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StreetScape 5, l’arte dilaga a Como foto

A quarant’anni abbondanti dalla sua comparsa sui muri e nelle piazze delle città di tutto il mondo la street art fa ancora discutere, su se stessa prima di tutto. “Ma è arte questa?” si chiede qualche comasco passando sotto i lampioni avvolti di stracci in piazza Volta, “Secondo te cosa significa?” dice uno all’amico che osserva cavalli di frisia colorati sotto il Broletto. E la discussione continua attraverso i social. Va un po’ meglio con Pinocchio in piazza Cavour. L’immagine famigliare del burattino bugiardo conquista subito tanto che qualcuno nelle ultime ore ha cercato perfino di arrampicarsi sul ceppe che lo sostiene rovinando la corteccia. Ma anche davanti all’opera di Mr. Savethewall messa li per sollevare dubbi su promesse fallite, la domanda più frequente è “E’ una cosa d’arte?”

E’ StreetScape.  Quinta edizione del progetto pubblico di Street Art e Urban Art nelle piazze e nei cortili della città di Como che, da sabato scorso  fino al 6 novembre, ospita 11 artisti contemporanei e l’esposizione Beautiful Dreamers dedicata ad artisti americani nello Spazio Parini di cui abbiamo già parlato.

Derivata dal graffitismo la street art è nata libera e illegale per diventare, sedotta dal marketing, da internet e dalla pubblicità, una forma d’espressione artistica non solo acettata, ma fatta propria dalla cultura popolare e spesso invogliata ad occupare spazi urbani. Rimasta, tutto sommato, libera la  street art risponde ancora alle motivazioni primarie degli artisti che scelgono la strada quale campo per il loro lavoro con l’intento di far discutere, ovvero la critica alla società, alla politica, al sistema dell’arte e della gestione degli spazi urbani .

Nelle intenzioni degli organizzatori e dei curatori dell’evento comasco Chiara Canali e Ivan Quaroni, “StreetScape” deve essere inteso come una vera e propria riconfigurazione del paesaggio urbano per rivitalizzare il patrimonio storico-artistico, architettonico e museale della città con installazioni site-specific di opere che nascono in dialogo con i luoghi più simbolici della città di Como e che sono appositamente pensate per essere installate all’aperto, ossia fuori dai normali circuiti di fruizione delle opere d’arte.

Come afferma Michele Viganò, Presidente del Comitato Artistico StreetScape:“In un momento di veloci cambiamenti non è la gente che incontra l’arte ma l’arte che incontra la gente. Streetscape: a Como l’arte è visibile a tutti”.

Qui l’intervista a Michele Viganò

Tra le opere di StreetScape5 una delle più discusse sui social network in questi giorni è  l’installazione Barricades di Paolo Ceribelli nel portico del Broletto. L’opera nasce dal desiderio dell’artista di valorizzare lo spazio dei portici del Broletto, un passaggio tra due piazze spesso inosservato. Ceribelli interviene negando parzialmente il passaggio della gente nei portici a favore del desiderio di attraversarli per riflettere sul valore artistico del Broletto e degli altri edifici presenti intorno. L’installazione di sculture in ferro dai colori accesi che richiamano la forma delle barriere anticarro diventano al tempo stesso limite ed elemento di attrazione per il passante.

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Se poi chi vede l’installazione anzichè pensare allo spazio negato come Ceribelli, ma riflette su quanto una parte della città sia “trincerata” contro la presunta invasione di migranti, ecco che la street art (e l’arte in generale),  ha raggiunto il suo scopo che è quello di porre domande e non di dare risposte sul significato di un’opera. Per chi ha il desiderio di saperne di più domani, giovedì 22 settembre alle 18 presso la sede di Intesa San Paolo in piazza Cavour Paolo Ceribelli racconterà la sua opera.

 

Anche Giulio Cassanelli richiamerà l’attenzione del pubblico attraverso l’installazione del neon Un-localize nella terrazza del secondo piano di Villa Sucota. La scritta “Nowhere” che alternativamente illuminata riconduce alla scritta “Now here” porta ad una riflessione spazio-temporale: i pochi secondi di illuminazione della scritta ci conducono alla presenza o all’assenza di qualcuno (l’artista stesso?il fruitore?) nello spazio.

