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Como: ancora in calo il manifatturiero, aumentano i fallimenti

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Resta negativa la congiuntura del settore manifatturiero comasco: per il quinto trimestre consecutivo la produzione industriale risulta in calo ed in peggioramento (- 3,4%), in controtendenza al dato regionale (+1,3%). Le specializzazioni tipiche del comasco (tessile, legno arredo, meccanica) risultano tutte in difficoltà. La flessione è peggiore al diminuire della dimensione d’impresa. Il fatturato totale ha tenuto (+0,3%), grazie alla componente estera. Il mercato provinciale del lavoro tiene a fatica, va meglio l’occupazione complessiva regionale (+1,1%). Per quanto riguarda il secondo trimestre, gli imprenditori lariani risultano cautamente ottimisti per la produzione legata alla domanda estera, mentre la domanda interna e soprattutto l’occupazione continuano a preoccupare. Sono i dati che emergono dall’ultimo rapporto indagine congiunturale diffuso dalla Camera di Commercio.

Il comparto manifatturiero artigiano, dopo aver chiuso bene il 2015, ha fatto registrare un nuovo arretramento: -1,1% la produzione e -2,8% il fatturato, flessione determinata dal mercato interno ancora in difficoltà. Le aspettative degli imprenditori artigiani riflettono i dati negativi e permangono negative. Il settore del commercio apre il nuovo anno ancora con il segno più, confermato sia dall’indagine congiunturale che dalle vendite a volume e a valore di beni confezionati in supermercati e ipermercati (registrate da IRI Information Resources). Questi ultimi sono in forte crescita, con incrementi che non trovano riscontro a livello regionale e nazionale. La svalutazione dell’euro rispetto al franco è risultata ancora determinante per le grandi strutture poste vicino al confine. Dopo un anno positivo, nei primi mesi del 2016 il fatturato delle imprese dei servizi ha ricominciato a scendere: -1,8% rispetto allo stesso periodo del 2015.

Per il turismo comasco il 2016 si è aperto sotto i migliori auspici: +18,1% gli arrivi e +17,7% le presenze; in aumento sia i turisti italiani che quelli stranieri. Il trend positivo del settore sembra diventato ormai un dato strutturale. Nei primi tre mesi il Comune capoluogo ha visto crescere i propri ospiti addirittura di oltre un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Per quanto riguarda la demografia d’impresa, la consistenza delle imprese registrate all’anagrafe camerale di Como è risultata pari a 47.664 unità, segnando un nuovo punto minimo, con un calo di 355 attività rispetto a marzo 2015 (-0,7%) e di 218 aziende rispetto a dicembre 2015. È analogo l’andamento del sottoinsieme delle imprese attive, che con 42.539 unità ha toccato il minimo dal 2004 nello stesso periodo, perdendo 453 unità rispetto all’anno precedente (-1,1%) e 143 imprese negli ultimi tre mesi.

Piccolo rimbalzo delle nuove iniziative imprenditoriali (+24 unità), anche se il saldo tra iscrizioni e cessazioni non d’ufficio è risultato ancora pesantemente negativo (-134). Le aziende artigiane registrate al 31 marzo 2016 sono risultate 15.878 (di cui 15.821 attive), in calo tendenziale di 488 unità (-3,0%) rispetto all’anno precedente e congiunturale di 118 aziende rispetto al trimestre precedente, toccando così il punto minimo nella serie storica dal 2004 per il periodo considerato. I fallimenti dichiarati dal Tribunale di Como nel primo trimestre del 2016 sono stati complessivamente 45, contro i 34 degli stessi mesi del 2014 e del 2015

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