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Lunedì del Cinema: un’Italia “Bella e Perduta” raccontata dal bufalo Sarchiapone

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Presentato in concorso al Festival di Locarno 2015  il lungometraggio di Pietro Marcello in programma il 4 aprile per i Lunedì del Cinema allo Spazio Gloria è germogliato da un progetto più ampio attraverso diverse regioni della nostra penisola. Il regista casertano aveva voluto iniziare questo viaggio dalla Campania, da una terra e da un luogo a cui è particolarmente legato fin da ragazzo come la stupenda ma disastrata Reggia borbonica di Carditello, da tempo in abbandono, a cui ha infine dedicato l’intero film.

lunedi cinema bella e perduta1

Bella e perduta, come la patria nel Nabucco di Verdi, è dunque la terra di Carditello con la reggia, più volte saccheggiata e circondata di discariche abusive. Qui, dalle viscere del Vesuvio, Pulcinella, servo sciocco, viene inviato nella Campania dei giorni nostri per esaudire le ultime volontà di Tommaso, un semplice pastore: mettere in salvo un giovane bufalo di nome Sarchiapone. Nella Reggia di Carditello delle cui spoglie Tommaso si prendeva cura, Pulcinella trova il bufalotto e lo porta con sé verso nord. I due servi, uomo e animale, intraprendono un lungo viaggio in un’Italia bella e perduta alla fine del quale non ci sarà quel che speravano di trovare.

“Bella e perduta” è una pellicola da conservare con cura e da far vedere al cinema e nelle scuole, per risvegliare le coscienze e per guarire il nostro modo di vedere.

Spazio Gloria via Varesina 72 – Como

Lunedì 4 aprile ore 21

BELLA E PERDUTA di Pietro Marcello
Regia: Pietro Marcello. Sceneggiatura:Pietro Marcello, Maurizio Braucci. Fotografia: Pietro Marcello, Salvatore Landi. Montaggio: Sara Fgaier. Musica: An Pierlé. Interpreti: Tommaso Cestrone, Sergio Vitolo, Gesuino Pittalis, Elio Germano (voce off).
Italia 2015. 86 minuti.

Note di Pietro Marcello

lunedi cinema bella e perdutaHo imparato a guardare l’Italia contemplando il suo paesaggio dai treni, riscoprendo di volta in volta la sua bellezza e la sua rovina. Spesso ho pensato di realizzare un film itinerante che attraversasse la provincia per provare a racconta- re l’Italia: bella, sì, ma perduta. Anche Leopardi la descriveva come una donna che piange con la testa tra le mani per il peso della sua storia, per il male atavico di essere troppo bella. Quando mi sono imbattuto nella Reggia di Carditello e nella favola di Tommaso, “l’angelo di Carditello”, il pastore che con immensi sacrifici ha deciso di dedicare tanti anni della sua vita alla cura di un bene artistico abbando- nato, ho visto una potente metafora di ciò che sentivo la necessità di raccontare. “Bella e perduta”, nato inizialmente come un “viaggio in Italia” destinato a toccare altre tappe, è diventato un altro film, sposando fiaba e documentario, sogno e realtà. Carditello è l’emblema della bellezza perduta e della lotta del singolo contro la distruzione e il disfacimento e allo stesso tempo questa storia indaga il rapporto tra uomo e natura, mai così universale, a ogni latitudine.

Pietro Marcello
Si fa conoscere nel 2007 con “Il Passaggio della linea”, presentato nella sezione Orizzonti alla Mostra di Venezia. Nel 2009, il suo primo lungometraggio “La bocca del lupo” vince il primo premio e il premio Fipresci al Torino Film Festival. Nel 2012 gira “Il silenzio di Pelešjan”, presentato come evento speciale alla Mostra di Venezia e in molti festival internazionali.

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