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Disturbi alimentari: un incontro librario per dialogare sul problema fotogallery video

I casi di disturbi del comportamento alimentare, di cui anoressia e bulimia sono le manifestazioni più conosciute e diffuse, nell’ultimo ventennio sono aumentati esponenzialmente e i dati sono sempre più allarmanti, tanto da far parlare di vera e propria epidemia.

L’Associazione di Promozione Sociale InOut in collaborazione con Jonas Como ha organizzato un incontro mercoledì 8 giugno alle ore 17.30 nel quale Roberto Pozzetti, Presidente dell’ Associazione  e Psicoanalista, e Laura Romano, Consulente educativa e Formatrice, dialogheranno con Michele Rugo ed Erika Minazzi, autori del recente libro “Tutti per uno. Uno per uno. ” relativo al trattamento residenziale dei disturbi alimentari.

“Bisogna distinguere tra disagi alimentari e disturbi alimentari. Per quanto riguarda il disagio alimentare, questo è tipico dell’età evolutiva, della pre-adolescenza ed adolescenza, dove si vedono femmine a dieta e maschi che mangiano troppo,  ma di solito è un disturbo transitorio. Su questi disagi influiscono molto i mass media e  le immagini che mostrano modelli socialmente accettati  che evocano il detto “magrezza uguale bellezza”. 

Il disturbo alimentare è un disturbo di tipo psichiatrico, che va diagnosticato e necessita di un trattamento clinico.  Dietro questo tipi di disturbi ci sono spesso abusi sessuali, ed è questo che mette in crisi l’identità corporea. Il corpo, che ha subito tale violazione, va distrutto, che lo si faccia tramite anoressia o bulimia; quell’involucro è come se fosse qualcosa diverso da sé.

L’anoressia si presenta prima, nell’adolescenza, ora addirittura nella pre-adolescenza, mentre la bulimia nella prima giovinezza. Raramente si presenta il problema in persone adulte; se lo si riscontra in persone più mature si tratta di casi latenti, mai risolti” dice Laura Romano, per otto anni Coordinatrice Educativa di una Comunità residenziale per i disturbi alimentari.

Generico

“Tutti ci fermiamo a guardare l’anoressica perché salta all’occhio, ma la bulimica vive una situazione ugualmente grave, perché mangia e vomita, ed è spesso normopeso, quindi difficilmente identificabile” prosegue la Romano.

“I casi colpiscono, su 10 persone, 9 femmine e 1 maschio. La mia interpretazione è che il corpo che cambia maggiormente e più oggetto di desiderio e a rischio di abuso è quello femminile. L’ identificazione nella donna adulta diventa pericolosa; se una ragazza è stata abusata, il corpo da donna adulta la espone ad un pericolo che non vuole correre. Di qui il rifugiarsi nella anoressia che ha come effetto la sparizione di caratteristiche fisiche prettamente femminili”. 

Alla base del disturbo alimentare, indipendentemente dal tipo di dieta o alimentazione che la persona segue, c’è un disturbo psichico, che le fa detestare il proprio corpo, al punto da considerarlo un involucro da distruggere. Lo sguardo con il quale si osserva allo specchio è distorto, perché ciò che i suoi occhi vedono è diverso da ciò che è realmente; è affetta da dismorfofobia, la fobia che nasce proprio da una elevata preoccupazione del proprio aspetto esteriore che provoca questa visione distorta.

 

DIALOGHI SU…

I disturbi del comportamento alimentare

Mercoledì 8 giugno ore 17.30

presso Cascina Massèe, 

Via Sant’Antonino, Albate (Como)

Ingresso gratuito

Ivana Rusconi