CiaoComo - Notizie in tempo reale, news a como di cronaca, politica, economia

Lake Como Film Festival: 18 luglio Peter Greenaway Day foto

Quest’anno ad aprire la sezione del Lake Como Film Festival in Arena – la parte più importante e spettacolare della manifestazione- è  il grande regista Peter Greenaway.

Lunedì 18 luglio due momenti per il cineasta britannico nella nostra città. In collaborazione con la Fondazione Alessandro Volta, il Maestro incontra i comaschi in una conferenza dedicata al paesaggio e, successivamente,  la proiezione di uno dei suoi film più celebri, “I misteri del giardino di Compton House”.

peter greenaway

Autore moderno, poliedrico, capace di contaminare e influenzare, dai lavori su Rembrandt e su “Il Cenacolo” di Leonardo Da Vinci, Greenaway ci parlerà della sua passione verso la pittura e per i film dedicati al paesaggio naturale.

Il tema della conferenza, (ore 18.30 – ingresso libero, Teatro Sociale) intitolata “The landscape contract”, intreccia infatti la narrazione del suo desiderio di essere prima pittore e poi regista, con il suo entusiasmo verso il paesaggio naturale. L’uomo – sostiene Greenaway – stipula con la Natura una sorta di contratto permanente, che non delude mai. Molte delle storie, delle narrative, delle trame, delle strategie, dei dispositivi di narrazione e delle storie dentro le storie che ha usato sono semplici scuse per riprendere il mondo naturale in un modo piuttosto che in un altro. La sua passione per la pittura l’ha portato a studiare nell’ultimo periodo anche Bosch e Brancusi, al quale dedica il suo prossimo lavoro.

Peter Greenaway, con una carriera prestigiosa tra lungometraggi, cortometraggi, spettacoli teatrali e installazioni, è in continua ricerca e sperimentazione espositiva, cosa che lo ha reso autore di culto e innovatore di linguaggi nelle arti visive.

Alle ore 21.30, in Arena del Teatro Sociale, si apre la sezione “Cinema in Arena”, il cuore del Lake Como Film Festival, con la proiezione del film “I misteri del giardino di Compton House”, alla presenza del regista: Peter Greenaway  sul palco  insieme ad Alberto Cano, direttore della manifestazione. (biglietteria del Teatro Sociale, ingress euro 8).

Martedì 19 luglio, presso la Fondazione Antonio Ratti, Greenway terrà un workshop (a numero chiuso) per gli studenti IED, Accademia Galli, intitolata “For the eyes pleasure”.

 

INFO:

–     Conferenza: ingresso libero

–     La conferenza è in lingua inglese, con traduzione

 

–     Proiezione film in Arena:  Biglietteria del Teatro Sociale di Como, Piazza Verdi – Como.

Posto unico: Euro 8

Ridotto (over 65/under 21 / Carta Feltrinelli): Euro 5

Abbonamento 11 serata in Arena + 8 Film a Teatro: Euro 50

Tessera 5 serate: Euro 30

Tessera 3 serate: Euro 20

E’ possibile acquistare l’abbonamento sul sito del Festival

 

I MISTERI DEL GIARDINO DI COMPTON HOUSE di Peter Greenaway

(The Draughtsman’s Contract)

 

 Regia: Peter Greenaway. Sceneggiatura: Peter Greenaway. Montaggio: John Wilson. Fotografia: Curtis Clark. Musica: Michael Nyman. Interpreti: Anthony Higgins, Janet Suzman, Anne-Louise Lambert, Hugh Fraser, Dave Hill, David Gant.

Gran Bretagna 1982. 108 minuti. Lingua originale: inglese. Sottotitoli: italiano.

La campagna inglese come set, il 1694 come sfondo storico. La moglie di un ricco proprietario terriero assume un paesaggista di fama, Mr. Neville, per concepire dodici disegni della propria dimora, a Compton House, un dono da dare al marito quando egli rientrerá dal suo viaggio. Un accordo scritto e di ospitalità ma anche carnale quello stipulato con Mrs. Herbert e poi con sua figlia, che lo porterà a rappresentare la realtà, ricca di dettagli ed indizi, rivelando che dietro ad essa c’è forse qualcosa di non ancora risolto.

Scenario lussureggiante e superbo quello che Peter Greenaway mette in scena e disegna, in una delle sue pietre miliari maggiormente celebrate, metafora per raccontare classi sociali e “paesaggi” di illusioni. Un ritratto meticoloso e armonioso, perfetto esempio di landscape art, con riferimenti visivi/tematici a Michelangelo Antonioni, in primis “Blow Up”, che nel 1982 lo proiettò, al debutto, tra i maggiori esponenti che il cinema internazionale possa vantare. Inappuntabile la musica di Michael Nyman, che (s)comodamente culla verso quel mistero che tanto appassiona.