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Profughi a Como, scoppia il caso: interrogazione al Parlamento Europeo foto

Il segretario federale della Lega porta il caso della stazione di San Giovanni come emblema del degrado:"Via tutti i clandestini, ripristino della legalità"

Profughi a Como, scoppia un altro caso dopo quello del concertyo di stasera alla stazione San Giovanni. “Il Segretario Federale della Lega Nord e parlamentare europeo Matteo Salvini ha presentato una interrogazione alla Commissione Europea per chiedere un ripensamento delle politiche migratorie portando all’attenzione i fatti che stanno accadendo a Como. Anche Nicola Molteni, parlamentare della Lega, qualche settimana fa, aveva presentato una interrogazione in parlamento per chiedere lo sgombero e il ripristino della legalità”. A dichiararlo Alessandra Locatelli, Segretario Lega Nord di Como.

SITUAZIONE FUORI CONTROLLO – “La pressione che si è venuta a creare al confine italo-svizzero – spiega Locatelli – ha creato una concentrazione insostenibile di clandestini nella nostra città. L’unica strada percorribile è quella di evitare gli sbarchi e approntare dei centri di accoglienza sulle sponde a sud del mediterraneo, sfruttando i fondi europei e verificando sul posto gli effettivi aventi diritto di asilo. La stazione centrale di Como San Giovanni è ormai diventata un bivacco per clandestini che ogni giorno tentano di raggiungere la Svizzera. La frontiera è chiusa e il paese elvetico ha deciso di schierare militari e anche controlli notturni con i droni pur di evitare l’ingresso illegale nel paese. L’Italia invece sta accogliendo tutti e l’ultima fermata prima della Svizzera è Como, dove qui la situazione è fuori da ogni logica e controllo!”
STATO DI EMERGENZA – “Ogni giorno, – chiosa il Segretario – si assiste ad un numero fluttuante di clandestini che si accampa sul prato o sotto i portici, in un spazio della città ormai irriconoscibile, diventato terra di nessuno e in totale stato di degrado. Le condizioni igienico sanitarie sono pessime e i rischi per la salute enormi. I clandestini dormono, mangiano ed espletano i loro bisogni fisiologici da giorni nel prato. Sono state approntate alcune misure a supporto dell’emergenza da parte di associazioni locali e straniere”. “Noi riteniamo – conclude – che il problema non sia solo quello di sfamare o servire i clandestini, ma bensì la presenza di gente non identificata all’interno del nostro paese e il costante aumento di questo fenomeno che ormai raggiunge proporzioni non controllabili”.