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Giacomo Licata nuovo segretario generale della Cgil di Como

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L’assemblea generale della Cgil di Como ha eletto Giacomo Licata come nuovo segretario provinciale della Cgil di Como. Prende il posto di Alessandro Tarpini, segretario dal 2009, ora responsabile nazionale dei frontalieri e della regione Alpina.
Nato il 17 agosto 1978 ad Agrigento, Licata è stato fra i fondatori di Sinistra Giovanile ed è sempre stato impegnato nella lotta alla mafia, sulla scorta dell’esempio fornito da Macaluso e Pio La Torre.
Dopo aver superato il concorso per diventare insegnante nel 2002, due anni dopo si trasferisce a Como. Nel 2009 è stato il segretario territoriale Flc più giovane in Italia: cinque anni dopo è stato riconfermato. Dal 2014 a oggi è stato segretario organizzativo della Camera del Lavoro di Como.
Nella sua relazione, Licata ha citato il rapporto della Camera di Commercio sulla congiuntura economica del primo trimestre 2016. Per il settore manifatturiero comasco c’è il permanere di una fase negativa: per il quinto trimestre consecutivo la produzione industriale è in calo e in peggioramento (- 3,4%). Le specializzazioni tipiche del comasco (tessile, legno arredo, meccanica) risultano tutte in difficoltà. La flessione è peggiore al diminuire della dimensione d’impresa. Il fatturato totale tiene (+0,3%), grazie alla componente estera. Resta fortunatamente in controtendenza il settore del Turismo il cui trend positivo sembra diventato ormai un dato strutturale.

“È sempre più evidente la necessità di un piano straordinario per l’occupazione giovanile e femminile, così come indicato nel Piano del Lavoro. Insomma, è indispensabile un netto cambiamento delle politiche economiche. Mi preoccupa l’affermazione di un modello sociale che non riconosca il Lavoratore come baricentro del rapporto tra crescita economica e tutela della dignità della persona. Sostituita dal termine, apparentemente politically correct, di “collaboratori”. Si tratta di una malcelata ipocrisia, apparentemente banale, ma che appare come un ulteriore tassello di un disegno più ampio che mira a svuotare il lavoratore dalla carica evocativa che il riferimento al termine derivato dal lavoro rappresenta». C’è la vicenda Holcim, che mostra il volto feroce «di un capitalismo che taglia l’occupazione, chiude gli stabilimenti, delocalizza, e non si preoccupa del destino di 73 famiglie, non trova il modo e si rifiuta di costruire le condizioni per trovare gli strumenti necessari almeno ad assicurare la tutela delle persone attraverso gli ammortizzatori sociali”.
Sono cambiati i paradigmi e la prospettiva di società: “Mi piace pensare che con la nostra Carta dei Diritti riusciremo a costruire uno strumento di tutela per i disegnatori di App, a prescindere dalla tipologia contrattuale con la quale verranno assunti, come abbiamo detto in questi mesi nelle assemblee e nelle iniziative pubbliche. Il territorio comasco, da questo punto di vista può diventare un laboratorio. Mi riferisco all’esperienza di Comonext. Dobbiamo costruire le condizioni e le modalità perché si affermi la nostra presenza dentro quell’incubatore d’imprese dove ogni giorno si recano alcune centinaia di lavoratrici e lavoratori. La Camera del Lavoro di Como ha investito notevoli risorse umane ed economiche per lo sviluppo dei servizi e della tutela individuale e si sono registrati significativi avanzamenti nella qualità e capacità di risposta, testimoniata dalle migliaia di lavoratori e pensionati che si rivolgono alle nostre strutture. Occorre continuare senza esitazione su questa strada, investendo con maggiore vigore nella dimensione confederale della nostra azione di tutela”.
Giacomo Licata prende il posto di Alessandro Tarpini, 54 anni, per 8 anni segretario della Camera del Lavoro di Como, ora responsabile nazionale dei frontalieri e della regione alpina.

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