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Domani inizia il 19° festival jazz di Chiasso inseguendo un “maledetto sax”

Louis Sclavis, Chris Potter, Gary Bartz e Ray Anderson fino ad uno spiazzante Frankie Hi-Nrg Mc sono solo alcuni dei nomi di richiamo che si possono leggere sulla locandina del XIX Festival di cultura e musica jazz di Chiasso. La manifestazione si terrà dal 10 al 12 marzo al Cinema Teatro di via Dante e sarà intitolata “Maledetto sax” perchè il fil rouge delle tre serate segue le note di questo strumento; come diceva Paul Brodie, sassofonista e docente canadese, il sassofono non è solo qualcosa in cui soffiare, ma qualcosa con cui cantare 

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Il festival organizzato dal Dicastero alla Cultura di Chiasso è un appuntamento di grande richiamo per gli amanti del genere che negli anni hanno potuto vedere all’opera stelle di prima grandezza come Archie Shepp, Gato Barbieri, Stefano Bollani. Dopo aver sperimentato con successo altre sedi (dallo stabilimento ex Calida alla stazione fino allo Spazio Officine), dallo scorso anno i concerti sono tornati sul palcoscenico del teatro chiassese che, per l’occasione, trasforma la platea in un ambiente live club con tavolini e comode sedute. Inoltre sulla terrazza coperta viene allestito un bar ristorante per chi “fa serata” completa.

Star della prima serata, giovedì 10 marzo, sarà Benny Golson un mito del sassofono che sarà accompagnato da un quartetto con Antonio Faraò al pianoforte

Prima del concerto, Golson sarà protagonista di un incontro curato dal musicologo e critico di “Musica Jazz” Alceste Ayroldi. Ad aprire ufficialmente il 19° festival jazz di Chiasso sarà il Francesco Bearzatti Tinissima 4et: il leader Bearzatti al sax tenore sarà coadiuvato da Giovanni Falzone alla tromba, Danilo Gallo al basso e Zeno De Rossi alla batteria in un sentito omaggio alla figura di Woody Guthrie.

Venerdì 11 marzo, il gradito ritorno in quartetto a Chiasso di Louis Sclavis, lionese classe 1953, con i brani dell’album “Silk & Salt Melodies” (ECM, 2014).

Nel secondo set, tutto statunitense, atteso protagonista Chris Potter, a sax tenore e soprano: classe 1971, l’artista di Chicago guiderà un rinnovato quartetto acustico.

L’ultima serata del Festival di Musica e Cultura Jazz, sabato 12 marzo, vedrà subito il quartetto a stelle e strisce di Gary Bartz: l’artista di Baltimora, classe 1940, ai sax contralto e soprano e voce, eccelle nella scena jazzistica della Grande Mela. Quindi, nel secondo set, l’incontro tra il trombonista e direttore di Chicago Ray Anderson e la Smum Lugano Big Band. Sarà interessante vedere questo incontro tra la tradizione jazz americana e l’emergente scena ticinese.

Il jazz è l’unica musica in cui la stessa nota può essere suonata in ogni serata, ma sempre in modo diverso diceva il grande sassofonista Ornette Coleman, e le tre serate di Chiasso lo dimostrano ancora una volta. Tanti musicisti nei tre giorni di festival, tante storie diverse e percorsi che a volte si incrociano, e un unico “maledetto sax”.

Ultimo act del festival,alle 24, il live show del rapper torinese Frankie hi-nrg mc con dj Pandaj. Una proposta inconsueta per una rassegna jazz, ma il pubblico di CHiasso è abituato alle contaminazioni che hanno caratterizzato il festival fin dagli esordi. Il rapper italano, uno dei più colti nei testi e sciolto nel flow, potrebbe riservare non poche sorprese con l’apporto di dj Pandaj, la sua orchestra portatile. Beatmaker dal gusto raffinato, Dj Pandaj unisce sonorità jazz, funk, elettronica e hip-hop.  Frankie riproporrà i suoi grandi successi: Quelli che benpensano, Fight da faida, Pedala e tanti altri, in uno show straordinario.

