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Aree vaste: la Cgil dice “no” al dimezzamento della provincia

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Sconcerto e preoccupazione. Questi i sentimenti espressi da parte della segreteria della Camera del Lavoro di Como nelle ultime ore in merito alla proposta regionale per il riordino istituzionale territoriale della Lombardia che sarà discussa in consiglio regionale e prevedrà il dimezzamento del Lago di Como.

Ecco la nota ufficiale del sindacato:
«Il presidente Maroni e la Lega – commenta il segretario generale della Cgil di Como Giacomo Licata – si confermano per quello che in questi anni hanno dimostrato di essere: politicanti di mestiere che parlano bene e razzolano male. Nei mesi scorsi, il governatore aveva fatto intendere di voler ascoltare le istanze provenienti dai territori e invece, nel momento in cui si deve concretizzare la proposta, decide di procedere con la riorganizzazione già effettuata con la riforma sanitaria e la definizione delle Ats».
Il documento di regione Lombardia, sette pagine su aree vaste, territori montani e riordino del sistema camerale non prevede il lago unito e nessuna unione con Lecco: «Il testo – continua Licata – si limita alla riproposizione della mappa delle Agenzie di tutela della salute. Serve una presa di posizione forte da parte di tutto il sistema produttivo comasco, della politica, dei parlamentari e dei consiglieri regionali, degli attori sociali, degli enti e delle istituzioni. E non per ragioni campanilistiche che non ci appartengono, ma perché siamo fortemente convinti che sia necessario partire dal binomio territorio – governance e dalle istanze che arrivano dal territorio per garantire servizi ai cittadini, alle imprese, a chi è impegnato nello sviluppo economico del Comasco».
«Nell’ultima riunione del Tavolo della competitività – conclude Licata – abbiamo ribadito che per noi resta imprescindibile la necessità di mantenere integro il territorio provinciale comasco, con l’indicazione alla ricomposizione dell’ambito lacustre e contemporaneamente serve un ragionamento chiaro sulle funzioni e sulla coerenza dei riassetti organizzativi che riguarderanno tutti gli altri enti e istituzioni territoriali».

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