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Bufera in Comune, Gilardoni in carcere con l’accusa di corruzione foto video

Emergono i primi dettagli in merito all’inchiesta legata al cantiere della paratie che ha portato all’arresto questa mattina degli ingegneri del Comune di Como Antonio Ferro e Pietro Gilardoni.

La Guardia di Fianzanza, infatti, ha eseguito questa mattina un’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta del pm Pasquale Addesso in merito a appalti pubblici legati al lungolago. In mattinata in Procura una conferenza stampa durante la quale sono emerse le accuse che hanno portato a questi arresti. Come spiegato dal procuratore Nicola Piacente, che al momento non ha fornito il numero degli altri indagati, sono in corso perquisizioni nelle province di Como e Torino.

Il dirigente del settore Edilizia del Comune, Antonio Ferro, si trova ai domiciliari, con l’accusa di abuso in atti d’ufficio e turbativa nella scelta del contraente, mentre Gilardoni, responsabile del settore Reti, è al Bassone, accusato dei reati di abuso in atti d’ufficio, turbativa nella scelta del contraente e corruzione. Dalle indagini sarebbe emersa una “mazzetta” per sbloccare i lavori per l’allargamento di una strada comunale (Salita Peltrera).

In carcere è finito anche Roberto Ferrario della Imothep (con l’accusa di corruzione), mentre ai domiciliari è finito l’imprenditore edile Giovanni Foti (per il reato di turbata libertà degli incanti).

L’accusa nei confronti dei dirigenti comunali e degli imprenditori è quella di turbativa d’asta, e riguarderebbe la manutenzione delle strade cittadine. Tra gli indagati ci sarebbe anche un altro dipendente comunale.

Ecco il dettaglio contenuto nel comunicato stampa a firma del procuratore di Como Nicola Piacente, sono vari gli appalti per i quali sono state emesse le custodie cautelari in carcere.

Gli arrestati sono:

Pietro Gilardoni, Dirigente del Settore “Reti tecnologiche, Strade, Acque e Arredo Urbano” del Comune di Como per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere

Roberto Ferrario referente di IMOTHEP S.r.l. proprietà di un immobile sito in Como via Salita Peltrera, 48 e titolare della Denuncia di Inizio Attività presentata in data 16.12.2011 presso il Comune di Como per interventi di razionalizzazione del patrimonio edilizio e riqualificazione di area urbana degradata- per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere

Antonio Ferro Dirigente del Settore “Grandi Opere” in seguito “Opere pubbliche e manutenzione edilizia comunale” del Comune di Como – per il quale è stata disposta la custodia cautelare degli arresti domiciliari

Giovanni Foti, titolare e consigliere delegato della impresa edile FOTI srl con sede in Bulgarograsso-per il quale è stata disposta la custodia cautelare degli arresti domiciliari

Le accuse nei loro confronti sono di:

a) turbata libertà nella scelta del contraente (art 353 bis c.p.) a carico di Gilardoni e Ferro (con riferimento alle “Opere di difesa dalle esondazioni del lago nel comparto Piazza Cavour – Lungo lago” (cd. PARATIE) – affidamento servizio progettazione terza variante);

b) turbata libertà nella scelta del contraente (art 353 bis c.p.) a carico di Gilardoni e Ferro (con riferimento alle “Opere di difesa dalle esondazioni del lago nel comparto Piazza Cavour – Lungo lago” (cd. PARATIE) – bando di cui al “Delibera Giunta Comunale n. 328/2015 del 05.10.2015”)

c) falso ideologico in atto pubblico, (art. 476 -479 c.p.) a carico di Gilardoni e Ferro; (finalizzato a porre in essere ostacoli all’attività di vigilanza A.N.A.C. – terza variante Opere di difesa dalle esondazioni del lago nel comparto Piazza Cavour – Lungo lago” (cd. PARATIE)

d) corruzione propria (art 318, 319, 321 c.p.) a carico di Gilardoni e Ferrario (inerente alla pratica per l’affidamento dei lavori Lavori della cd. “Salita Peltrera”)

