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Como: pronto il nuovo piano di emergenza della protezione civile

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I rischi di natura idraulica e idrogeologica, come frane, allagamenti, esondazioni, gli incendi boschivi, gli incidenti ferroviari e quelli stradali. Sono questi alcuni dei principali rischi connessi al nostro territorio e che sono stati considerati all’interno del Piano di emergenza comunale di Protezione Civile che il consiglio comunale ha approvato lo scorso 4 luglio.

“Con la modifica della normativa, è il consiglio comunale a dover approvare il Piano” chiarisce l’assessore Paolo Frisoni, in capo al quale sono le deleghe relative a Polizia Locale e Sicurezza e a Protezione Civile. “Si è trattato di un lavoro lungo ma utile – prosegue Frisoni – Il Piano sembra essere solo un enorme faldone ma in realtà prevede tutte le possibili emergenze che potrebbero interessare il territorio cittadino e le azioni conseguenti. Certamente è un punto di partenza e non un punto di arrivo perché gli aggiornamenti dovranno essere costanti e puntuali”.

Tra le principali domande cui il Piano deve rispondere figurano: quali eventi calamitosi possono ragionevolmente interessare il territorio comunale? Quali persone, strutture e servizi ne saranno coinvolti o danneggiati? Quale organizzazione operativa è necessaria per ridurre al minimo gli effetti dell’evento con particolare attenzione alla salvaguardia della vita umana? A chi vengono assegnate le diverse responsabilità nei vari livelli di comando e controllo per la gestione delle emergenze? Il nuovo Piano comunale, tra l’altro, è stato testato in occasione dell’esercitazione di Protezione Civile Odescalchi 2016 che si è svolta nelle scorse settimane in città alla presenza dello stesso capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

“Si è trattato di un’ottima opportunità – spiega Frisoni – Oltretutto l’esercitazione contemplava un livello di rischio superiore a quello che il nostro Comune dovrebbe affrontare da solo e ha visto in campo anche l’Esercito italiano e svizzero”. “Il piano di emergenza comunale – aggiunge il comandante della Polizia Locale Donatello Ghezzo –  è un manuale operativo dove si dice cosa fare e quali uffici/persone contattare in caso di necessità”. La normativa di riferimento è la legge 225/92, la cosiddetta legge quadro sulla Protezione Civile. “Il Comune, nella persona del sindaco, è un’autorità di Protezione Civile – prosegue Ghezzo –  Si occupa della previsione e della prevenzione dei rischi, deve prepararsi all’emergenza e attivare i primi soccorsi. In considerazione della gravità dell’evento, è poi la Prefettura ad intervenire e, nel caso, la Regione e quindi il Governo”. Tra i prossimi passi che l’amministrazione ora compirà c’è in primo luogo la stipula di convenzioni con le associazioni di volontariato di Protezione Civile affinchè il Comune di Como possa disporre di uomini e mezzi. “Sicuramente verranno organizzati degli incontri con la cittadinanza perché tutti comincino a familiarizzare con le logiche di emergenza. L’esempio del Giappone insegna – conclude Ghezzo – L’altro punto importante è la costituzione di un gruppo di Protezione Civile”.

I bollettini meteo e i relativi allarmi emessi dalla Protezione Civile della Regione Lombardia e sulla base dei quali vengono poi attivati i piani di emergenza comunali, sono pubblicati sul sito della Regione Lombardia all’indirizzo www.protezionecivile.regione.lombardia.it e un’apposita sezione sarà realizzata anche sul portale del Comune di Como www.comune.como.it

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