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Scuola: domani manifestazione a Roma, presenti anche tanti comaschi

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Un’altra manifestazione a Roma per la scuola alla quale parteciperanno anche molti comaschi. Ancora una volta insieme FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e Snals Confsal scenderanno in piazza, con docenti, ATA e dirigenti provenienti da tutta Italia, per raccontare la loro idea di scuola.
“Una #scuolavera, fatta di partecipazione, collegialità, autonomia e contrattazione, una scuola che valorizza tutte le professionalità e ascolta i bisogni di tutto il personale che vi lavora ogni giorno – spiegano i sindacati -. Nel corso del presidio interverranno i segretari generali delle quattro organizzazioni sindacali promotrici e alcuni rappresentanti eletti nelle RSU e delegati di istituto, la voce della scuola vera”. Contratto, stabilità del lavoro, qualità dell’apprendimento, partecipazione democratica: questi i punti essenziali contenuti nella petizione.
Di seguito una riflessione di Stefania Ferro:

Ancora una volta il mondo della Scuola è oggetto di polemiche e confusioni, soprattutto nella giornata di oggi, all’indomani del tanto temuto eppur concretizzatosi Concorsone 2016.

Una procedura che nonostante l’imminente taglio del nastro delle prove selettive, da domani 28 aprile e fino al 31 maggio si svolgeranno le prove scritte otto domande al pc (computer based), continua ad essere oggetto di polemiche ed incongruenze.

I media dall’emissione del bando, lo scorso 26 febbraio, hanno continuato a documentare la situazione di nervosismo e malessere che attraversa gli animi dei docenti, ancora una volta bistrattati e sottoposti a prove  ingiuste, soprattutto nella  prospettiva di una lunga carriera a base di precariato al servizio dello Stato, realizzatosi poi con un  nulla di fatto.

Il diktat ministeriale ha sancito inesorabile il suo enunciato, ovvero si accede al ruolo soltanto attraverso la via concorsuale. Fin qui, nulla da obiettare, se solo si fosse proceduto così da sempre, ma le discrepanze di trattamento tra docenti appartenenti alle tre fasce  nel corso degli anni sono andate avanti ed il rischio di  aver agito e perseverare  a farlo in modo ineguale è sotto gli occhi di tutti.

Purtroppo nel nostro paese, cambiano i governi e con essi sfumano tutti o quasi i decreti attuativi di legge , con la conseguenza che il due pesi due misure, specie per quanto riguarda la classe docenti, è inevitabile. “Ci vorrebbe maggior omogeneità nel settore scolastico”, è quanto affermato dal Segretario Generale UIL Scuola Como Gerardo Salvo, che da anni segue in prima linea le vicende di migliaia di docenti, soprattutto precari e che come in questo caso “ Sono stati  estromessi dal piano straordinario di assunzioni della riforma”- la cosìddetta Buona Scuola presentata dal governo vigente-  “ Il precariato in Italia è stato creato circa venti anni fa, ma il problema si risolve in altro modo. Questo Concorso, e noi della UIL lo abbiamo sempre sostenuto, così come è stato concepito non può funzionare. All’indomani della prima prova la situazione che si presenta è la seguente: mancano ancora le commissioni! Se la commissione non viene nominata, a mio parere, la prova non può essere effettuata. E’ necessario che la commissione si insedi prima dello svolgimento delle prove. la voce libera della scuola

Un bando di concorso propagandistico, emanato senza confronto con il sindacato, diretto a chi da anni “serve” il paese: docenti abilitati, con alle spalle esperienza e titoli, sono chiamati a misurarsi con le prove di un concorso che, in continuità con la legge 107/2015, avrebbe dovuto, e non lo ha fatto, eliminare il precariato.

Si tratta di un concorso riservato a coloro che hanno servito il paese insegnando nelle scuole italiane con contratti di lavoro precario a cui, ora, si propone un concorso per coprire il turnover dei prossimi tre anni; una proiezione che non può garantire a tutti che trovino posto e molti continueranno a lavorare con contratti precari o rimarranno senza lavoro. E’ mancata la fase di raccordo tra la 107/2015 e il concorso, si continua a non mettere al centro dell’attenzione le persone, ma la politica con le sue esigenze di protagonismo.

Si continua a negare ogni forma di confronto con il sindacato, continuando con questa strana forma di protagonismo su cui si vorrebbero regolare partite politiche illudendosi di dare risposte ai cittadini, in solitudine e senza confronti. Come con il confronto avremmo sostenuto le giuste ragioni di coloro che hanno diritto alla stabilizzazione e che resteranno fuori dal perimetro disegnato dal concorso, come gli idonei del concorso di scuola dell’infanzia, di tutti coloro che senza abilitazione, con tre anni di contratti reiterati, non hanno alcuna possibilità vedere quel diritto alla stabilizzazione decretato dalla Corte di Giustizia Europea.

