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Lo psicoanalista Recalcati a Como, incontro pubblico il 10 ottobre

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Arriva a Como il celebre psicoanalista Massimo Recalcati. L’appuntamento è in programma nell’Aula Magna del Collegio Gallio di Como, lunedì 10 ottobre alle 21, per una conferenza aperta al pubblico e a ingresso libero, intitolata “Labirinti del Desiderio” – organizzata dalla Fondazione Prima Spes Onlus. A moderare l’incontro il vice direttore del quotidiano La Provincia Bruno Profazio. Recalcati porrà al centro del dibattito il desiderio, una parola a suo avviso inflazionata e usata a sproposito al giorno d’oggi, ma fondamentale nella vita umana.

«Siamo nel tempo della morte del desiderio, anche se apparentemente sembriamo, come mai prima dora, liberi di volere e avere tutto quello che ci pare».

Partendo dall’idea che la psicoanalisi legge e interpreta il nostro tempo, la Fondazione Prima Spes Onlus invita Massimo Recalcati, un analista che nella sua riflessione sui movimenti inconsci dell´esperienza umana non rinuncia a mantenere uno sguardo critico sui grandi cambiamenti sociali, sui nuovi modi di pensare e di vivere. La conferenza si concentra sul desiderio perché secondo lo psicoanalista é un punto focale su cui ruota tutta la vita dell’uomo, anche nel mondo in cui viviamo oggi.

Laddove l’etica psicoanalitica si pone il problema di cosa sia la soddisfazione umana e cerca di rispondere alla domanda “che cosa rende degna la vita?”, Recalcati risponde infatti: «innanzitutto l’aver assunto singolarmente la chiamata del desiderio». Ed essere fedeli al proprio desiderio é il criterio che rende possibile la felicità  su questa terra.

Secondo l’interpretazione di Recalcati – che sposa quella del suo maestro francese Lacan, il desiderio non é da intendersi come istintualità, bisogno primario, non é pulsione, ma é ciò che caratterizza in modo assolutamente specifico l’essere dell’uomo. Il desiderio é ciò che guida e struttura l’esistenza umana, ciò che imprime un orientamento all’esistenza umana, non è un elemento caotico, capriccioso, instabile. E’ la domanda di amore, di ascolto e di riconoscimento che ognuno di noi ha.

«Lacan affermava che la sola vera colpa dell´uomo è quella di venire meno al proprio desiderio. La clinica psicoanalitica conferma che l´infelicità è spesso legata al fatto che la nostra vita non è coerente con ciò che desideriamo. E invita ad essere responsabili rispetto al desiderio che non può essere mai associato al capriccio, perché ogni volta che sono chiamato a scegliere, ne va della mia esistenza ».

Viviamo in un mondo dove tutto si consuma molto rapidamente, niente dura, tutto é destinato ad essere sostituito e il senso di angoscia che invade la vita contemporanea non è di fronte al nulla, secondo Recalcati, ma piuttosto è l´angoscia di fronte all´eccesso: come se mancasse una prospettiva, un progetto. Non sorge dalla mancanza ma da un troppo pieno, dalla sensazione di essere imprigionati in un sistema che ci avvolge e ci comprime e sembra non permettere – nemmeno nella fantasia – l’esistenza di un altro mondo, di un altro orizzonte. Il nostro è senz´altro il tempo di un immiserimento materiale e mentale diffuso, è un tempo di precarietà. Ma Recalcati tende a escludere che sarà una condizione permanente, perché l´angoscia non si limita a paralizzarci, ma può diventare la causa di un nuovo desiderio. Nella nostra esperienza clinica l´angoscia non è mai solo un vicolo cieco, ma segnala sempre la prossimità del soggetto alla verità (rimossa) del proprio desiderio, mettendolo di fronte a ciò che abitualmente cerca di evitare.

L’incontro é aperto al pubblico e a ingresso libero, con prenotazione consigliata all’indirizzo email: comunicazione@manzoni22.it

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