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“Ho perso dodici anni di vita in un incidente: ora sono tornato nella realtà” (la sua storia)

Un black out della memoria e il difficile cammino per recuperare i ricordi persi. E’ l’esperienza vissuta dal medico Pierdante Piccioni, che oggi all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia ha presentato il volume “Meno dodici” (ed. Mondadori – Strade Blu Saggistica), scritto con il giornalista Pierangelo Sapegno. Il medico ha raccontato nel libro le conseguenze dell’amnesia – un caso clinico tra i pochi documentati al mondo -, causata da un danno alla corteccia cerebrale riportato dopo un incidente d’auto, nella ricostruzione della propria identità e delle relazioni familiari e professionali.

Piccioni ha ripercorso le tappe del suo cammino, durante il quale è diventato un paziente a tutti gli effetti, a cominciare dallo shock nel non riconoscere i propri figli e gli amici al dover riaggiornarsi nell’ambito dell’emergenza-urgenza per poter tornare a svolgere di nuovo la sua professione. All’incontro è intervenuto il primario del Pronto Soccorso Andrea Bellone (nella foto sopra a destra, in mezzo Piccioni con il libro in mano, a sinistra il direttore generale del Sant’Anna Onofri)

LA STORIA DELL’UOMO VISSUTO DUE VOLTE….

L’ultimo giorno di maggio del 2013, Piccioni, giovane primario all’ospedale di Lodi, finisce fuori strada con la sua macchina sulla tangenziale di Pavia. Lo ricoverano in coma, ma quando si risveglia, sei ore dopo, lui ha appena accompagnato i suoi figli a scuola, il 25 ottobre del 2001, dodici anni prima della realtà che gli si presenta di fronte. Una lesione alla corteccia della memoria non gli ha solo cancellato 12 anni della sua vita, ma l’ha riportato indietro nel tempo, quando nell’Italia c’era ancora la lira e non c’era Facebook. All’improvviso, Pierdante Piccioni è diventato un alieno che non riconosce più le sue cose, le sue passioni, e le abitudini di tutti i giorni. Attorno a lui, tutte le persone sono cambiate, e i figli non sono più due bambini ma due maschi adulti, con la barba e gli esami dell’università, mentre sua moglie sembra un’altra donna, con le rughe e i capelli corti che hanno cambiato colore.

Come potrà riprendersi la sua vita? Nel suo diario, in questo viaggio incredibile che definisce i confini di un uomo che è obbligato a vivere due volte, dentro due esistenze parallele che non potrà mai riuscire ad avvicinare, Pierdante non racconta solo l’angoscia di un uomo che guarda ogni cosa con gli occhi di un estraneo, un marziano, ma la lunga e faticosa riconquista della sua identità, dei suoi rapporti con gli altri, del suo lavoro di primario e di tutto il tempo perduto che non potrà mai più riavere indietro.

Pierdante Piccioni è medico d’emergenza dell’ospedale di Codogno.

Pierangelo Sapegno è giornalista presso “La Stampa”.