e) turbativa d’asta (art 353 c.p.) a carico di Gilardoni e Virgilio Anselmo (nella pratica inerente “l’Appalto per affidamento Servizio di progettazione definitiva-esecutiva specialistica di natura idraulica e fognaria nell’ambito della redazione del progetto finalizzato alla “realizzazione della fognatura Sant’Agostino e zona Lungo Lago” ;

f) turbativa d’asta (art. 353 c.p.) e rivelazione di segreti d’ufficio (art 326 co. 3 c.p.) a carico diGilardoni e Foti (con riferimento alla pratica inerente i lavori di riqualificazione Piazze Volta e Grimoldi)

Le prime tre accuse riguardano l’appalto pubblico per la realizzazione dell’opera pubblica “Opere di difesa dalle esondazioni del lago nel comparto Piazza Cavour – Lungo lago” (cd. PARATIE) di cui è aggiudicataria SOCIETA’ PER AZIONI CEMENTI ARMATI ING. MANTELLI –S.A.C.A.I.M. S.p.A. con sede a Venezia (in seguito commissariata e diventata S.A.C.A.I.M. S.r.l.).

In particolare i dirigenti Pietro Gilardoni, Dirigente del Settore “Reti tecnologiche, Strade, Acque e Arredo Urbano” del Comune di Como nonché Direttore dei Lavori) ed Antonio Ferro, Dirigente del Settore “Grandi Opere” in seguito “Opere pubbliche e manutenzione edilizia comunale” sono accusati di aver:

a) turbato il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando o di altro atto equipollente necessario per il conferimento dell’incarico di progettazione della terza perizia di variante dell’appalto “opere di difesa dalle esondazioni del lago nel comparto Piazza Cavour – Lungo lago” dichiarata inammissibile con determinazione A.N.A.C. n. 1 del 07/08.01.2016 attraverso l’artificioso frazionamento dell’unitario servizio di progettazione, in diversi incarichi di affidamento per un complessivo importo notevolmente superiore ai 100.000 previsti dall’art. 91 Dlgs 163/2006;

b) condizionato con mezzi fraudolenti le modalità di scelta del contraente da parte della pubblica amministrazione in relazione al contenuto del bando di gara e della variante in corso d’opera, di cui alla “Delibera Giunta Comunale n. 328/2015 del 05.10.2015” consistiti dapprima nel

– nel colludere con l’aggiudicataria SACAIM Spa il contenuto della variante trasmessa ad ANAC e successivamente alla valutazione di inammissibilità della variante contenuta nella “Comunicazione di risultanza istruttorie” (CRI) del 27.07.2015,

– nell’attestare falsamente ad ANAC il mancato superamento della soglia del 20 % (errore di progetto) di cui all’art. 132 comma 1 lett. e) D.Lvo 163/2006 omettendo di indicare le gravissime carenze delle precedenti varianti approvate nel 2010 e 2011 riferite alla mancata previsione delle opere di adeguamento sismico, l’esistenza di grave errore di progettazione riferito al progetto esecutivo modificato da S.A.C.A.I.M. in corso d’opera al fine di non procedere alla risoluzione del contratto ex art. 132 comma 4 D.lvo 163/2006 ed indizione di nuova gara.

Al dirigente Pietro Gilardoni è altresì contestata la turbativa d’asta (art 353 c.p.) per aver colluso l’esito della gara pubblica per l’affidamento del “Servizio di progettazione definitiva-esecutiva specialistica di natura idraulica e fognaria nell’ambito della redazione del progetto finalizzato alla “realizzazione della fognatura Sant’Agostino e zona Lungo Lago” con l’ingegner Virgilio Anselmo titolare dello studio Anselmo AssociatiI – attraverso la predisposizione congiunta del bando di gara, concordando con lo stesso Anselmo la somma da indicare nella offerta al ribasso (avanzata dall’Anselmo) in tal modo consentendogli di aggiudicarsi la gara pubblicata sulla piattaforma regionale SINTEL il 18.12.2015.

