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Perdere la memoria e cercare di riconquistarla: una storia vera domani al Sant’Anna

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Un black out della memoria e il difficile cammino per recuperare i ricordi persi. E’ l’esperienza vissuta dal medico d’emergenza dell’ospedale di Codogno Pierdante Piccioni, che domani, martedì 12 aprile, alle 15, presenterà all’ospedale Sant’Anna di San Fermo della Battaglia il volume “Meno dodici” (ed. Mondadori – Strade Blu Saggistica), scritto con il giornalista de La Stampa Pierangelo Sapegno. Il libro racconta in prima persona le conseguenze di questa amnesia – un caso clinico tra i pochi documentati al mondo -, conseguenza di un danno alla corteccia cerebrale riportato dopo un incidente d’auto, nella ricostruzione della propria identità e delle relazioni familiari e professionali.  All’incontro interverrà il primario del Pronto Soccorso Andrea Bellone. L’ingresso è libero.

La storia

L’ultimo giorno di maggio del 2013, Piccioni, giovane primario all’ospedale di Lodi, finisce fuori strada con la sua macchina sulla tangenziale di Pavia. Lo ricoverano in coma, ma quando si risveglia, sei ore dopo, lui ha appena accompagnato i suoi figli a scuola, il 25 ottobre del 2001, dodici anni prima della realtà che gli si presenta di fronte. Una lesione alla corteccia della memoria non gli ha solo cancellato 12 anni della sua vita, ma l’ha riportato indietro nel tempo, quando nell’Italia c’era ancora la lira e non c’era Facebook. All’improvviso, Pierdante Piccioni è diventato un alieno che non riconosce più le sue cose, le sue passioni, e le abitudini di tutti i giorni. Attorno a lui, tutte le persone sono cambiate, e i figli non sono più due bambini ma due maschi adulti, con la barba e gli esami dell’università, mentre sua moglie sembra un’altra donna, con le rughe e i capelli corti che hanno cambiato colore.

Come potrà riprendersi la sua vita? Nel suo diario, in questo viaggio incredibile che definisce i confini di un uomo che è obbligato a vivere due volte, dentro due esistenze parallele che non potrà mai riuscire ad avvicinare, Pierdante non racconta solo l’angoscia di un uomo che guarda ogni cosa con gli occhi di un estraneo, un marziano, ma la lunga e faticosa riconquista della sua identità, dei suoi rapporti con gli altri, del suo lavoro di primario e di tutto il tempo perduto che non potrà mai più riavere indietro.

 

 

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