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Imprese a Como: segnali positivi, bene il primo semestre

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Il primo semestre del 2016 per le imprese di Como si è chiuso meglio rispetto ai livelli dell’anno precedente, i primi sei mesi dell’anno sono stati infatti più positivi dell’ultimo semestre del 2015 e anche il confronto con il primo semestre 2015 registra segnali positivi. E’ questo quanto emerge dall’analisi congiunturale del primo semestre 2016 di Unindustria Como e Confindustria Lecco e Sondrio.

Si rileva una continuità negli andamenti dei primi sei mesi dell’anno, come per gli anni 2015 e 2014, infatti, anche il primo semestre del 2016 è stato vivace. In generale quindi, è presente il segno “più” sui dati di domanda, attività produttiva e fatturato se si effettua il raffronto tendenziale, quindi rispetto al primo semestre del 2015.

“Il primo semestre di quest’anno riserva dati positivi – afferma il Presidente di Unindustria Como, Fabio Porro – che interessano, con una certa sorpresa, le piccole imprese che costituiscono la tipologia di azienda più diffusa nel nostro territorio e che faticavano maggiormente a riprendere la via della crescita. Non dobbiamo, però, lasciarci andare a facili entusiasmi, non solo perché in questi dati è presente una certa stagionalità che, come negli anni precedenti, si rischia di pagare nel secondo semestre, ma anche perché il dato veramente importante, oserei dire la cartina tornasole, cioè l’occupazione, è ancora fortemente stabile. L’effetto traino del Jobs Act va diminuendo e le previsioni per il secondo semestre non fanno intendere saldi occupazionali particolarmente positivi. In ogni caso è il momento per spingere sull’acceleratore delle riforme in modo da rendere più strutturale il percorso verso una crescita seria che deve passare inevitabilmente anche da un rilancio della domanda interna attraverso provvedimenti di natura fiscale e creditizia”.

Si evidenzia anche un’inversione di tendenza: le aziende piccole hanno registrato un andamento dei nuovi ordini migliore rispetto alle grandi imprese. Generalmente invece si è riscontrato un andamento migliore al crescere delle dimensioni aziendali.

Rispetto al periodo luglio-dicembre del 2015, per il campione di aziende nel suo complesso gli ordini sono cresciuti del 2,4% mentre l’attività produttiva cresce meno (+2,1%), meno ancora le vendite: +1,2%. La performance congiunturale è parzialmente legata a caratteristiche stagionali della produzione, riscontrata per poco più del 46% del campione. Sono migliori i dati per gli ordini ricevuti da aziende medio-piccole: +3,1% congiunturale contro l’1,4% fatto registrare dalle aziende più grandi. Quest’ultime hanno contemporaneamente riportato una variazione congiunturale della produzione buona (+3,4%) contro l’1,2% delle aziende piccole. Per le vendite invece: +2,1% per le piccole imprese e 0,3% per le grandi.

Le previsioni per la seconda parte del 2016 sono orientate all’ottimismo, infatti ci si aspetta una crescita di ordini e vendite poco sopra il 3% rispetto al semestre appena conclusosi. L’utilizzo della capacità produttiva mediamente impiegata risulta stazionaria ma comunque superiore rispetto ai livelli molto bassi riscontrati nel 2012. Il dato si attesta al 64,4% (valore pressoché identico a quanto fatto segnare sei mesi fa, era pari a 67,9% invece nel report del primo semestre 2015).

La propensione all’export delle imprese monitorate nel complesso è buona, si supera il 40% del fatturato realizzato al di fuori dei confini nazionali, sebbene la maggior parte delle esportazioni, quasi la metà, siano effettuate in Europa occidentale. Il dato è monitorato da diversi semestri e appare strutturale, confermando la proiezione internazionale delle imprese comasche.

Le imprese del campione continuano a vivere criticità nei loro rapporti con gli Istituti di Credito ma il dato è stabile da più semestri. La situazione occupazionale conferma quanto sperimentato nelle rilevazioni precedenti, in quasi tre quarti dei casi si ha stabilità (72,6%), nel 19,5% invece miglioramenti e peggioramenti nel 7,9%. Il saldo delle risposte è di poco positivo, questo è il secondo semestre consecutivo, si segnala che il recente passato è stato caratterizzato da estrema stabilità o saldi negativi.

Le aspettative per i prossimi mesi del 2016 confermerebbero un ridursi del saldo delle risposte verso la parità.