QUI IL PROGRAMMA COMPLETO E TUTTE LE INFORMAZIONI PER IL XIX FESTIVAL DI MUSICA E CULTURA JAZZ DI CHIASSO – 10 – 12 MARZO 2016

Biglietti
interi Fr. 30.–/€ 30.–
ridotti* Fr. 25.–/€ 25.–
after 24 Fr. 10.–/€ 10.–
Tessera 3 giorni Fr. 65.–/€ 65.–
2 giorni Fr. 45.–/€ 45.–

I CONCERTI

Giovedì 10 marzo
Cinema Teatro, Chiasso
ore 20.45
FRANCESCO BEARZATTI TINISSIMA 4ET (Italia)

Francesco Bearzatti sax tenore
Giovanni Falzone tromba
Danilo Gallo basso
Zeno De Rossi batteria
Francesco Bearzatti è fra le maggiori figure del jazz italiano emerse con gli anni 2000. Risiede da anni a Parigi, dove ad inizio carriera è stato pupillo di un altro emigrato del jazz, il batterista Aldo Romano. Tra i progetti personali
ricordiamo il Bizart Trio e la tellurica band dei Sax Pistols. Da anni il suo gruppo principale è il Tinissima Quartet, il cui nome fa riferimento alla fotografa e rivoluzionaria Tina Modotti cui fu dedicato il primo album. Ne sono seguiti altri – sempre sull’idea del percorso biografico – legati alle figure di Malcolm X e Thelonious Monk.
Il nuovo disco ha per titolo This Machine Kills Fascists e stavolta è un omaggio alla figura di Woody Guthrie (this machine kills fascists era scritto sulla sua chitarra). Il sassofonista torna a raccontare – con la sua
musica – la vita, l’arte e i tempi di un altro ribelle e irregolare che come nessun altro ha cantato l’America della Grande Depressione, delle lotte sindacali, delle speranze del New Deal, l’ “altra America” del folk e del blues. Il tutto filtrato dalla sensibilità di un quartetto che ha già un suo posto nella storia del jazz contemporaneo. francescobearzatti.com

ore 22.15
BENNY GOLSON QUARTET feat. ANTONIO FARAO’ (USA-Italia)

Benny Golson sax tenore
Antonio Faraò piano
Gilles Naturel contrabbasso
Doug Sides batteria
Universalmente noto come leggenda del jazz e sassofonista di fama mondiale, Benny Golson è autore di brani storici considerati ormai standard a tutti gli effetti: I Remember Clifford (in memoria dell’amico Clifford
Brown), Stablemates, la mitica Killer Joe (interpretata anche dai Manhattan Transfer) e Along Came Betty.
Nel corso della sua straordinaria carriera, ha suonato nelle band di Dizzy Gillespie, Benny Goodman, Lionel Hampton, Earl Bostic e soprattutto Art Blakey. Pochi musicisti jazz possono, come lui, essere menzionati come veri innovatori ed ancora meno possono vantare una carriera che letteralmente ridefinisce il termine “jazz”. Benny Golson ha l’assoluta maestria e la totale padronanza di tutti gli stilemi tipici della musica afroamericana.
Nato nel 1929, il sassofonista si mise in luce dapprima nella sua Philadelphia dov’era concentrata una moltitudine di talenti che avrebbero fatto la storia del jazz moderno. Membro del gruppo del pianista Tadd
Dameron, iniziò a registrare a proprio nome già nel 1957 imponendosi ben presto come uno dei sassofonisti guida dell’hard- bop. Dopo la fortunata parentesi con Blakey, fondò insieme a Art Farmer lo straordinario Jazztet, attivo fino al 1962. Ritiratosi dalle scene per diventare soprattutto musicista di studio, Golson rilancia una sua seconda carriera negli anni ’70 rifondando dapprima il Jazztet e continuando poi a incidere e a prodursi ad alti livelli fino ad oggi. bennygolson.com
Pianista ammirato da Herbie Hancock, Antonio Faraò ha suonato con i più prestigiosi artisti (Didier Lockwood, Miroslav vitous, Jack Dejohnette, Chris Potter, Bob Berg…). È da mettere senza dubbio fra i musicisti europei che hanno raggiunto uno standard espressivo al livello degli americani. Il suo stile è inconfondibile: una brillantezza tecnica con un impetuosa carica emotiva, una notevole vena compositiva e un travolgente senso ritmico.
antoniofarao.net

prima del concerto
Incontro con Benny Golson
A cura di Alceste Ayroldi
Musicologo e Critico Musicale della rivista Musica Jazz

Venerdì 11 marzo
Cinema Teatro, Chiasso
ore 20.45
LOUIS SCLAVIS SILK & SALT QUARTET (Francia)

