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Area vasta: oggi a Como anche Raffaele Cattaneo

“Il nuovo Ente di area vasta che nascera’ dall’accorpamento della provincia di Como dovra’ avere un rapporto paritetico con la forza della Citta’ metropolitana”. Lo
ha detto il sottosegretario alla Presidenza della Regione Lombardia con delega all’Attuazione del programma e ai Rapporti istituzionali nazionali, Alessandro Fermi che, nel pomeriggio, ha presieduto i Tavoli istituzionali dedicati alle aree vaste di Como e Varese, presente anche, fra gli altri, il presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo.

No a spezzatini secondo Fermi che ha aggiunto: “Il territorio comasco desidera fortemente salvaguardare l’omogeneita’ del territorio. Ed e’ per questo che vede nella
provincia di Lecco il primo interlocutore. Questo non significa pero’ che non si possa ragionare anche con Varese con cui abbiamo molte caratteristiche in comune: a partire dal fatto che siamo due aree di confine, che abbiamo tanti lavoratori frontalieri, che i rapporti con il Canton Ticino sono all’ordine del giorno e che, anche economicamente, siamo molto simili”.

Poche indicazioni dal Gaverno (a partire dalle dimensioni che dovranno avere i nuovi Enti) non aiuterebbero i diretti interessati a affrontare questo tema. Da questa incertezza dunque, la constatazione che – comunque vadano le fusioni – le nuove aree vaste non potranno essere di serie B rispetto alla Citta’ metropolitana. “Nessuna preclusione” dunque, per il sottosegretario, ad approfondire l’accorpamento con Varese, Lecco e anche Monza “con tutte, con due di esse o anche con una sola” a patto pero’ che non ci sia “uno spezzettamento del territorio che oggi fa parte della provincia
di Como”.

A partecipare all’incontro anche il presidente del Consiglio Regionale Raffaele Cattaneo che ha aggiunto: “L’esercizio che stiamo facendo non è immaginare scenari teorici sulla base di criteri estemporanei, ma capire quale dimensione e quale aggregazione possa garantire migliori servizi al territorio. Sulla base di questo criterio, gli scenari sono ancora aperti e ogni ipotesi ha pro e contro: si sta ragionando su un’area vasta che coincida con la Regio Insubrica raggruppando fino a 4 province, oppure che ricalchi lo scenario delle ATS o, da ultimo, si può ipotizzare di lasciare Varese da sola e ragionare su un accorpamento tra Como, Lecco ed eventualmente Monza. Proseguiremo il ragionamento perché non bisogna fare scelte affrettate. Serve un lavoro serio come quello che stiamo facendo per arrivare ad una soluzione consapevole e condivisa”.