 

Ordini

L’indicatore associato agli ordini mostra un incremento nel primo semestre del 2016. Il confronto con la seconda metà del 2015 anno si attesta a +2,4%, il parallelo con il primo semestre del 2015 è minore ma comunque positivo e pari a 1,9%. Le previsioni per i prossimi sei mesi sono piuttosto buone, si prevedono ordini in aumento per il 2,5%. Il buon andamento della domanda è rilevabile particolarmente per le aziende medio-piccole (rispettivamente +3,1% e 2,7% per la variazione tendenziale e congiunturale).

Produzione

Sul fronte dell’attività produttiva si riscontrano variazioni e andamenti differenti a seconda delle dimensioni considerate. Infatti, se il dato dell’attività produttiva delle imprese nel complesso è pari a +2,1% (dato congiunturale), la produzione per le imprese piccole è aumentata dell’1,2% mentre è migliora la performance per le imprese grandi: +3,4%. Analogo andamento per il dato tendenziale (confronto con il primo semestre del 2015). Le medie imprese hanno un’attività produttiva in aumento rispetto a dodici mesi prima (+2,8%), le imprese piccole rilevano +1,1%.

Le aspettative per i prossimi sei mesi risultano positive indipendentemente dalle dimensioni e dal settore ma sono più ottimistiche le grandi aziende: 3,2% rispetto alle piccole imprese: 1,3%.

L’analisi della capacità produttiva mediamente impiegata dalle imprese con oltre 50 occupati esprime un aumento dal 70 al 76% (coerentemente con i dati sull’attività produttiva appena esposti). È calata ancora invece la saturazione degli impianti per le imprese con meno di 50 occupati: per quest’ultime il tasso di utilizzo della capacità produttiva registrato è pari al 56% (progressivamente calato dal 64% al 60% nelle ultime due rilevazioni effettuate nel 2015).

 

Fatturato

La rilevazione del primo semestre 2016 ha riscontrato un fatturato in lieve aumento rispetto alla rilevazione precedente (+1,2%) mentre una variazione più consistente, del 2,4%, rispetto al raffronto tendenziale (ovvero rispetto al primo semestre 2015). Le imprese piccole sperimentano +1,1% nelle vendite contro lo 0,3% delle aziende grandi su base congiunturale. Nel confronto tendenziale invece, le differenze tra dimensioni aziendali sono più sfumate: +2,5% per le imprese piccole e +2,2% per le imprese con più di 50 addetti.

Il focus sugli ultimi mesi del semestre (aprile-giugno) segnala vendite sul mercato italiano in aumento per il 47,2%, in calo l’11,8% e stabile per il 41%. L’export invece aumenta per il 44,1% del campione, cala per il 19,9% ed è stabile per la restante parte (36% degli intervistati).

Suddividendo il fatturato in base al Paese di destinazione si evince che c’è una buona propensione ad esportare i propri prodotti anche se più della metà del fatturato fuori dai confini nazionali riguarda mercati consolidati come l’Europa Occidentale. Riassumendo: il 56,6% delle vendite avviene in Italia, il 25,6% in Europa Occidentale, il 2,4% nei BRICS, il 4,4% negli Stati Uniti e il 3,8% in Europa dell’est. La restante parte è divisa tra Asia, America centro-meridionale e altri Paesi.

I giudizi sul futuro prossimo sono improntati all’ottimismo e alla fiducia; in media il fatturato è previsto crescere del 2,9%.

Credito

Le condizioni praticate dagli istituti di credito riguardo spese e commissioni bancarie, richiesta di garanzie e tassi d’interesse applicati risultano in miglioramento per il 20% delle imprese. Anche la disponibilità ad espandere linee di credito esistenti o ad attivarne di nuove è in miglioramento per il terzo semestre consecutivo.

 

Occupazione

La stabilità è il giudizio che si riscontra da tempo; lo scenario occupazionale risulta infatti caratterizzato da un mantenimento dei livelli per il 72,6% del campione. Si trova conferma per il terzo semestre consecutivo nel saldo tra chi aumenta gli occupati e chi diminuisce: esso è positivo, rispettivamente: 19,5% e il 7,9% del campione. Le aspettative per i prossimi sei mesi sono però orientate verso una riduzione del saldo di risposte.

 

 

I DATI CONGIUNTI DI COMO, LECCO E SONDRIO

 

I dati dell’Osservatorio Congiunturale relativo al primo semestre 2016, realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como, evidenziano un parziale cambio di marcia, in particolare rispetto alla seconda parte del 2015.

Dal confronto tendenziale rispetto alla prima metà del 2015 si rileva un incremento del 3% per domanda, attività produttiva e fatturato. Ugualmente positiva la variazione congiunturale rispetto al semestre precedente, con una crescita del 4,3%.

