministero pastorale dei Vescovi – Apostolorum Successores”, datato 22 febbraio 2004. La fattispecie è quella prevista dal numero 416 del CIC e dal numero 232 del Direttorio, che contemplano, fra le cause della “vacanza della sede diocesana”, «la rinuncia accettata dal Romano Pontefice» e successivamente resa pubblica. La rinuncia da parte di monsignor Diego Coletti è coincisa con il compimento del 75° anno di età, avvenuto lo scorso 25 settembre, mentre la comunicazione pubblica dell’accettazione di tale rinuncia da parte del Santo Padre ha avuto luogo martedì 4 ottobre, alle ore 12.00 a Como, con il contestuale annuncio del nome del successore, monsignor Oscar Cantoni.

Il Diritto prevede che, dal momento in cui la Diocesi diventa “sede vacante” (nel caso della Chiesa di Como dallo scorso martedì), il Collegio dei Consultori – che è l’unico organo diocesano a rimanere in carica, a differenza del Consiglio presbiterale, del Consiglio pastorale diocesano e del Consiglio episcopale – assume la guida della diocesi, e nei successivi otto giorni deve provvedere all’elezione dell’Amministratore diocesano. Il Collegio dei Consultori della Diocesi di Como è formato da sei presbiteri che il Vescovo ha scelto, a norma del diritto, all’interno del Consiglio presbiterale. Come indicato dal numero 239 del Direttorio, può essere eletto Amministratore diocesano un presbitero del clero locale, ma anche di un’altra diocesi, lo stesso Vescovo emerito o un altro Vescovo; il presbitero deve avere almeno 35 anni; e deve distinguersi per dottrina e prudenza. Una volta accettato l’incarico, l’Amministratore diocesano emette una “Professione di fede” (una sorta di giuramento), come previsto dal Codice di Diritto Canonico ed è tenuto a osservare tutti gli obblighi del Vescovo diocesano; della sua elezione viene informata la Santa Sede. Sempre il Direttorio, al numero 240, alla voce “Facoltà dell’Amministratore diocesano” spiega che «l’Amministratore assume potestà ordinaria e propria sulla diocesi dal momento dell’accettazione della sua elezione». È escluso «ciò che non gli compete per la natura delle cose» (ovvero tutte quelle azioni e funzioni che presuppongono la dignità episcopale, a titolo d’esempio: l’ordinazione presbiterale) o «per disposizione del diritto» (ad esempio la nomina di un parroco). In generale vale la massima «sede vacante, nihil innovetur», per cui «non si deve procedere ad alcuna innovazione».

 

L’Amministratore diocesano cessa dall’ufficio con la presa di possesso da parte del nuovo Vescovo. Monsignor Carlo Calori, nato a Milano il 3 aprile 1939 (ha vissuto la sua infanzia, con la famiglia, in Valcuvia, in provincia di Varese, a Canonica) è stato ordinato sacerdote il 24 giugno 1962. È stato per due anni, fino al 1964, vicario a Cadorago. Dal 1964 al 1969 ha proseguito gli studi presso l’Università Cattolica di Milano. È stato insegnante presso il Seminario minore dal 1968 al 1986 e pro-rettore del Seminario dal 1971 al 1984. Dal 1982 al 1999 è stato direttore de “Il Settimanale della diocesi di Como”. È stato vicario episcopale per la Pastorale dal 1983 al 2003. Dal 2003 è prevosto della comunità pastorale di Como-San Fedele.