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Migliora l’acqua del lago, ecco l’ultimo rapporto di Legambiente

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Si è conclusa la seconda tappa del tour della Goletta dei laghi, la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il COOU (Consorzio Obbligatorio Olii Esausti) e Novamont e che da 11 anni attraversa l’Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri. Questa mattina presso la Sala Stemmi del Comune di Como, i tecnici e i biologi della Goletta hanno presentato i dati dei campionamenti effettuati sul lago di Como.

In base a quanto è emerso dal monitoraggio scientifico puntuale – effettuato, quindi, in determinati punti individuati anche grazie alle segnalazioni dei cittadini tramite SOS Goletta* – il ramo comasco del Lario quest’anno mostra una situazione più positiva in punti che in anni passati risultavano, secondo il giudizio del Cigno Azzurro, “inquinati” o “fortemente inquinati” nell’indagine microbiologica.  Nel monitoraggio vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo lungo le rive dei laghi: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago. Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

“Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione, non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento – commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Abbiamo registrato quest’anno sulla sponda comasca del Lario un cambiamento di rotta, che ci auguriamo possa essere un primo passo verso il risanamento delle situazioni più problematiche. Non abbassiamo, però, la guardia su questo lago”.

 

Il dettaglio delle analisi di Goletta dei laghi
Sulla sponda comasca sono stati prelevati campioni a Menaggio, presso la foce del torrente Senagra; ad Argegno, presso la foce del torrente Telo; a Cernobbio alla foce del torrente Breggia; a Como in prossimità del canale del depuratore presso i giardini del mausoleo A. Volta alla foce del torrente Cosia e infine a Dongo, alla foce del torrente Albano. Tutti i prelievi hanno registrato livelli di batteri intestinali rientranti nei limiti imposti dalla normativa vigente in Italia (Dlgs 116/2008 sulla gestione della qualità delle acque di balneazione). Sulla sponda lecchese, invece, sui 10 punti monitorati 4 sono risultati “inquinati”, 3 “fortemente inquinati” e 3 nei limiti di legge (come da tabella allegata).

“I risultati di questi controlli, pur altalenanti, sembrano avere un’evoluzione favorevole nel tempo, che va di pari passo con l’aumento delle zone servite da fognatura e con il completamento del collegamento ai depuratori – dichiara Enzo Tiso, circolo Legambiente Angelo Vassallo – A Como la percentuale di popolazione servita da fognatura separata ha raggiunto il 77%, cui si aggiunge un 11% con fognatura mista, rimane il 12% di popolazione non servita. Per bloccare questa altalena occorre proseguire nel collettamento, ad esempio, completando il collegamento di Blevio e Torno alla fognatura cittadina di Como, sostituendo i tratti obsoleti e controllando l’efficienza dei depuratori”.

Per questo è urgente eliminare le criticità che provengono storicamente da un inquinamento cronico del primo bacino e degli affluenti del lago e investire per migliorare i sistemi di depurazione. Di interventi di questa portata ne beneficerebbe per prima la città capoluogo.

“Considerata la grande vocazione turistica del nostro lago e l’attrattività della città di Como, ci auguriamo che l’amministrazione mostri una sensibilità crescente nei confronti certamente della qualità dell’acqua, ma anche del paesaggio circostante che lo caratterizza –ricorda Chiara Bedetti, presidente del circolo Angelo Vassallo di Legambiente La pedonalizzazione del lungolago, unita alla buona salute del primo bacino, potrebbero senza dubbio rappresentare una svolta positiva per la nostra città”.

 

Anche quest’anno il Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati è main partner della campagna estiva di Legambiente. Attivo da 32 anni, il COOU garantisce la raccolta degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato – che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli – è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l’olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 90% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. “La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi – spiega il presidente del COOU, Paolo Tomasi – rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio con la sua filiera non evita solo una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese”.

 

I RISULTATI DEI MONITORAGGI SCIENTIFICI NEL LAGO DI COMO

LAGO

PV

Comune

Punto

2016

2015

2014

Lario

CO

Menaggio

Lido, foce torrente Senagra

Entro i limiti

Fuori dai limiti

Fuori dai limiti

Lario

CO

Argegno

Foce torrente Telo

Entro i limiti

Fuori dai limiti

Entro i limiti

Lario

CO

Cernobbio

Foce torrente Breggia

Entro i limiti

Fuori dai limiti

Entro i limiti

Lario

CO

Como

Canale depuratore presso giardini mausoleo A. Volta (foce torrente Cosia)

Entro i limiti

Fuori dai limiti

Fuori dai limiti

Lario

CO

Dongo

Foce torrente Albano

Entro i limiti

Fuori dai limiti

Entro i limiti

I campionamenti sono stati effettuati il 30/06/2016 e 01/07/2016
Per consultare i dati online: http://www.legambiente.it/golettaverde-map/

 

Nota sul monitoraggio scientifico
I prelievi vengono eseguiti dalla squadra di tecnici di Legambiente e i campioni per le analisi microbiologiche sono conservati in barattoli sterili in frigorifero, fino al momento dell’analisi, che avviene nel laboratorio mobile entro le 24 ore dal prelievo. Come da normativa “il punto di monitoraggio è fissato dove si prevede il maggior afflusso di bagnanti o il rischio più elevato di inquinamento in base al profilo delle acque di balneazione”. I parametri presi in considerazione sono gli stessi previsti per i controlli sulla balneazione in base al Decreto Legislativo del 30 maggio 2008 n° 116.
Il lavoro di campionamento di Goletta dei Laghi quest’anno per la prima volta ha riguardato anche il monitoraggio delle microplastiche. I dati raccolti verranno elaborati nelle prossime settimane e presentati in un convegno nazionale in autunno a Roma.

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