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Oggi Patty Pravo, Steve Hackett e Tiromancino al FIM di Erba foto

Se qualcuno ha qualcosa da dire sul premio eleganza conferito a Patty Pravo lo faccia ora o taccia per sempre….bene. Patty ha attraversato sei decadi di musica e cultura italiana sempre camminando sul red carpet, anche negli anni in cui è stata meno presente si è allontanata dalle scene con eleganza.

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Oggi alle 19 circa Patty Pravo riceverà il FIM award 2016 “Rock Elegance” per quanto ha saputo incarnare ed ispirare artisticamente nella sua carriera. Un riconoscimento ad un personaggio unico.

Dopo l’intervista con Jocelyn in CASA FIM, la carismatica interprete italiana si esibirà in una breve performance acustica accompagnata dal pianoforte di Michele Lombardi.

Dei cinquant’anni di carriera di Nicoletta Strambelli, in arte Patty Pravo, il grande pubblico ricorda soprattutto i grandi successi televisivi. Dopo gli espordi di“Ragazzo Triste” (1966), “Se Perdo Te” (1967), “La Bambola” (1968) e “Il Paradiso” (1969) sono ben nove le partecipazioni al Festival di Sanremo, con melodie entrate nella storia della canzone italiana. Negli anni Settanta Patty Pravo si impone con la sua personale vocalità interpretando brani come “La Spada nel Cuore”, “Per Te”, “Tutt’al Più”, “Pazza Idea”, “Pensiero Stupendo” e le canzoni del repertorio francese.

Ciò che ha reso speciale Patty Pravo rispetto alle altre interpreti italiane della sua generazione è stata la sua visione anticonformista (sia personale che artistica), più allineata alle tendenze della musica internazionale che a quelle di casa nostra. E non parliamo delle versioni di brani stranieri, che rappresentavano la normalità nella nostra produzione discografica negli anni Sessanta (lo sono le stesse “Ragazzo Triste” e “Se Perdo Te”).

Negli anni Settanta, Patty Pravo incrocia personaggi del calibro di Leo Ferré, Vinicius de Moraes e Jacques Brel, interpretando poi “I Giardini di Kensington”(versione italiana di “Walk on the Wilde Side” di Lou Reed) e affidandosi alla produzione di Vangelis.

Se proprio nel 1977 decide di registrare “Bello”, versione italiana piuttosto irriconoscibile di “Love (goes to) Building on Fire” degli appena nati Talking Heads, significa che Patty Pravo sta seguendo la scena internazionale, cercando di trasferirla nella sua attività artistica in Italia. L’eleganza teatrale con la quale intepreta in completo bianco la dissacrante “Pensiero Stupendo” nel 1978 e la decisione di produrre in chiave più elettronica il Munich Album a Monaco di Baviera, l’anno successivo, sembrano rimandare alla contemporanea trilogia berlinese del Duca Bianco (David Bowie, simbolo stesso dell’eleganza nel rock).

Poi la fuga negli Stati Uniti all’inizio degli anni Ottanta e il ritorno al Festival di Sanremo nel 1984 più affascinante che mai, a interpretare “Per una bambola”, elegantissima nel suo completo Versace, ma soprattutto musicalmente trendy con i suoi riferimenti alla cultura orientale in un periodo in cui molti artisti internazionali subiscono il fascino della essenzialità giapponese (è del 1983 la colonna sonora di Furio, consacrazione di Ryuichi Sakamoto).

Seguono altri album sperimentali, da Biafra a Oltre l’Eden, fino ad arrivare alla Cina, la sua nuova meta. Prima artista italiana ad approdarvi, registra nel 1994 Ideogrammi, un disco dagli arrangiamenti e dalle vocalità libere e realmente sperimentali, girando con i migliori registi cinesi videoclip pluri-premiati.