Per la seconda parte dell’anno le attese sono nuovamente di lieve miglioramento, anche se di minore entità rispetto a quanto registrato nel primo semestre.

L’indicatore relativo alla capacità produttiva, a quota 71,1%, risulta sostanzialmente in linea con il dato rilevato dalle precedenti edizioni dell’osservatorio e fa segnare una lieve contrazione rispetto al dato dello scorso dicembre (75,5%), mantenendosi comunque lontano dai livelli pre-crisi.

Rispetto al semestre precedente, la percentuale di produzione realizzata tramite il ricorso alla subfornitura risulta stabile, con un valore complessivo al 4,3%.

 

Le vendite nei mesi finali del semestre, e in particolare tra aprile e giugno, segnano una prevalenza di indicazioni di aumento degli scambi, sia a livello domestico sia sul fronte del commercio internazionale.

Per entrambi i mercati di riferimento, l’incidenza dei giudizi di crescita del fatturato corrisponde a più del doppio dei giudizi di riduzione, con un riscontro nelle variazioni congiunturale e tendenziale dello stesso indicatore.

 

Confermata anche l’attitudine all’internazionalizzazione delle imprese del campione: oltre un terzo (37,4%) del fatturato viene infatti realizzato all’estero. La principale area di destinazione delle merci è l’Europa Occidentale, dove è diretto oltre un quinto (20,4%) delle vendite totali. L’Est Europa (3,4%), gli Stati Uniti (2,9%), i BRICS (2,4%), l’America Centro-Meridionale (1,6%) e l’Asia Occidentale (1,5%) sono gli altri mercati geografici di interesse.

Il dato riguardante il fatturato realizzato varia sensibilmente secondo la dimensione delle aziende del campione: le imprese di medie dimensioni vantano una maggiore propensione all’export, con una quota di oltre il 47% sul totale; per le imprese sino a 50 occupati, invece, le vendite al di fuori del mercato domestico pesano in media per il 30% circa.

Si registrano differenze anche a livello settoriale: le aziende metalmeccaniche mostrano una maggiore propensione all’export, con oltre il 43% del fatturato realizzato oltre confine, seguite dalle aziende degli altri settori, con il 36,4%, e dalle aziende tessili con il 33,4%.

Il dato sull’approvvigionamento delle materie prime non evidenzia particolari variazioni, sia a livello tendenziale che congiunturale. La percentuale di incidenza del costo delle commodities sul totale dei costi aziendali risulta pari al 31,7%, in calo rispetto al dato di dicembre 2015.

 

Nel rapporto tra imprese e istituti di credito si riscontra una situazione di elevata stabilità circa le spese e le commissioni, i tassi di interesse e le garanzie richieste. Stabile anche la disponibilità ad espandere o attivare nuove linee di credito per oltre la metà del campione, con prevalenza dei giudizi di miglioramento.

 

Dati stabili anche sul fronte del livello occupazionale, con una percentuale di giudizi di crescita superiore rispetto quelli di contrazione. Le previsioni sono in linea con il dato del primo semestre e indicano stabilità, con un bilanciamento fra giudizi di crescita e rallentamento per la seconda parte dell’anno.

 

DOMANDA

L’indicatore associato alla domanda registra, per le imprese delle tre province, un andamento favorevole per entrambi gli orizzonti temporali di analisi.

Il confronto con la prima metà dello scorso anno mostra un aumento tendenziale del +3,0%; la variazione congiunturale, misurata rispetto al secondo semestre 2015, si attesta invece al +4,6%.

Pur tenendo conto dell’entità ancora contenuta, il risultato congiunturale rappresenta un’inversione di marcia rispetto al rallentamento del 2% registrato tra luglio e dicembre 2015 sul semestre precedente.

Le previsioni per la seconda parte del 2016 non sembrano invece confermare pienamente l’andamento positivo, con l’indicatore che si attesta mediamente al +0,4%.

Per oltre quattro imprese su dieci (43%) le dinamiche della domanda sono influenzate da caratteristiche stagionali delle produzioni.

 

ATTIVITA’ PRODUTTIVA

L’attività produttiva segue le dinamiche degli ordini, con variazioni tendenziali e confronti congiunturali in aumento. L’analisi rispetto al semestre precedente descrive un incremento del +5,0%; il raffronto rispetto al periodo gennaio-giugno 2015 risulta invece pari a +2,8%.

Sul versante previsionale, le imprese del campione segnalano una più contenuta variazione attesa del +1,2%.