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Nel cortile della Pinacoteca civica di Palazzo Volpi, sede della collezione di opere storiche che vanno dal medioevo al XIX secolo, Federico Unias inserisce SprEco-Sostenibilità, fin che c’è vita c’è Speranza, una grande scultura polimaterica pensata come omaggio in occasione del centenario di Antonio Sant’Elia, architetto futurista del quale la Pinacoteca conserva una serie di disegni. La scultura si configura come un grattacielo-città completa di macchinine, aerei, elicotteri da modellismo e vegetazione, che riprende l’idea del Bosco verticale di Milano. Il concetto espresso da quest’opera è che la vita continua anche se mancano gli spazi e l’uomo riesce a sopravvivere anche in condizioni estreme in un processo di evoluzione inarrestabile.

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Il cortile del Museo Archeologico ospita la scultura Nonmama di Diego Dutto, un’opera che rappresenta un grande fiore che a prima vista diverte e attrae il pubblico per le sue forme morbide e per i colori vivaci, ma che in realtà rivela un lato minaccioso (la corolla dentata, i petali dotati di occhi indagatori). Si tratta di un fiore carnivoro, pronto ad attirare e a divorare la preda, per poi digerirla nel grosso e robusto stelo. La riflessione di Dutto ci ricorda il lato ostile o dannoso che può manifestare la Natura. Una Natura che inevitabilmente risponde a leggi e forze superiori, cui è impossibile sottrarsi.

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Anche Manuel Grosso trae ispirazione dalla Natura, una Natura non minacciosa, quanto generosa. E’ un artista estremamente materico, che lavora con terra, sassi, fango, conchiglie e molti altri elementi trovati spesso a terra nel corso di lunghe passeggiate. La sua ricerca lo porta ad esplorare la superficie terrestre, che diventa per Grosso come una grande tela su cui
intervenire facendo degli strappi, da modificare in studio attraverso la pittura. Linum, costruita partendo da un pezzo di rete a strascico che si trova nelle Serre di Piazza Martinelli, è un’opera che riporta ai nostri occhi le tracce, gli intrecci di vita umana e animale, che  promuove una nuova consapevolezza nell’osservazione del paesaggio.

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Anche il comasco Emanuele Scilleri parte da una riflessione sul paesaggio, un paesaggio che non può e non deve passare inosservato. Su un grande pannello in Piazzetta Pinchetti che riprende l’idea della rubrica del suo blog, Foto di un giorno, Scilleri alterna fotografie prese dal quotidiano. La Piazza diventa lo spazio fisico per la sua rubrica quotidiana, e l’artista utilizzerà il pannello come uno schermo, dove alternare le foto, opportunamente ingrandite, per farci entrare nel suo mondo ma anche per portarci a riflettere su particolari, a volte trascurati, della realtà che ci circonda.

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Piazza Volta ospita l’opera Sweet Lamp di Felipe Cardeña, con cui l’artista ha rivestito i lampioni e altri arredi urbani di stoffe colorate e
multietniche (africane, indiane, mediorientali, regionali italiane etc.), con l’aggiunta di fiori, ricami, gioielli ed altri elementi. Le stoffe sono collegate alla casa “multietnica” largamente diffusa, a sua volta luogo di condivisione di culture e tradizioni. Il lampione diventa così simbolo di accoglienza e di apertura alle diverse forme culturali ed estetiche di tutti i popoli del mondo. L’installazione di Cardeña è stata l’occasione per un laboratorio di intervento urbano in collaborazione con l’Associazione Arte Migrante/ Como senza frontiere gli scorsi 12 e 13 settembre coinvolgendo anche alcuni dei migranti attualmente presenti in città.

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Todo Modo è l’intervento di Giuseppe Veneziano sulla facciata del Teatro Sociale di Como composta da tredici stendardi e due installazioni nelle nicchie del piano terra. Veneziano è un artista la cui notorietà ha da tempo valicato le frontiere italiane e nelle sue opere c’è una lettura, spesso dissacrante, del quotidiano. I suoi personaggi, presenti in questo lavoro, si inseriranno in un contesto classico e con questo luogo hanno in comune il il rimando alla storia dell’arte riletta dall’artista in chiave ironica atrraverso la presenza di icone contemporanee. Dell’installazione e del lavoro artistico di Veneziano parleremo nei prossimi giorni direttamente con l’artista.

