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La ricatta dopo le chat “spinte” su facebook, in cambio del silenzio soldi e sesso

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Una brutta vicenda ha visto coinvolta una ventenne dell’erbese che si è vista ricattare dall’uomo che aveva conosciuto su facebook e con la quale si era scambiata parole e immagini spinte. L’uomo in questione, che si fingeva un’altra persona, è stato arrestato nelle ultime ore dai carabinieri del comando provinciale di Como.

Tutto ha inizio nel gennaio del 2014 quando la ragazza, all’epoca 20enne, conosce un certo Emanuele sul social network. Un giovane che dalla foto del profilo utilizzata sembra un modello da passerella e che arriva subito al cuore della ragazza. La giovane, che per altro ha anche una disabilità mentale certificata, cade così nella rete del malintenzionato. In realtà, infatti, dietro lo schermo del pc e dello smartphone, non c’è nessun Emanule ma Luca, un 46enne di Cassano Magnago con pessime intenzioni.

I due inziano uno scambio di chat anche a sfondo erotico e la ragazza invia delle immagini osè all’innamorato che, poco tempo dopo, inizia a ricattarla. L’uomo non solo minaccia la ragazza di far sapere a tutti delle immagini, ma le chiede in cambio ricariche telefoniche fino a mille euro, così come la obbliga a concedersi a un suo amico sessualmente. Amico che in realtà non è altro che lo stesso Luca.

La ragazza nei mesi successivi ricarica i soldi e si concede a questo “amico” di Emanuele, ma a ogni sua richiesta di interrompere questi incontri sessuali, Emanuele la minaccia di chiudere la relazione. Passano le settimane e la famiglia della ragazza inizia a capire che qualcosa non va, non solo perchè a scuola la giovane sembra distratta, ma anche perchè da casa iniziano a sparire dei soldi che la giovane utilizzava per i versamenti all’uomo.

Preoccupati i genitori si rivolgono ai carabinieri che inziano le indagini, anche attraverso pc e cellullare della ragazza. Le forze dell’ordine riescono così a risalire alle chat e alle fotografie, ricostruendo l’accaduto. Ieri mattina l’arresto del 46enne in provincia di Varese. L’uomo è stato portato al carcere di Busto con l’accusa di estorsione continuata e violenza sessuale.

In casa dell’uomo sono state trovate le immagini inviate dalla ragazza, alcuni filmati e le ricariche telefoniche intestate all’arrestato. A seguito delle indagini è stato ritrovato materiale riconducibile a altre giovani e alcune sarebbero anche minorenni.

 

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