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Incontro con Beppe Dettori e Raoul Moretti, due musicisti non convenzionali

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Di passaggio a Como Beppe Dettori e Raoul Moretti sono venuti a trovarci in studio. Beppe, ex voce dello storico gruppo sardo Tazenda subentrato dopo la scomparsa di Andrea Parodi, un anno fa, circa, è uscito dal gruppo per dedicarsi a suoi progetti orientati alla world music. Il primo frutto di questo nuovo Dettori è “Abba”, cd nel quale Beppe collabora con molti musicisti di origine sarda, Paolo Fresu su tutti, lo stesso Moretti, sardo d’adozione ormai, ma anche altri meno conosciuti, ma portatori di una tradizione musicale che Detori non intende lasciar andare.

ABBA (acqua in sardo) nasce infatti a un anno dal disastro ambientale che ha flagellato la Sardegna e che ha molto colpito Beppe Dettori. La canzone si apre con un messaggio proprio diretto all’elemento naturale che può portare gioia quanto dolore: “Abba chi ses mama de armonia torras a sa delicatesa tua” ovvero “acqua che sei madre di armonia ritorna alla tua delicatezza“. Con il contributo del flicorno di Paolo Fresu e dell’apporto vocale dei Tenores di Bitti, il brano vuole far riflettere su una situazione di degrado a cui bisogna necessariamente far fronte per frenare il dissesto e la distruzione, conseguenze di ciò che è accaduto solo pochi mesi fa nell’Isola

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Anche Raoul Moretti, arpista comasco trapiantato in Sardegna da quasi dieci anni, ha un nuovo disco da presentare. Si intitola “Harpness” ed è un ulteriore passo di Raoul per sdoganare l’arpa dai luoghi della musica classica o celtica. Moretti è uno degli arpisti più versatili e sperimentali con un approccio molto originale allo strumento. Tale approccio, negli anni, lo ha condotto a sviluppare un percorso artistico alla ricerca di uno stile personale, passando prima attraverso un uso pop dell’arpa, è approdato ad un suo mondo musicale con il cd del 2014 “Harpscapes” fatto di suoni contaminati e non convenzionali. Ora con “Hapness” Raoul scende nel lato oscuro dell’arpa dando “in pasto” le sue composizioni a diversi giovani sound designer capaci di manipolare la materia fino a creare affascinanti (a volte inquietanti), graffiti sonori

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