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Paradosso, ironia, sarcasmo sono anche alla base del lavoro del comasco Mr. Savethewall, che per Streetscape ha realizzato Forever, una scultura in legno e metallo posizionata in Piazza Cavour. L’opera rappresenta un tronco da cui emerge la figura di Pinocchio, dal naso allungato, che porta la scritta “forever” incisa sul tronco: una provocatoria riflessione sull’amore, quello che spinge gli adolescenti a intagliare il tronco di un albero con le proprie iniziali, ma anche sulle bugie e le falsità della vita di tutti i giorni. Più di un comasco ha visto in quel lungo naso le mezze verità quando non le menzogne dei politici locali sul cantiere delle paratie che langue a pochi passi e su altre questioni cittadine nella storia dell’ultimo decennio.

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Chiudono il percorso di StreetScape5 l’affissione in Viale Roosevelt ad opera di Orticanoodles, che sceglieranno di presentare sui loro mega poster tre volti di personaggi noti del mondo dell’arte ormai scomparsi: Picasso, Keith Haring e Basquiat, mentre lo street artist #CT ha realizzato un murales all’interno dell’Accademia di Belle Arti Aldo Galli, intervenendo su un pannello con vernice spray. Sempre in Accademia di Belle Arti Aldo Galli sarà presente una mostra delle migliori studentesse del Corso di Arti Visive, Chiara Nidoli, Vanessa Camagni, Zeudy Tobler.

 

 

Sempre più preminente tra gli organizzatori di StreetScape  il coinvolgimento di Accademia di Belle Arti Aldo Galli – IED Como, che fa parte del network IED – Istituto Europeo di Design e rappresenta una realtà di eccellenza nel campo dell’Alta Formazione Artistica a livello nazionale e internazionale.

Partner di StreetScape fin dalla prima edizione, l’Accademia di Belle Arti Aldo Galli quest’anno diventa principale promotrice dell’iniziativa ospitando molti dei workshop tenuti dagli artisti coinvolti nel progetto. Slancio dell’iniziativa è inoltre l’inaugurazione della Scuola Delle Arti Contemporanee, un nuovo corso di laurea, riconosciuto dal MIUR, che mira a formare le principali figure professionali del cosiddetto Sistema dell’Arte, dagli Artisti di ogni disciplina ai Curatori, dagli Organizzatori di eventi, fino agli Addetti stampa e ai Direttori Artistici. Il corso si concentra sulla disamina delle principali correnti nella recente Storia dell’Arte, ma anche sullo studio dei sistemi di relazione economica, culturale e sociale che caratterizzano un settore in continua evoluzione.

Come afferma il Presidente e Amministratore Unico Salvatore Amura “Abbiamo sostenuto il progetto StreetScape dall’inizio con entusiasmo e convinzione,siamo da sempre impegnati come Accademia di Belle Arti Aldo Galli IED Como nella promozione dell’arte come strumento per sostenere un nuovo modello di economia del territorio che sappia valorizzare il nostro patrimonio culturale, convinti che attraverso il sostegno dei giovani talenti e delle idee di qualità si possano favorire le energie che uniscono il Paese, i suoi territori, le sue imprese e le sue comunità nella missione della qualità, della bellezza, della cultura che si incrocia con l’innovazione tecnologica e la ricerca”. 


L’Accademia Galli è, inoltre, la sede degli incontri e dei workshop che gli artisti coinvolti in StretScape5 terranno fino al 4 ottobre, ad ingresso libero, secondo un calendario di eventi scaricabile dal sito www.accademiagalli.it

Ultimo, ma non ultimo, il patrocinio e il supporto del Comune di Como – Assessorato alla Cultura. L’assessore Luigi Cavadini inserisce StreetScape tra gli eventi culturali che, in questi anni, hanno contribuito ad alzare il livello della capacità di Como nel produrre cultura.

Questa la mappa dell’itinerario di StreetScape5. Ulteriori informazioni su http://www.artcompanyitalia.com o fb StreetScape

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