Louis Sclavis clarinetti, sax soprano
Gilles Coronado chitarre
Benjamin Moussay piano, tastiere
Keyvan Chemirani percussioni
Da più di un trentennio primattore della scena jazz europea, musicista dalla non comune tecnica strumentale e dallo spiccato senso progettuale, il sassofonista e clarinettista francese Louis Sclavis ritorna nella Svizzera italiana dopo le due apparizioni anni fa al Festival Jazz di Chiasso e ai concerti di Rete Due.
Nato a Lione nel 1953, Sclavis si è profilato giovanissimo sulla scena jazz dapprima francese nei primi anni ’70 con il suo ensemble Workshop de Lyon. Ha in seguito lavorato con Michel Portal, in associazione con il pianista sudafricano Chris McGregor, con la Compagnie del percussionista Bernard Lubat e il gruppo del contrabbassista Henri Texier. Parallelamente ha sviluppato i proprio progetti da leader che l’hanno portato al vertice del jazz europeo grazie anche alla stretta collaborazione, sin dai primi anni ’90, con l’etichetta ECM. Dallo stile libertario e informale degli esordi, Sclavis si è progressivamente diretto verso forme musicali più strutturate dove grande valore ha assunto di nuovo la melodia. È il caso del materiale di
Silk & Salt Melodies (Melodie di seta e sale), ultimo lavoro in quartetto per ECM (2014) nel quale nuovamente si può parlare della sua ricerca in termini di folklore immaginario, “il desiderio – dice Sclavis – di prendere un’immaginaria, nomade strada musicale verso l’Asia Centrale ma anche di riflettere sull’emigrazione nella storia del mondo”. inclinaisons.com

ore 22.15

CHRIS POTTER QUARTET (USA)

Chris Potter sax tenore e soprano
David Virelles pianoforte
Joe Martin contrabbasso
Marcus Gilmore batteria
Sassofonista tenore, contralto e soprano nato a Chicago nel 1971, Chris Potter ha raggiunto ben presto una sorprendente maturità, mostrando straordinaria intelligenza, lucidità creativa e un fraseggio assolutamente
originale. Solidamente legato alla tradizione del moderno sassofono – in una linea stilistica che da Coltrane passa per Wayne Shorter, Joe Henderson e arriva a John Surman e Joe Lovano – ma altrettanto sensibile
alla varietà delle musiche attuali, è considerato uno dei sassofonisti di maggior talento dell’attuale scena jazzistica.
Dopo aver collaborato per un breve periodo Red Rodney, ha poi affiancato i pianisti Kenny Werner e Marian McPartland, fino a diventare negli ultimi decenni il sassofonista più conteso di New York. Tra le sue collaborazioni ricordiamo quelle con la Mingus Big Band, Paul Motian Trio 2000, Jim Hall, Steve Swallow, Al Foster, Dave Holland, Dave Douglas. Nel 2000 Chris Potter è stato il più giovane musicista ad essere insignito del prestigioso Danish Jazzpar Prize, destinato annualmente ad un jazzista meritevole della
maggiore attenzione.
Oggi su un fronte decisamente elettrico e quasi fusion si muove la sua band Underground mentre a Chiasso lo troveremo alla guida di una rinnovata edizione del suo quartetto acustico, formato da giovani talenti quali il pianista cubano David Virelles, il contrabbassista Joe Martin e l’emergente Marcus Gilmore alla batteria. chrispotter.net

 

Sabato 12 marzo 2016
Cinema Teatro, Chiasso
ore 20.30
GARY BARTZ QUARTET (USA)

Gary Bartz sax contralto e soprano, voce
Barney Mc All pianoforte
James King basso
Greg Bandy batteria
L’elenco delle sue collaborazioni sembra un compendio di storia del jazz moderno: dal Jazz Workshop di Charlie Mingus, nel quale suonava a fianco di Eric Dolphy, ai Jazz Messengers di Art Blakey, dal Miles Davis “elettrico” di Live-Evil al gruppo di Abbey Lincoln e Max Roach, e fino al vivace sodalizio artistico con McCoy Tyner che gli è valso, tra le altre cose, un Grammy per il suo fondamentale contributo all’album lluminations. Contraltista ormai leggendario e all’occorrenza anche cantante, Gary Bartz è nato a Baltimora nel 1940 ed è cresciuto artisticamente a New York, attraversando da protagonista assoluto tutte le stagioni creative che si sono succedute senza posa, dagli anni Sessanta ad oggi, nella brulicante scena jazzistica della Grande Mela. Forte di una solida formazione perfezionata alla Juilliard School e intimamente legato ad una poetica coltraniana che ha sempre saputo alimentare con la sua forte personalità, Bartz fa la sua parte come gregario in più di 200 dischi e in 50 anni di carriera si è conquistato uno spazio importante anche nelle vesti di
leader. Notevole, in particolare, l’esperienza del quintetto NTU Troop, con il quale tra il 1970 e il 1973 ha inciso quattro album combinando in modo sorprendentemente fluido elementi diversi tratti dal soul, dalla musica tradizionale africana, dal funky, dall’hard bop e dall’improvvisazione libera. Altrettanto importante, poi, la sua ventennale esperienza alla testa del quartetto stabile che ammireremo a Chiasso. garybartz.com

ore 22.30
RAY ANDERSON & SMUM LUGANO BIG BAND (USA / Svizzera)

