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Il violinista comasco Davide Alogna incide con la leggenda del pianoforte Bruno Canino

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Non capita tutti i giorni di poter incidere un disco con una leggenda come Bruno Canino, nè tantomeno di essere da lui descritto come “un musicista magnifico, abbiamo la stessa visione della musica”. E’ accaduto al violinista comasco Davide Alogna e a onorarlo di tali parole è stato un decano del pianoforte come Bruno Canino, 81 anni dedicati alla musica.

Una rapida prova prima di un concerto ha creato l’occasione del primo incontro musicale che è stato un vero e proprio “colpo di fulmine” tra i due artisti, dal quale è scaturita – con poche parole – un’intesa quasi perfetta, che spesso si trova solo dopo anni di lavoro con il proprio partner musicale.

“Per entrambi credo sia stata una bella sorpresa – commenta Davide Alogna –, lui forse pensava di trovarsi davanti un giovane travolto dall’impeto e dalla passione “agonistica”, e io avevo il timore di non essere all’altezza della sua esperienza. Siamo stati smentiti entrambi perché ci siamo accorti fin da subito che avevamo la stessa idea sulla musica e le frasi scaturivano con una naturalezza disarmante.”

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Alogna e Canino si sono così ritrovati, a meno di due mesi dal loro primo incontro, a Sacile, ospiti nella sede della Fazioli Pianoforti, per registrare questo cd, dal programma intenso ed ambizioso. Il disco in edicola con “Suonare News” nel mese di settembre, contiene la registrazione di diversi capisaldi del repertorio violino e pianoforte, come la terza sonata di Brahms op. 108, la terza di Grieg op.45, la bellissima sonata K 378 di Mozart e il virtuoso Scherzo di Tchaikovsky.

Dopo la presentazione nazionale con concerto al Festival internazionale Morellino Classica di Scanzano l’8 settembre, Davide Alogna e Bruno Canino hanno già in programma una serie di concerti insieme.

Oscar Wilde diceva che la vita é l’arte dell’incontro e mai come oggi sento mia questa frase – racconta Davide Alogna -. Sono convinto che la vita sia un cerchio, che tutto quello che ci accade alla fine abbia un senso: mio padre mi regala il “Vademecum del pianista da camera” di Bruno Canino a 15 anni (poco prima del mio quinto di pianoforte) e questa lettura ha rappresentato l’inizio di un legame, seppur virtuale, che dura da allora. A quel libro ed alle incisioni di Canino debbo moltissimo perché hanno influenzato la mia formazione di musicista. Ed ora il cerchio si chiude. Ci siamo ritrovati dopo quasi 20 anni – e dopo la mia scelta di dedicarmi interamente al violino – nel salotto di casa sua per una prima prova: è stato un incontro spontaneo, semplicissimo e improvviso come tutte le cose belle della vita. Dopo 3 ore ininterrotte di prove, Bruno Canino, il mio mito, si è alzato dal piano e dandomi una pacca sulle spalle ha detto “abbiamo davvero la stessa visione sulla musica, è stato naturalissimo suonare insieme”. Per me è stata un’emozione indescrivibile!”.

Davide Alogna, un amore per la musica a 360°.

Dal grande repertorio classico alla musica leggera, con una passione per i compositori italiani di inizio ‘900.

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Davide Alogna è considerato uno dei violinisti italiani più interessanti e talentuosi della sua generazione.

Dopo gli studi presso il Conservatorio di Como e il perfezionamento a Fiesole, gli anni di Parigi sotto la guida di Maryvonne Ledizes, prima donna a vincere il celebre Concorso Paganini, sono stati fondamentali per l’approccio più profondo con il grande repertorio.

Accanto all’impegno e ai sacrifici che la musica classica richiede, Davide ha sempre dimostrato una passione per la musica in senso globale: ama suonare la chitarra con gli amici, passione che fin dall’adolescenza lo ha avvicinato alla musica leggera. Davide ha infatti composto più di 70 canzoni e per qualche anno della sua vita il sogno è stato quello di diventare un cantautore.

Durante gli anni di Conservatorio ha affiancato lo studio della musica jazz, che gli ha permesso di ampliare la sua visione già molto aperta della musica, arricchendola di suoni. Il suo interesse per le nuove esperienze lo ha portato a tenere dei concerti da pianista nella pièce teatrale ispirata a “Novecento” di Baricco interpretando (e suonando) Jelly Roll Morton con l’attore Enzo DeCaro a Gaeta.

Con la maturità Davide si è appassionato e dedicato ad un repertorio meno conosciuto e battuto, gli autori del ‘900 italiano, che non hanno ancora ricevuto la giusta attenzione. E’ nato un amore per la produzione cameristica e solistica del compositore Ottorino Respighi, noto soprattutto per il trittico romano dei Poemi Sinfonici, ma che vanta un’interessante produzione per violino.

E così, Davide Alogna si è dedicato alla riscoperta e alla diffusione del Concerto in la minore all’Antica per violino e orchestra, composto da Respighi negli anni Venti, rimasto dimenticato per 70 anni fino al 1990, quando Ingolf Turban lo registrò. Tuttora non è incluso nel repertorio solistico ed è piuttosto misconosciuto. Alogna è entrato in possesso del manoscritto, in contatto con Potito Pedarra, il catalogatore, e con Salvatore di Vittorio, compositore italo-americano designato dalla famiglia Respighi al completamento delle opere. Questo progetto ha catturato l’attenzione del mensile Amadeus che nel settembre 2014 ha pubblicato il cd registrato da Davide con l’Orchestra Sinfonica di Sanremo dedicato a Respighi e alla sua più interessante produzione per il violino, che contiene due suite per violino e pianoforte e il Concerto all’Antica.

Questo progetto ha avuto un grandissimo successo non solo di critica ma anche di pubblico e ha destato l’interesse di molte orchestre e festival in tutto in mondo, che hanno organizzato diverse Prime Esecuzioni Nazionali con Davide in Germania, Polonia, Turchia, Messico, Guatemala e Corea solo per citarne alcune e anche una “prima” milanese con la celebre Filarmonica Toscanini.

Davide, a soli 35 anni anni, può vantare di aver suonato da solista in alcune delle sale da concerto più importanti in Italia e all’estero, come Berliner Philarmonie, Smetana Hall di Praga, Suntory Hall di Tokyo, Salle Cortot di Parigi, Gasteig di Monaco, Auditorium laVerdi di Milano, Palau de Bellas Artes in Città del Messico, Yongsan Art Hall di Seoul.

Il 2016 è stato un anno di importanti debutti solistici: alla Herkulesaal di Monaco a gennaio, in Giappone ad aprile presso la prestigiosa Suntory Hall di Tokyo, nell’ambito di una tournèe di cinque concerti, e soprattutto lo scorso giugno ha suonato alla Sala Stern della Carnegie Hall di New York per la prima esecuzione statunitense del doppio concerto per violino, pianoforte e orchestra di Mozart.

Dal 2014 è docente di violino al Conservatorio “F. Cilea” di Reggio Calabria, e dal 2015 è docente di violino presso l’IMEP in Belgio.

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