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Caldo e persone a rischio: ecco alcuni consigli degli esperti

Con l’arrivo del caldo, un occhio di riguardo si pone sulle persone più fragili, dagli anziani ai disabili fino alle persone affette da patologie croniche, che in questo periodo dell’anno sono più esposte ai disturbi correlati all’esposizione a temperature elevate. Se si considera in aggiunta che spesso queste persone si trovano a vivere queste esperienze da sole è ancora più importante conoscere come comportarsi a titolo preventivo, sia per quanto riguarda la sfera fisica sia quella psicologica.

“Se l’ambiente domestico è un rifugio in cui potersi sentire al sicuro e protetti dall’esterno, è pur vero che ci sono accorgimenti che è bene tenere in considerazione anche qui, nel corso della propria quotidianità tutto l’anno e in particolar modo nei mesi estivi” commenta il dottor Tagliabue, Direttore Sanitario in Gruppo Paxme, Cooperativa attiva nell’erogazione di servizi innovativi per la Cura e l’Assistenza Domiciliare, che segnala alcune buone regole per mantenere alto il livello di benessere domestico d’estate.

 

  • La prima regola valida per tutti e condivisa dall’intera comunità scientifica è quella di favorire l’assunzione di molta acqua, un elemento che si profila di particolare aiuto per quelle persone che per età o per forme croniche si trovano a dover assumere spesso quantità di farmaci elevate. Bere molta acqua (2 litri al giorno) apporta benefici sia al fegato che appunto necessita di una purificazione costante dalle sostanze farmacologiche, sia all’intero organismo cellulare, ancor più se fragile come quello in vecchiaia o minato da una malattia.
  • Un secondo aspetto in aiuto di una persona anziana nella sua abitazione nel periodo estivo e non solo è quello di farle svolgere nell’arco della propria giornata in casa solo le attività che riesce a sostenere con il caldo, avvalendosi del supporto esterno di un familiare o un vicino di casa per quelle che richiedono un impiego superiore di energie. E’ essenziale che seppur nella loro fragilità queste persone si sentano comunque attive e utili, una componente essenziale per il benessere psicologico di ognuno. La senilità così come la forzata sosta per una malattia portano con sé un vantaggio a cui pochi pensano, ma che è in realtà essenziale a ogni età: quello della lentezza che insegna a dare a ogni cosa il suo tempo e il giusto valore.
  • Con il caldo si riducono poi i tempi di reazione alle sollecitazioni esterne ed è opportuno che anche questi momenti siano vissuti con la maggiore serenità possibile, intendendoli come semplici e naturali adattamenti psico-fisici a una condizione ambientale e climatica transitoria. Anche chi si pone in aiuto di un anziano o di una persona fragile è opportuno che consideri l’influenza che le alte temperature possono avere sull’emotività della persona, che può risultare accentuata in eccesso – con manifestazioni di rabbia o aggressività – o in difetto – con forme di tipo depressivo. In tutti questi casi, il consiglio è quello di porsi nei confronti di un anziano o di un malato con umiltà e disponibilità, mostrandosi capaci di accogliere la sua debolezza senza che divenga un peso.
  • All’aspetto relazionale in casa, che vede nell’empatia la chiave per superare questo periodo nel modo migliore, si può aggiungere quello di porsi in ogni momento della giornata, anche all’esterno, quali reali ‘care givers’ capaci di rafforzare l’identità e l’autostima delle persone anziane o malate attraverso l’ascolto e il supporto in attività a loro familiari e poco destabilizzanti.
  • Un ultimo aspetto è legato all’alimentazione: la preparazione di cibi sani e leggeri, ponendo attenzione anche a quelli che sono gli accorgimenti dietetici indicati dal medico curante legati ad esempio ad una forma cronica, è un’ulteriore manifestazione di affetto e cura verso le persone con fragilità. In estate, in particolar modo, la varietà di frutta e verdura, ricca di elementi importanti da un punto di vista nutrizionale ed energetico, è poi stimolo per condividere a tavola piccoli momenti di buonumore.

 

Michele Mennillo, Presidente del Gruppo Paxme commenta in conclusione come lo stesso metodo dell’assistenza domiciliare integrata (ADI) sia cambiato nel tempo, passando da un’erogazione di servizio o di prestazione all’assistito; a un prendersi in carico una persona nella sua globalità, psichica, fisica e relazionale per soddisfare i suoi bisogni di assistenza e salute.