Emilio Soana, Alessio Canino, Lorenzo Medici, Michele Giambonini trombe
Danilo Moccia, Francesco Negrisolo, Enrico Del Prato, Marco Gadda tromboni
Gabriele Comeglio, Olmo Antezana, Piero Canino, Pierluigi Altea, Giovanna Carroccetto sassofoni
Mario Rusca piano
Giorgio Meuwly chitarra
Marco Conti contrabbasso
Guido Parini batteria
Ray Anderson direzione e trombone solista
Originalità a briglia sciolta, maestria e brillante sense of humour sono le caratteristiche che da sempre contraddistinguono gli infuocati set di Ray Anderson, trombonista nato a Chicago nel 1952.
Solista sopraffino, leader di gruppi eterogenei quali Slickaphonics, Alligatory Band, Pocket Brass Band, Organic Quartet e collaboratore di artisti del calibro di John Zorn, Charlie Haden, Carla Bley e John Scofield, solo per citarne alcuni, Ray Anderson è l’ecletticità fatta a persona. Da Lawrence Brown a Roswell Rudd, Anderson è esperto conoscitore e manipolatore della storia del trombone e del jazz in generale, tanto da essere considerato uno dei massimi innovatori del linguaggio dello strumento a partire dagli anni ’80, oltre ad essere apprezzato compositore, cantante e didatta. Nella sua musica convivono e si compenetrano stili che vanno dal bop al rhythm and blues, al funky, alla musica di New Orleans. A Chiasso sarà alla testa della Big Band della Scuola di Musica Moderna di Lugano, formazione nata nel 2005 su iniziativa dei direttori dell’istituto Guido Parini, Duca Marrer e Giorgio Meuwly nonché del sassofonista e
arrangiatore Gabriele Comeglio, basata su un fertile connubio artistico tra insegnanti e allievi. Nel repertorio  figurano brani dello stesso Anderson, in parte presenti nello stupendo Big Band Record di molti anni fa, nonché altre composizioni arrangiate da George Gruntz. rayanderson.org
smum.ch

ore 24.00
Frankie hi-nrg mc con dj Pandaj (Italia)
Live showcase
Frankie hi-nrg mc si propone in un live showcase nel quale, accompagnato da DJ Pandaj, ripropone i suoi grandi successi: Quelli che benpensano, Fight da faida, Pedala e tanti altri, in uno show straordinario.
Nato a Torino nel 1969, Frankie è un eclettico rapper italiano, sulla scena da oltre 20 anni, che ha dimostrato il proprio talento in numerosi campi dell’espressione artistica. Ha all’attivo 6 album e vanta numerose collaborazioni con grandi artisti come Giorgia, Daniele Silvestri, Simone Cristicchi, Roy Paci, Pacifico, Niccolò Fabi, oltre agli americani Nas e RZA; Vittorio Gassman, Franca Valeri, Paola Cortellesi, Ascanio Celestini, Piera degli Esposti, Antonio Rezza. Inizia la propria carriera nel 1991 con un grande successo, Fight Da Faida, segnalandosi immediatamente come autore impegnato ed appassionato interprete di temi sociali. È autore di grandi successi come Potere alla Parola, Libri di Sangue, Rap Lamento,
Direttore. La sua Quelli che benpensano viene eletta Canzone dell’anno 1998 da Musica! di Repubblica. Ha partecipato al Festival di Sanremo nel 2008 con Rivoluzione e nel 2014 con Pedala, sigla del Giro d’Italia.
È uno dei protagonisti del progetto Domani 21/04/2009: Artisti Uniti per l’Abruzzo. Tra i suoi lavori figurano svariati progetti editoriali, video, collaborazioni televisive e laboratori didattici. frankie.tv

Durante il Festival ci sarà l’occasione di ascoltare i vinili di DJ Souljazz che prima dei concerti, nelle pause e fino a chiusura renderà il Festival Jazz ancora più speciale.
Nato a Lugano nel 1967, inizia la carriera di animatore radiofonico, giornalista musicale e DJ a Ginevra nel 1992. Dal ’96 è di nuovo in Ticino dove si esibisce come Dj Orange (principalmente al Living Room) ed inizia
a collaborare con Rete Tre. Da sempre amante della black music, DJ Souljazz spazia con agilità dal jazz alla soul, dal funk all’hip hop, dalla discomusic alla house, dalla drum’n’bass all’elettronica, dal reggae al
rock. Gradito ritorno alla consolle di uno dei dj più… hipster del Cantone.

Jazz Dinner
Durante le serate del festival, a partire dalle ore 19.00, sarà possibile cenare sulla terrazza del Cinema Teatro. Il menu prevede un piatto unico: il cous cous di Franco Serena.
Accompagneranno la serata i cocktails e i vini ideati per l’occasione da Jim Salvioni e Tosca Serena

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