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Protesti e fallimenti a Como: diminuiscono i numeri, ma aumentano le cifre

Il 2015 chiude con una forte diminuzione del numero degli effetti protestati in provincia di Como: dicembre si assesta a quota 5.212 (rispettivamente -15,09% rispetto al 2014 e -31.01% rispetto al 2013).

I dati, frutto delle elaborazioni condotte sul Registro informatico dei Protesti tenuto dalla Camera di Commercio di Como, evidenziano però valori contrastanti: al forte calo del numero di effetti nel 2015 non corrisponde un calo dell’importo totale degli stessi che vede così aumentare il valore medio.

L’ulteriore frenata dei “pagherò” scoperti, che si fotografa su tutto il territorio nazionale, sembra riflettere la persistente prudenza degli italiani nell’accettare impegni di pagamento, in un quadro di debolezza degli scambi che risente ancora degli effetti della lunga crisi.

A livello nazionale gli effetti protestati calano a 1,3 miliardi di euro. Il “buco” è inferiore di quasi il 25% rispetto al 2014 (quando sfiorò la quota di 1,8 miliardi) ed esattamente della metà rispetto al 2013 (quando superò il valore di 2,6 miliardi di euro).

Dall’analisi su scala nazionale effettuata da Unioncamere-Infocamere – che per la prima volta approfondisce la scomposizione dei protesti tra soggetti giuridici da un lato e persone fisiche e imprenditori individuali dall’altro – si evidenzia il peso che la componente imprenditoriale riveste sul fenomeno dei protesti. Il 56% (oltre 733 milioni) riguarda le società, mentre il restante 44% (quasi 579 milioni) riguarda cittadini e imprenditori individuali insolventi.

Sempre guardando alla componente societaria del fenomeno, la concentrazione maggiore di protesti per imprese sul territorio vede “primeggiare” le regioni meridionali. Al primo posto la Calabria, dove si registrano 18,1 protesti a carico di società ogni 100 imprese registrate nel territorio, seguita da Puglia (13,9) Campania (12,9) e Abruzzo (12,8). La Lombardia si colloca 12esima su 20 regioni con 5,6 effetti levati nel 2015.

In ultimo, sempre in provincia di Como, è da rilevare la diminuzione del numero di fallimenti: 136 aperture nel 2015 contro le 149 del 2014 (- 8,72%). Una significativa riduzione emerge comparando i dati con quelli dell’ultimo triennio 2012-2014.