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Presentazioni librarie a Como e provincia

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30Dopo Pasqua riprendono le presentazioni librarie a Como e provincia, per fortuna quelle non mancano mai grazie alla passione e l’impegno di alcuni librai e associazioni come la, ancor giovane, Women in White Society, sodalizio al femminile che organizza venerdì 1 aprile (ore 18) alla Ubik di Piazza San Fedele a Como, l’incontro con la scrittrice Manuela Minelli che presenterà  FEMMINE CHE MAI VORRESTE COME AMICHE (La Vita Felice) femmine-che-mai-vorreste-come-amiche-170194

Il libro contiene quindici brevi e fulminanti racconti che trattano, in maniera lieve, di soprusi e vendette tutte al femminile. Temi drammatici stemperati dal linguaggio scelto dall’autrice comunque, Manuela Minelli, narra le storie di «Femmine che non vorremmo mai come amiche».

Un titolo che fa riflettere. Davvero non le vorremmo come amiche? In fondo queste donne non sono cattive: sanno amare, sanno anche offrire un’amicizia sincera. Tannina, ad esempio,avrebbe condotto una vita normale, con il marito, i figli, la madre, i fratelli, cani, gatti e il suo adorato vino. Il nettare prezioso ha segnato la sua esistenza dalla nascita e ha fatto la sua fortuna al prezzo di un durissimo lavoro e un’immensa passione. Certo, il finale sorprendente la trasforma in una donna malvagia, ma chi non concederebbe molte attenuanti alla sua colpa? Come scrive Cinzia Tani nella prefazione del libro.

L’AMICIZIA FEMMINILE
Aperitivo con Manuela Minelli

Venerdì 1 aprile, ore 19:45
@Chiostrino Artificio, Piazzolo Terragni 4-Como

L’appuntamento con la scrittrice prosegue dopo la presentazione con un apericena e conversazione sul tema dell’amicizia femminile e su spunti del libro “Femmine che mai vorreste come amiche” in una serata organizzata da Women in White Society.

Anche La Feltrinelli ha una scrittrice protagonista dell’incontro di venerdì 1 aprile alle 18. Loredana Limone presenta UN TERREMOTO A BORGO PROPIZIO,nuove storie del piccolo borgo antico che alimentano la grande fiction letteraria sulla vita italiana di Provincia.

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A Borgo Propizio va in scena la vita che, si sa, è fatta di cose belle e di cose brutte come il violento sisma che arriva inclemente a distruggere ampia parte del centro storico, gettando nella disperazione i propiziesi. La villa del Comune sembra una scatola con il coperchio sfondato; il pavé è sprofondato quasi agli inferi; i lampioni, ora ciechi e senza luce, con le bocce frantumate, appaiono piegati alla catastrofe; le botteghe e le abitazioni sono squarciate, orribilmente. Felice Rondinella, appassionato sindaco, vive l’immane disastro come un fallimento personale, e Padre Tobia si sente troppo stanco per portare il peso della croce. Perché non si tratta solo del terremoto: al borgo i peccati sono diventati incontenibili e le confessioni scandalo allo stato puro. Non si capisce più nulla, tutto è sottosopra. L’unico fatto certo è che il professor Tranquillo Conforti, trovato a terra nella Viottola Scura, non ha avuto un infarto mentre scappava, spaventato dalle scosse, allora come è morto?…

Risate, lacrime, emozioni e positività. E’ la terza avventura del Borgo-che-non-c’è più amato d’Italia e l’autrice la anticiperà al pubblico comasco dialogando con la giornalista Vera Fisogni. Un balsamo per il cuore.

 

Sabato 2 aprile alle ore 17.30 presso la Biblioteca Comunale di Merone verrà presentato il romanzo “La reliquia di Costantinopoli” di Paolo Malaguti, edito da Neri Pozza Editore nel 2015.
L’autore dialogherà del suo romanzo con Ivano Gobbato. L’ingresso è libero

