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Disabilità e autonomia: l’11 marzo al Sociale un convegno

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Venerdì 11 marzo Como ospiterà alcune tra le esperienze più innovative a livello nazionale nell’ambito di autonomia e autodeterminazione delle persone con disabilità. Down Verso, associazione di famiglie e persone con Sindrome di Down, con sede a Cantù, è infatti promotrice del convegno “Le Chiavi di Casa: aprire le porte all’autonomia” una giornata di formazione sull’integrazione sociale delle persone disabili, che si terrà venerdì 11 marzo presso la Sala Bianca del Teatro Sociale di Como dalle ore 9:00 alle ore 17:00.

La tematica dell’evento, che ruota attorno ai progetti dedicati all’autonomia delle persone con disabilità, verrà analizzata da differenti punti di vista e in differenti ambiti. Il programma della giornata sarà molto denso e ricco di interventi che giungono da varie parti d’Italia.

Durante la mattinata verrà fatto il punto sui progetti locali: una sezione dedicata ai progetti scolastici, una al mondo del lavoro e una alle possibilità di residenzialità autonoma fra cui il “Progetto Autonomia” della stessa associazione Down Verso.

Nella seconda parte della mattinata lo psicologo Carlo Lepri, un’autorità nel settore, presenterà il suo intervento dal titolo “Peter Pan non abita più qui”; un punto di vista pedagogico innovativo che sottolinea la necessità di guardare alla disabilità con occhi quanto più possibile normali. Ciò significa eliminare lo stereotipo dell’eterno bambino e, tenuto conto delle difficoltà, valorizzare le capacità delle persone con disabilità, individuando contesti e modalità appropriati per consentire un’adultità possibile

Nel pomeriggio verranno invece presentati dei progetti d’eccellenza provenienti da alcune regioni del centro-nord Italia, che adottano un approccio includente, non assistenziale ma promotore di autonomie.

Fra questi, a titolo di esempio, il progetto “La casa al Sole” di Pordenone, dove ASL e privato sociale si adoperano con successo nella gestione di una vera e propria scuola di vita indipendente per persone disabili. Si impara a fare ciò che serve per vivere da soli: il bucato, la spesa, pianificare gli spostamenti al lavoro, cucinare e a gestire i conti di casa.

Finito il percorso di apprendistato che dura tre anni, chi lo desidera va a vivere in condivisione con altri compagni di avventura; il supporto educativo ridotto al minimo (poche ore a settimana) e autonomia da tutti i punti di vista.

Altro intervento, quello di Marco Paoletti che a Livorno è riuscito a trasformare un peschereccio abbandonato in un luogo di lavoro; un luogo di lavoro molto speciale. Il “Ca’ Moro“, dopo aver solcato il mediterraneo risorge e diventa un “social bateau”; un ristorante ormeggiato nel porto vecchio di Livorno che viene gestito dai lavoratori della cooperativa. Un pianista, una squadra di camerieri, cuochi e aiutanti hanno dato vita ad un ristorante particolare: i membri della squadra che lavora sul Ca’ Moro sono tutte persone con Sindrome di Down.

A Modena invece c’è una cooperativa sociale dove il consiglio direttivo è costituito dagli utenti stessi. Si produce l’aceto, si allevano maiali, si coltiva un orto sinergico e si gestisce un ristorante. “La Lanterna di Diogene” è un esempio di integrazione sociale, sensibilità e duro lavoro. Giovanni Cuocci, presidente della cooperativa, ci racconterà come è stata possibile la nascita del loro progetto.

La Fondazione “Più di un sogno” di Verona ha invece attivato, fra le innumerevoli iniziative, una collaborazione con Valemour che, raccontata da Marco Ottocento, dimostra che il sodalizio tra il terzo settore e le grandi imprese non solo è possibile ma vantaggioso per entrambi i settori. Persone affette da varie disabilità che lavorano per grandi marchi della produzione manifatturiera come Geox. Lavori manuali ma anche creativi. Grandi imprenditori che hanno stretto la mano all’impresa sociale.

“L’idea del convegno” spiega Roberto Esposito, presidente di Down Verso, “è nata in seno all’associazione come ‘effetto collaterale’ del progetto ‘Apocalypse Down’ un viaggio molto particolare che nell’aprile 2015 ha portato quattro ragazzi con Sindrome di Down accompagnati da tre operatori, Davide Livio, Marianna Cattaneo, Veronica Bestetti, in giro per l’Italia per realizzare un film documentario sulle realtà che già da tempo promuovono progetti di autonomia”.

“Dopo questa bellissima esperienza che ha segnato profondamente tutta ‘la troupe’ ” continua Esposito “ci è sembrato un passo doveroso portare queste testimonianze sul nostro territorio non solo attraverso le immagini del film, ma di persona, così che potessero essere uno stimolo e un esempio virtuoso per tutte le famiglie dell’associazione, oltre che per le realtà che si occupano di disabilità e le istituzioni locali.  Solo un approccio che mira a rafforzare la consapevolezza di sé e a favorire un protagonismo adulto, permette alle persone disabili di esercitare un ruolo sociale vero e costruire un proprio progetto di vita”.

Il trailer del film e l’esperienza del viaggio verranno presentati all’interno del convegno dallo psicologo Davide Livio e dalla regista ed educatrice Marianna Cattaneo.

La psicologa Katia Ascorti illustrerà invece i progetti  che l’Associazione promuove per i bambini e i ragazzi in età scolare e le loro famiglie, nell’ottica della costruzione dell’autonomia fin dai primi anni di vita.

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