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Giardini di via Anzani: al via i lavori per la sistemazione del campo

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Hanno preso il via nei giorni scorsi i lavori per la sistemazione del campetto dei giardini di via Anzani. La proposta di intervento è il risultato del progetto “Città in Residenza”, promosso da Artificio (capofila associazione Luminanda) e Radici e Ali (capofila cooperativa Csls). Nell’iniziativa sono poi coinvolti il Comune di Como, con l’assessorato ai Parchi e Giardini, la Fondazione Cariplo (Artificio e Radici e Ali hanno beneficiato di un suo contributo), e la Fondazione Antonio Ratti. Quest’ultima è stata chiamata a selezionare un giovane artista e ad affiancarlo nella realizzazione dell’opera. L’intervento complessivo ammonta a 15mila euro e sarà finanziato in parti uguali dai tre soggetti promotori (Artificio, Radici e Ali e Comune di Como). Recentemente, il progetto è stato considerato di interesse dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali che ha deciso di supportarlo nell’ambito del Bando Periferie Urbane.

Il progetto Il progetto è stato ideato dall’artista bergamasco Matteo Rubbi. Dopo una serie di incontri con i cittadini, le scuole del quartiere e i promotori, Rubbi ha scelto l’area del campetto per la realizzazione della propria opera. Il campetto, 24 metri per 14, si trova nei giardini di via Anzani, al centro del quartiere di Como Borghi. Ricoperto da una moquette antiurto, deterioratasi con il tempo, è dotato di illuminazione e di una tribuna, in buone condizioni, capace di ospitare più di 160 persone a sedere. L’intervento trasforma l’area in un nuovo spazio polifunzionale, a disposizione del quartiere e delle associazioni che si occupano di attività culturali e di coesione sociale. La moquette esistente è stata rimossa nei giorni scorsi dai volontari della cooperativa Arca coinvolti nel progetto; nei prossimi giorni verranno verificate le condizioni della superficie e si procederà quindi con un ripristino complessivo della pavimentazione che sarà in resina antiscivolo e antigelo.

Francesco Anzani La nuova superficie ospiterà il disegno di un cielo stellato dedicato a Francesco Anzani, personaggio storico comasco, a cui è intitolata la via su cui si affaccia il parco. Anzani ha combattuto volontario per l’indipendenza greca e ha preso parte a lotte rivoluzionarie in Spagna e Portogallo. E’ ricordato soprattutto come compagno di Giuseppe Garibaldi nell’avventura sudamericana in Uruguay, dove nacquero le famose “camicie rosse”. Per un periodo visse nella città di Paysandù, non lontano da Montevideo. Il cielo che sarà ricostruito nella pavimentazione sarà un frammento del cielo uruguaiano nella notte tra il 10 e 11 novembre 1841, trentaduesimo compleanno di Anzani e uno degli ultimi momenti di pace vissuti dal patriota liberale. Quella notte, in un cielo senza luce lunare, transitavano insieme nel cielo luminosissimi Giove, Marte e Saturno, tutti raccolti in un pezzetto di cielo nei pressi di Antares, cuore della costellazione dello Scorpione. Questa sezione di cielo denso di stelle e astri sarà riprodotto sulla pavimentazione, come se nel parco si aprisse una finestra sull’altro emisfero. “Questo intervento – spiega l’artista Matteo Rubbi – non vuole essere solo un monumento, atipico, legato alla figura di Anzani ma vuole essere anche una finestra su un cielo dall’altra parte del mondo, che collochi Como come “città del mondo”, come centro pulsante di scambi, come inizio ideale di un viaggio. Il cielo, qui, sarà sotto di noi, non un’immagine contemplativa, ma percorribile perchè questo pavimento/cielo/gioco sarà un’opera aperta a tutti, strumento utile per proporre e organizzare iniziative di qualsiasi tipo”. La programmazione delle attività nel campetto sarà parte integrante dell’opera, il vero motore di questo cielo da reinventare; l’obiettivo è rendere il parco un centro di attività all’aperto rivolte al quartiere. All’occorrenza potrà trasformarsi in una pista di pattinaggio, in una pista da ballo, in un palcoscenico per concerti o rappresentazioni teatrali o in un luogo per giocare.

Le stelle Nei tempi antichi si usava dividere le stelle in 6 gruppi, a seconda della loro luminosità. Attualmente la scala è formata da 8 livelli, che raccolgono l’interezza delle stelle visibili ad occhio nudo. Le stelle presenti nella porzione di cielo che sarà riprodotta sul campetto sono disegnate in base a questa scala di luminosità. I colori utilizzati per colorare le stelle derivano dalle loro caratteristiche spettrali e sono diversi stella per stella. Il cielo risultante sarà un cielo unico, che conterrà tra le sue forme apparentemente casuali e colorate, le tracce di un’immagine precisa: Francesco Anzani che guarda le stelle una notte d’estate del 1841 a Paysandù.

 

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