 

Il grado di utilizzo degli impianti produttivi si attesta in media al 71,1%, con una distanza ancora evidente rispetto ai livelli pre-crisi.

Eterogeneo, su questo fonte, il quadro sia a livello dimensionale, sia rispetto ai settori. Esaminando il dato a livello dimensionale, le imprese con oltre 50 occupati rivelano un maggior impiego (76,9%) rispetto a quelle più piccole (per le quali si registra un 66,5%). Valutando invece i settori merceologici, il tasso più elevato è raggiunto dalle imprese metalmeccaniche (74,3%) e da quelle degli altri settori (73,4%), seguite dalle imprese tessili (61,6%).

Il contributo della produzione non realizzata internamente ma gestita tramite pratiche di outsourcing supera il 4%. La subfornitura è rivolta prevalentemente a soggetti operanti sul territorio nazionale (3,7%) mentre la collaborazione con soggetti oltre confine è minoritaria (0,6%).

 

MATERIE PRIME

Sul fronte dei costi delle materie prime, le imprese di Sondrio, Lecco e Como non indicano particolari criticità. Stabile la situazione rispetto ai listini della prima metà del 2015 (+0,2%), mentre a livello congiunturale il dato si attesta a +0,7%.

L’incidenza media del costo delle materie prime sul totale dei costi risulta pari al 31,7%.

 

 

FATTURATO

L’indicatore associato alle vendite per le imprese delle tre province mostra variazioni in linea con quanto esaminato per ordini ed attività produttiva, con crescite sia per il dato congiunturale sia per quello tendenziale.

Il confronto con la seconda metà del 2015 rivela un incremento del +3,3%, mentre la variazione tendenziale è pari al +3,1%.

I giudizi sull’andamento del fatturato per il semestre luglio-dicembre 2016 si confermano positivi, con una variazione prevista pari a +2,2%.

Le imprese del campione confermano inoltre la forte attitudine al commercio internazionale, con una quota di fatturato realizzato oltre confine che si attesta in media al 38% circa.

Il principale mercato di riferimento oltre confine si conferma essere l’Europa Occidentale, che assorbe il 20,4% delle vendite totali. Altre aree di interesse sono l’Est Europa (3,4%), gli Stati Uniti (2,9%), i BRICS (2,4%), l’America Centro-Meridionale (1,6%) e l’Asia Occidentale (1,5%).

Entro i confini nazionali viene invece realizzato il 62,6% del fatturato.

Esaminando i giudizi qualitativi riguardanti l’andamento degli scambi durante il periodo aprile-giugno 2016, emerge una prevalenza di indicazioni di crescita rispetto a quelle di diminuzione, sia per il mercato domestico sia per l’export.

A livello nazionale la crescita è stata indicata dal 44,8% del campione, la stabilità dal 43,2% mentre la riduzione dal 12,0%.

Sul versante dell’export i giudizi di crescita risultano pari al 37,8%, quelli di stabilità sono pari al 45,1% mentre quelli di riduzione sono pari al 17,1%

 

CREDITO

Il rapporto con gli istituti di credito per le imprese delle tre province nella prima parte dell’anno è caratterizzato da generale stabilità.

Rispetto al secondo semestre del 2015, per il 67,8% delle imprese non sono state registrate variazioni in termini di spese e commissioni bancarie, garanzie e tassi di interesse. I giudizi di miglioramento riguardano il 22% del campione, mentre per un’impresa su dieci si rileva un peggioramento.

Per quanto riguarda la disponibilità ad espandere le linee di credito esistenti, o ad attivarne di nuove, oltre la metà del campione non indica variazioni nel corso del primo semestre dell’anno. Le imprese che segnalano un peggioramento sono pari al 7,4%, mentre per il 35,2% emerge un miglioramento in tal senso.

Simile l’andamento per le aziende di Lecco e Sondrio, con una minore percentuale di quante indicano un peggioramento, sia a livello di spese e commissioni sia a livello di attivazione o espansione delle linee di credito.

 

SCENARIO OCCUPAZIONALE

Anche per la prima parte del 2016 per le aziende dei tre territori si nota una prevalenza di giudizi di crescita dei livelli occupazionali (20,8%), rispetto a quelli indicanti contrazione (8,2%). Si attesta al 71% la percentuale di imprese che indicano stabilità nel corso del semestre.

Le previsioni per il secondo semestre evidenziano sostanziale stabilità dei livelli occupazionali, con giudizi di rallentamento (12,3%) e giudizi di crescita (9,5%) che tendono a bilanciarsi.

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