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Manno si dispera in carcere ed ammette le sue responsabilità per gli spari foto

Il giovane canturino avrebbe ammesse gli addebiti ai carabinieri che gli hanno notificato l'ordinanza in carcere: fucile da trovare. A breve interrogatorio con il Gip.

Prime ore in carcere ad Opera dove ieri sera si è costituito dopo 5 giorni di latitanza. Scappato, per il panico certo, dopo aver sparato a quello che una volta era un suo amico, Andrea Giacalone, riducendolo in fin di vita in ospedale. Ora, da quanto si è appreso, pare pentito per il gesto e per tanta cattiveria. Lo si apprende da fonti del carcere milanese. Antonio Manno, il 20enne canturino (foto tratta da Ticinonline.ch) ritenuto l’autore del drammatico ferimento di mercoledì scorso, è ancora in isolamento e sotto stretta sorveglianza visto che si è presentato da poche ore alla casa circondariale di Opera.

Da quanto si è potuto apprendere, avrebbe ammesso le sue responsabilità per il ferimento di Giacalone, successivo ad una discussione con lui. Avrebbe ammesso anche di essere tornato a casa a prendere il fucile. I carabinieri di Cantù gli hanno notificato in carcere l’ordinanza di custodia cautelare con le accuse di tentato omicidio e di porto abusivo dell’arma. Il fucile con il quale ha esploso i colpi non è ancora stato trovato. Nei prossimi giorni interrogatorio di convalida da parte del Gip: forse Manno, superato lo choc iniziale e iniziando a capire la gravità del suo gesto, potrebbe decidere di collaborare fornendo indicazioni su arma e luoghi della sua fuga