Al medesimo dirigente Pietro Gilardoni sono altresì contestate, in concorso con l’imprenditoreGiovanni Foti ulteriori e diverse condotte di turbativa d’asta (art 353 c.p.) e rivelazione di segreti d’ufficio (art 326 comma 3 c.p.) in riferimento alle gare pubbliche di affidamento di lavori di seguito indicati:

a) lavori di riqualificazione “Piazza Volta- via Grassi – via Garibaldi

b) lavori di riqualificazione di “Piazza Grimoldi – via Pretorio – Piazza Roma”;

Tramite tali condotte Giovanni Foti, titolare e consigliere delegato della Foti Giovanni srl otteneva da Cereda Paolo s.a.s. con sede in Milano aggiudicataria dell’appalto per i lavori di riqualificazione di “Piazza Volta- via Grassi – via Garibaldi” un contratto di sub appalto pari ad euro 90.000

Al dirigente Pietro Gilardoni e Roberto Ferrario (referente di IMOTHEP S.r.l. – società estranea al reato) è altresì contestato il reato di corruzione propria (art 318, 319, 321 c.p) per aver concluso accordi corruttivi consistiti nel promettere ed in parte elargire, Ferrario e Gilardoni, denaro ed un incarico di collaudatore con la CASTELLO SGR per un corrispettivo di 14.000 euro il cui primo acconto di 4.000 euro veniva pagato tramite bonifico al Gilardoni il 10.02.2016 al fine di ottenere il suo interessamento per “sbloccare” i lavori per l’allargamento della strada comunale “Salita Peltrera” necessari per l’avvio dei lavori oggetto della Denuncia di inizio Attività presentata il 16.12.2011 da IMOTHEP srl.

L’attività di indagine, svolta efficacemente dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Como e coordinata dalla Procura della Repubblica di Como, con riferimento (inizialmente) ai lavori della terza perizia di variante dell’appalto “opere di difesa dalle esondazioni del lago nel comparto Piazza Cavour – Lungo lago”, si è avvalsa

– della preziosa collaborazione da parte di ANAC, destinataria a tal proposito di una comunicazione inerente gli arresti della giornata odierna, ai sensi dell’art. 129 disp. Att. cpp,

(L’Anac su iniziativa del Comune di Como era stata destinataria di una richiesta di procedere a verifica del progetto relativo alla terza variante dei lavori di “Realizzazione opere di difesa della esondazione del lago di Como nel comparto Piazza Cavour-Lungo Lago, avviando un procedimento di vigilanza e dopo avere aperto una formale istruttoria, aveva dichiarato, all’esito della istruttoria, detta variante inammissibile con determinazione n. 1 del 07/08.01.2016);

– della documentazione acquisita presso gli Uffici della Regione, della Provincia e del Comune di Como;

– di una capillare attività di intercettazione

Tale attività di intercettazione, accompagnata nel corso del suo svolgimento da acquisizioni documentali presso il Comune di Como, ha consentito l’accertamento anche degli altri episodi di turbata libertà degli incanti, rivelazione di segreti di ufficio ne corruzione contestati agli alti funzionari del Comune di Como ed agli imprenditori.

Gli esiti di tali indagini hanno altresì rimarcato la sussistenza, ravvisata anche dal Giudice per le indagini preliminari, di un concreto pericolo di reiterazione criminosa

Con l’esecuzione dei citati provvedimenti e con il prosieguo dell’attività di indagine la Procura della Repubblica (memore altresì del principio di presunzione di innocenza, ai sensi dell’art. 27 della Costituzione) intende accertare e perseguire condotte illecite, senza interferire indebitamente con la futura attività della Pubblica Amministrazione né tanto meno condizionarne l’operato, con riferimento alla auspicabile legittima progettazione, realizzazione e completamento di una efficace difesa a fronte delle esondazioni del Lago di Como e delle altre opere pubbliche oggetto della presente inchiesta.