Ci vogliono portare allo scontro perché rappresentiamo le esigenze delle persone, che comunque tuteleremo in ogni modo ed in ogni sede, che sono le stesse persone che chiedono alla politica la soluzione dei loro problemi.” Salvo ha poi concluso affermando come“La UIL Scuola è determinata per modificare e cancellare tutte quelle norme della legge 107/15 che incidono negativamente sui diritti e sul buon funzionamento delle scuole, come quella assurda che prevede di non poter stipulare contratti a tempo determinato oltre i 36 mesi. Abbiamo forte la cognizione e la consapevolezza del differente ruolo con la politica: continueremo a svolgere la nostra azione sindacale. Su questo terreno attendiamo l’amministrazione”.

Ma andiamo ai numeri, anche il corpo docenti della provincia di Como si sta preparando ad affrontare la prove di domani, e voci di corridoio, soprattutto rincorse nei giorni scorsi sui social , parlano di un boicottaggio delle prove stesse, ma di certezza a riguardo non se ne hanno. Bisognerà aspettare  la giornata di domani quanto i meno fortunati aspiranti dei primi turni, valuteranno il da farsi. Fatto sta che anche in città e nelle scuole del comasco, i docenti che domani si sottoporranno al computer based, si dicono amareggiati e scoraggiati per un’ulteriore prova che accerti (dopo un’abilitazione conseguita a suon di sacrifici, di studio e di denaro) la loro professionalità.

Altra nota discordante che altro non fa che accrescere i malumori dei concorrenti, sono i ricorsi che i docenti di terza fascia hanno tentato per poter accedere al medesimo. Ricorsi che in una girandola di sentenze e pronunciamenti sembra abbiano buone possibilità di andare in porto. Ciò significherebbe produrre una movimentazione di concorrenti tra seconda e  terza fascia, che getterebbe il mondo della scuola in un vicolo cieco dal quale  risulterà difficile riemergere, tra posti vacanti effettivi, vincitori di concorso con abilitazione, eventuali vincitori senza abilitazione.

A tal proposito sembra che in alcune Regioni alcuni ricorrenti abbiano ottenuto l’ammissione con riserva… La domanda che ne consegue è chi poi ( tra i vincitori) abbia più diritto o titolarità ad entrare in ruolo dal 1 settembre 2016, tra un candidato abilitato ed uno di terza fascia…..!!!

E poi coloro che non risulteranno vincitori ma sono in seconda fascia e dunque abilitati con anche dieci o più anni di precariato alle spalle, cosa dovranno fare? Molti i parlamentari che si stanno muovendo per poter apportare degli emendamenti che riescano a dirimere un po’ questa situazione davvero caotica. Un peccato che la Scuola italiana galleggi in tale stato di malessere, talvolta le soluzioni più semplici, sotto gli occhi di tutti, sembra vengano aggirate  a favore di soluzioni macchinose e che non fanno altro che alimentare disordini e insoddisfazioni. Tutti i soldi spesi per questo concorso potevano essere spesi per incrementare l’offerta formative delle scuole italiane, per supportare strutture fatiscenti, per agevolare ragazzi indigenti e per stanziare borse di studio per i più meritevoli… inutile fare l’elenco delle cose in cui c’è bisogno di investire….Non ci resta che aspettare il taglio del nastro di domani, per poi tirare le somme dell’esito di un Concorso, nato sotto una cattiva stella.

Stefania Ferro

Di seguito alcuni dati sul Concorso

In Lombardia sono 22.630 le domande di partecipazione al concorso docenti bandito lo scorso 26 febbraio. I dati elaborati al termine delle procedure di iscrizione online, aperte il 29 febbraio e concluse il 30 marzo alle ore 14, restituiscono il profilo del candidato medio lombardo: una giovane donna, di età inferiore ai 40 anni.

L’83% delle domande totali pervenute in Lombardia, seconda regione con più domande presentate dopo la Campania, è stato inoltrato da donne. Nel dettaglio, per il bando di infanzia e primaria la percentuale di donne sale al 94,5%, per secondaria I e II grado è pari al 66%, per il sostegno si attesta al 93%. Il 69,9% delle domande proviene da candidati che hanno meno di 40 anni, un dato questo più alto rispetto alla media nazionale (63,1%).

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