Quando rientra in Italia, passando ancora dal Festival di Sanremo, risulta chiaro che Patty Pravo è diventata un’artista libera di fare ciò che la sua vena artistica le consiglia di fare, con progetti così diversi tra loro: dalla romanza di “I Giorni dell’Armonia” (1995) alla fortunata “E Dimmi che Non Vuoi Morire”(1997), scritta da Vasco Rossi e Gaetano Curreri, a “L’immenso” (2002) all’album Nic Unic (2004) dalle sonorità modernissime, all’omaggio a Dalidà con (Spero che ti piaccia… Pour toi) del 2007, definito dalla stampa francese il miglior omaggio a Dalida. Fino al dvd Circola un video su di me, che raccoglie le immagini di tre anni di concerti realizzate dai fan (prima operazione del genere sul mercato discografico).

E poi ancora pezzi come “Sogno” colonna sonora del Film Mine vaganti di Ozpetek e Come è bello far l’amore di Fausto Brizzi, il cd Sold out Arena di Verona con l’inedito “E io verrò un giorno là”, tutt’ora presente nelle classifiche di vendita, e il grande successo de “Il vento e le rose”, molto amata, anche se eliminata dal Festival di Sanremo.

Dopo aver ricevuto negli ultimi dieci anni una serie di premi e riconoscimenti, con partecipazioni a vario titolo, Patty Pravo è tornata quest’anno con il disco di inediti Eccomi, prodotto da Michele Canova, lanciato dall’ennesima partecipazione al Festival di Sanremo con il singolo “Cieli Immensi” (che diventa subito una hit, riuscendo a rinnovare il seguito dei suoi fan con un pubblico molto giovane). Dopo il Festival di Sanremo è partito l’Eccomi Tour, che la vede impegnata da allora in una serie di sold out senza sosta.

lo storico chitarrista dei Genesis ritirerà a Erba il FIM award 2016 “Legend of Rock”

L’immenso talento e la versatilità di Steve Hackett sono riconosciuti da chiunque abbia avuto il piacere di ascoltarlo. Ben pochi altri chitarristi al mondo sono stati capaci come lui di innovare la chitarra rock, passando dalla sei corde elettrica a quella classica, dal rock, al jazz, alla world music, alla musica classica.

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Nel secondo giorno della Fiera Internazionale della Musica a Lariofiere, per moltissimi fan dei Genesis quello con Hackett sarà un incontro ravvicinato. Il leggendario chitarrista sarà sul palco CASA FIM intorno alle 17 per ritirare  il premio Legend of Rock, riconoscimento di cui sono stati insigniti nelle precedenti edizioni altri artisti internazionali comeJoe Lynn Turner (Deep Purple) e Bobby Kimball (Toto).

Chitarra solista dei Genesis nella formazione originale con Peter Gabriel, Phil Collins, Tony Banks e Mike Rutherford, Hackett ha il merito di non aver mai smesso di comporre grande musica, anche dopo lo scioglimento della band.

Dopo aver prodotto con i Genesis quei toccanti arpeggi di chitarra classica e quegli intensi assoli di chitarra elettrica che tutti gli amanti dei prog (e non solo) conoscono bene, Steve Hackett ha continuato a innovare sul suo strumento anche da solista. A lui per primo viene attribuita, per esempio, l’adozione della tecnica del tapping.

Dopo aver fondato, negli anni Ottanta il supergruppo dei GTR, insieme a un altro grande chitarrista, Steve Howe degli Yes, Hackett ha lavorato a numerosi progetti suoi (è del 2015 il suo ultimo album Wolflight) e in collaborazione con nomi come Paul Carrick, Bonny Tyler, John Wetton e Brian May, dedicandosi anche alla reinterpretazione di molti dei classici brani della sua storica band sia in studio (Genesis Revisited I e II) che dal vivo (Genesis Extended Tour), riproposti sempre con gusto e spirito innovativo.

 

Le canzoni di TIROMANCINO oggi al FIM di Erba

 

Al FIM tutto ruota intorno alla parola “musica” e l’esibizione dal vivo è la parte più esaltante di qualsiasi percorso musicale. Ecco perchè a LARIOFIERE di Erba dei 4 palchi allestiti due sono dedicati ai live.

