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Bufera sul Comune: Lucini va avanti, oggi Gilardoni dal giudice foto video

Il sindaco non si vuole fermare dopo l'arresto dei suoi due dirigenti, il primo in queste ore sentito in carcere. Palazzo Cernezzi sempre sotto choc.

La bufera sul Comune di Como. Prima giudiziaria e, di conseguenza, anche politica. Il sindaco Mario Lucini lo ha ribadito anche ieri al termine dela Festa della Repubblica al Politecnico:”Vado avanti e non penso a dimettermi. La macchina comunale, ora come ora, ha una gravissima emergenza quotidiana”. Poi ammette di fare fatica ad associare la parola corruzione al suo uomo di fiducia, quel Pietro Gilardoni finito in carcere mercoledì mattina con questa imputazione. E conferma che questo è un colpo che lo ha “tramortito”. Ferito, insomma, colpito, ma non si arrende. Non si vuole arrendere.

Ed oggi proprio Gilardoni – con i suoi legali Scarrone e Pacia – viene interrogato dal Gip di Como Maria Luisa Lo Gatto, lo stesso che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per il dirugente comunale. Oltre a lui anche Roberto Ferrario, imprenditore, verrà sentito dal giudice. Slitta ai prossimi giorni il confronto con gli altri due arrestati – entrambi ai domiciliari – Giovanni Foti (imprenditore) ed Antonio Ferro, lui pure come Gilardoni dirigente comunale (non è accusato di corruzione come il collega).

In Comune a Como, intanto, si cerca di fare fronte all’emergenza anche con un cambio di dirigenti: sospesi sia Gilardoni che Ferro – come prevede la normativa – ora i responsabili di settore sono Luca Baccaro e Pierantonio Lorini.