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Tessile: spiragli positivi per Como, i sindacati:”Rinnovare il contratto è fondamentale”

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Contrattazione e settore tessile. Questo il tema al centro dell’attivo dei delegati della Filctem Cgil, organizzato oggi a Como a villa Olmo alla presenza del segretario regionale Rosalba Cicero e del segretario nazionale Emilio Miceli.
Il segretario provinciale Francesco Di Salvo, durante la sua relazione, ha illustrato alcuni dati circa il territorio.
“Il rinnovo dei contratti tessili è scaduto 6 giorni fa – commenta Di Salvo – e parla a quasi l’80% delle imprese da noi seguite. Nel nostro distretto, nel 2011, le aziende sotto i 50 dipendenti erano il 45% del totale, oggi superano il 70%. La contrazione dei volumi ha determinato in questi anni una riduzione delle aziende e degli occupati, Como è passata da 20mila addetti nel 2008 a circa 16mila nel 2014, e da oltre mille imprese attive nel 2008 a 700 nel 2014. Questi sono i numeri che ci parlano del ridimensionamento e della crisi. Nel biennio 2008-2009 si è registrato un crollo dei volumi e del fatturato complessivo nel distretto di quasi il 33%. In questi anni abbiamo sottoscritto centinaia di accordi per contenere l’impatto sociale”.
La situazione è cambiata: se nel 2009 il 60% delle realtà aveva bilanci in perdita, a fine 2013 erano meno del 30%: “Il fatturato complessivo del 2014 ha superato quello del 2008 pre crisi – aggiunge Di Salvo -. L’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato è la più bassa dal 2005. Quest’ultimo dato ci dice che la criticità rappresentata dall’indebitamento durante la fase più calda della crisi e dallo sforzo finanziario necessario per sostenere la crescita è stata superata, e spesso con capacità di auto finanziarsi vista la scarsa disponibilità in quei momenti del sistema bancario verso questo settore”.

Le realtà del Comasco sono tipicamente terziste: il comparto si è riposizionato, ha recuperato in termini di servizio e competitività, mettendosi su un segmento di mercato a più alto valore e inevitabilmente con meno volumi.
Negli ultimi due anni la fase è cambiata, da una riduzione occupazionale concentrata sul contenimento della capacità produttiva si sta sempre più evidenziando una tendenza a ridisegnare una diversa struttura organizzativa, sia per le attività produttive che per quelle creative e commerciali e d’industrializzazione del prodotto. “Questo ci pone di fronte a nuovi cambiamenti – aggiunge Di Salvo – io ne vedo tre: l’ulteriore diffusione e implementazione delle nuove tecnologie, l’impatto dell’invecchiamento anagrafico nelle aree produttive, l’impatto dell’invecchiamento professionale nel cambiamento tecnologico e commerciale. Il settore ha vissuto molti cambiamenti, e nei momenti difficili le relazioni sindacali ci hanno aiutato a trovare soluzioni ed equilibri sostenibili per tutti. Noi crediamo che di fronte a un contesto con un settore tornato a crescere ma con grandi incognite da affrontare e gestire, il rinnovo del contratto nazionale sia un’opportunità, un modo per continuare a perseguire gli obiettivi di sviluppo, tutela e qualità, coniugandoli con la tutela delle condizioni di lavoro”.
Nella polverizzazione aziendale sarà fondamentale recuperare il tema della contrattazione territoriale e di filiera.  A questo proposito, Emilio Miceli commenta: “Non è una condizione tipica del sistema produttivo comasco bensì una fotografia del comparto italiano. Il territorio lariano è, da sempre, punto di osservazione privilegiato per lo sviluppo e l’andamento dell’intera filiera.  È evidente come per noi la tenuta del contratto nazionale è il collante per unificare la condizione di tutti i lavoratori.  È uno strumento capace di fare dell’inclusività una pratica concreta”.

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