All’ingresso del polo espositivo c’è il LiveStage per  gli artisti emergenti e  gli show delle scuole di musica. Dalla mattina alla sera il palco è pieno dell’energia di chi muove i primi passi nel mondo della musica. In fondo a Lariofiere troneggia il MainStage che ospita gli spettacoli più importanti.

Ogni giornata della Fiera Internazionale della Musica termina con un concerto e oggi, sabato 10 settembre Federico Zampaglione, ovvero Tiromancino, sarà presente alla fiera di Erba per incontrare il pubblico del FIM. Dopo l’intervista con Jocelyn in CASA FIM, i Tiromancino saranno protagonisti sul Main Stage di un live set acustico.

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Federico Zampaglione e la sua chitarra acustica sono l’icona stessa di Tiromancino, progetto fondato dal cantautore romano nel 1989. I primi album pubblicati nel corso degli anni Novanta definiscono con precisione lo stile della scrittura di Zampaglione: canzoni che fluiscono in racconti diretti densi di immagini sonore. Non è un caso che il suo percorso di musicista si intreccerà negli anni successivi con quello della cinematografia, non solo nel ruolo di compositore di colonne sonore, ma anche di sceneggiatore e regista, prima dei suoi video clip, e successivamente dei due film (Nero Bifamiliare – 2007 e Shadow – 2009).

Nel corso degli anni Duemila, Tiromancino sono riusciti a emozionare i propri fan con canzoni divenute ormai popolarissime (da “Strade”, il singolo presentato a Sanremo 2000 e premiato con il secondo posto nella sezione “nuove proposte”, a “La descrizione di un attimo”, affascinante fusione di melodia, ritmo e intensità lirica, fino all’exploit di “Due destini”, brano poi inserito nella colonna sonora del film di Ferzan Ozpetek Le fate ignoranti del 2001. E poi gli altri singoli di successo “Per me è importante” (2002) fino alla rilettura nel 2005 di “Un tempo piccolo”, brano registrato da Franco Califano un anno prima.

Nel 2007, dopo l’importante esperienza cinematografica di Nero BifamiliareZampaglione fonda la propria etichetta (Deriva Production) con la quale stampa la colonna sonora di Nero Bifamiliare (con il titolo L’alba di Domani) da cui vengono estratti i singoli “L’alba di domani”“Angoli di cielo” e “Un altro mare”. Successivamente i Tiromancino di Federico Zampaglione, Andrea Pesce e Luigi Pulcinelli riprendono a suonare dal vivo in un lunghissimo tour. Nel 2008 prosegue la sovraesposizione mediatica di Zampaglione: al Festival di Sanremo si presenta con “Il rubacuori”, un pezzo incentrato sulla piaga sociale dei licenziamenti di massa… polemiche inevitabili in un mondo a nervi scoperti come quello della discografia italiana.

Il 2009 è l’anno del secondo film scritto e diretto da Zampaglione, Shadow, un horror distribuito in 45 Paesi nel mondo, che ha ottenuto risultati clamorosi per un film italiano del genere, in termini di venduto. Colonna sonora composta da Zampaglione insieme ad Andrea Moscianese (con il nome The Alvarius) a cui seguirà l’anno dopo il nuovo disco di inediti di Tiromancino, L’essenziale, registrato tra Roma e Los Angeles con il contributo di musicisti Statunitensi, con i testi scritti a quattro mani da Federico e suo padre Domenico. La produzione discografica di Tiromancino degli ultimi anni è segnata da due album, quello del 2014 (Indagine su un sentimento) con i singoli d’oro “Liberi” e “Immagini”, e quello di quest’anno (Nel respiro del mondo) lanciato dal singolo “Piccoli Miracoli” e seguito da un fortunato tour che toccherà anche Erba, grazie al FIM.