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Ancora in aumento la cassa integrazione a Como +94.3%

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Aumenta ancora la cassa integrazione a Como. questo quanto emerge dal quinto rapporto UIL 2016 del Lario. Riparte la richiesta delle ore di cassa integrazione nei territori di Como e Lecco rispetto al mese precedente: Como +94,3%; Lecco +23,7%; mentre, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, si registra una crescita del 72% a Como e una diminuzione del 32% a Lecco.

Si conferma l’esplosione della richiesta delle ore di cassa integrazione in deroga in questo inizio anno (Gennaio- Maggio) rispetto allo stesso periodo del 2015: questo, correlato alla crescita di ore di cassa integrazione totale nel settore dell’artigianato in questo inizio anno, dimostra che sono le piccole aziende ad avere maggiore difficoltà ad uscire dalla crisi.

Inoltre, nel mese di Maggio, riprende la richiesta della cassa integrazione straordinaria rispetto allo stesso mese dell’anno scorso e rispetto ad aprile 2016: è possibile quindi concludere che il processo di ristrutturazione e riorganizzazione delle imprese comasche e lecchesi non si è concluso, sono più di 4.200 i lavoratori in cassa integrazione straordinaria nel comasco e più di 1.650 nel lecchese, i quali rischiano il posto di lavoro.

Il rapporto UIL conferma che la ripresa economica è debole e che è soggetta alle turbolenze e fibrillazioni dei mercati globali, un’incertezza sulla quale potrebbe pesare l’esito del voto sulla permanenza o meno della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Il Regno Unito, nell’anno 2015 è stato destinatario di un export commerciale Comasco di 321,9 milioni € e ha rappresentato il 5,7%, su un totale di 5.557,9 milioni €; mentre, nel Lecchese l’export verso il Regno Unito, nell’anno 2015, con 193,6 milioni € su un totale di 4.081,0 milioni €, ha rappresentato il 4,7%.
Ancora una volta si ravvisa il bisogno di politiche economiche di sostegno da parte del Governo Italiano, attraverso un taglio sensibile delle imposte che gravano su lavoratori e pensionati; inoltre si sollecita il rinnovo dei contratti collettivi di lavoro per rilanciare i consumi interni.

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