la reliquia di costantinopoli

Il libro è ambientato nel 1565 a Venezia: il sole non lambisce ancora il camposanto di San Zaccaria, quando il vecchio Giovanni si cala nella tomba del chierico Gregorio Eparco, il suo antico tutore, appena riesumata dai pissegamorti in cambio di tre ducati. Non vuole trafugare la bara di legno marcio o le ossa ricoperte di lanugine e muffa. Sta cercando un libercolo. Un diario «avvolto in una pezza di tela cerata, sigillata da un nastro nero», che lui stesso, cinquant’anni prima, ha nascosto sotto la nuca del maestro, dopo aver giurato di non sfogliarlo né di farne parola con nessuno.
Il giuramento, però, ora può essere infranto, poiché le annotazioni contenute in quell’involucro sono l’unico indizio in grado di condurre ad alcune preziosissime reliquie cristiane andate perdute.
Il diario si apre nel 1452, quando Gregorio – «la barba folta e nera» e un «fisico più da rematore che da mercante» – giunge ad Adrianopoli insieme con il suo socio d’affari, l’ebreo-veneziano Malachia Bassan.
La città, strappata a Venezia dagli Ottomani un secolo prima, offre uno spettacolo raccapricciante agli occhi dei due giovani mercanti. Ventotto marinai di una galea da mercado della Serenissima, accusata di aver disubbidito agli ordini provenienti dalla fortezza di Boghaz-kesen, fatta costruire da Maometto II per controllare il traffico sul Bosforo, sono stati torturati, uccisi e lasciati alla mercé dei cani nelle pubbliche vie. L’intento del giovane Sultano, un ragazzo di diciannove anni magro e pallido, è chiaro: offrire una dimostrazione di forza prima di cingere d’assedio la città che, per i cristiani, è la madre e la guida di tutto il mondo, l’ancella stessa del Padre: Costantinopoli, l’arca di santità che custodisce il maggior numero di reliquie cristiane.
Mentre uno sparuto esercito di genovesi, greci e veneziani tenta di respingere l’assalto dei turchi, Gregorio ha un’idea: recuperare tutti «i frammenti di Paradiso» appartenuti ai santi e disseminati nelle chiese, nei sotterranei e dentro il Grande Palazzo imperiale di Costantinopoli, per salvare in tal modo la Cristianità. Un’idea allettante anche per Malachia Bassan, nella cui mente si affaccia il pensiero che, male che vada, quelle reliquie così preziose possono pur sempre essere vendute.
Così tra imboscate, fughe ed enigmi, i due giovani mercanti si accingono all’impresa…
Con una documentazione sterminata capace di riprodurre fedelmente l’architettura di Costantinopoli cinta d’assedio dagli Ottomani e le strategie militari, le lingue, i culti e i costumi dell’epoca, Paolo Malaguti scrive un romanzo d’avventura dall’inarrestabile tensione narrativa. E ci consegna due protagonisti memorabili, figli del XV secolo: il saggio e ossequioso chierico Gregorio e l’imprevedibile ebreo Malachia.

Paolo Malaguti è nato a Monselice (Padova), nel 1978. Attualmente lavora come docente di Lettere nella provincia di Treviso e di Vicenza. Con la casa editrice Santi Quaranta ha pubblicato Sul Grappa dopo la vittoria (2009), Sillabario veneto (2011) e I mercanti di stampe proibite (2013).

 

Sabato 2 aprile, dalle ore 19.00, presso il Grand Hotel Victoria di Menaggio, avrà luogo la presentazione letteraria “Innamorarsi a Parigi”, ospite della serata la scrittrice Rosa Ventrella che presenterà il suo ultimo romanzo “Innamorarsi a Parigi” (Newton Compton Editori). innamorarsi-a-parigi-di-rosa-ventrella

La Ville Lumière degli anni trenta viene raccontata attraverso gli occhi dei due protagonisti, i cui destini si incrociano per poi dividersi ed incontrarsi nuovamente; non solo una grande storia d’amore, ma anche un racconto che tocca i temi della famiglia, dell’emigrazione e dell’evoluzione personale.
Moderatore della serata Alessandro Cerioli
Dopo la presentazione si terrà la consueta Cena con l’Autrice, a partire dalle ore 20.30. Il costo della cena sarà di euro 30.
Per Info e Prenotazioni è possibile chiamare il numero +39 0344 32003 o scrivere all’indirizzo e-mail info@grandhotelvictoria.it
Rosa Ventrella è nata a Bari, si è laureata in Storia contemporanea ed ha conseguito un master in Dirigenza scolastica. Coltiva la passione per la scrittura sin dall’adolescenza e, parallelamente al proprio lavoro come insegnante di lettere, ha pubblicato numerosi articoli su riviste storiche. La Newton Compton Editori ha edito anche il suo romanzo intitolato “Il giardino degli oleandri” che ha riscosso un notevole successo sia di critica che di pubblico.

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