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Pietro Berra presenta in Spagna la sua poesia: spinta dal vento da Como al Cile e ritorno

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Si chiude oggi la prima tappa europea del Grand Tour Poetico che il 3 marzo ha fatto rotta sulla Spagna prima delle mete fuori dai confini nazionali. Promotori dell’evento culturale sono i poetri Flaminia Cruciani, Gianpaolo Mastropasqua e il comasco Pietro Berra. L’occasione è stata il Primo Festival Internazionale di Poesia di Benidorm e Costa Blanca. Venticinque autori in rappresentanza di 11 paesi e 3 continenti, (quattro italiani, due dei quali comaschi, oltre a Berra anche Laura Garavaglia presidente della Casa della Poesia di Como e fondatrice del festival Europa in versi), in questa tappa del Grand Tour che ha portato in Spagna il Mitomodernismo.

Nella foto Pietro Berra all’inaugurazione della tapa spagnola del Gran Tour Poetico con Flaminia Cruciani, Gianpaolo Mastropasqua

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Il Festival di Benidorm ha tenuto a battesimo anche la novità editoriale di Pietro Berra, un piccolo libro bilingue con una storia particolare. “Ode al vento (Una historia de antípodas)” (42 pagine, 7 euro), diciannovesima pubblicazione per Berra, la sesta in versi, propone un viaggio tra l’Italia e il Cile, che combina sogno e realtà, richiami poetici (un’eco di Neruda è presente, non a caso, fin dal titolo) e affettivi (la donna amata, che sulle ali della poesia si è trasferita da Santiago al lago di Como), stagioni della natura e della creatività umana, storie d’amore e di emigrazione. Il libro è inserito nella collana di poesia delle edizione I Quaderni del Bardo Edizioni curate da Stefano Donno, che puntano a recuperare il valore umano e sociale della parola poetica, vivendo nel rapporto diretto tra l’autore e il suo pubblico, fatto di incontri, più che di semplici presentazioni, anche a domicilio. E da una serie di incontri è nato questo libro: in primis quello tra Pietro Berra e Mirna Ortiz Lopez, che “Da opposti cieli guardavano / la stessa luna di novembre. // Lui dalla terrazza sospesa / tra il castello del Barbarossa / e le cime dei noci. / Lei sopra l’insegna del centro /commerciale di Ñuñoa” e poi con il poeta cileno (che vive tra la Svezia e la Romania) Mario Castro Navarrete, curatore della traduzione dei testi in castigliano con la collaborazione della Ortiz Lopez.

Anfitrione di questi incontri il grande poeta spagnolo della generazione del ’27 Pedro Salinas (Mirna gli ha dedicato un gruppo su Facebook, che è stato luogo di conoscenza prima di quelli materiali) cui è dedicata l’epigrafe che apre il volumetto (“I cieli sono uguali / guardarli ci avvicina”). Le poesie sono tutte inedite, tranne una: la già citata “Luna di novembre”, che lo sorso settembre fu lanciata su piazza Duomo a Milano, assieme ai testi di altri autori cileni e italiani, in uno dei “Bombardeos de poemas” che il collettivo Los Casagrande sta organizzando da 15 anni nelle città che subirono ben altri bombardamenti durante le guerre. In quell’occasione di realizzò il finale, in qualche modo profetico, della poesia: “La notte che taglieranno il cielo / con un aereo per abbracciarsi / dall’altro lato del sipario / alzate la testa ai sogni: / sul mondo pioveranno bombe / di poesia”. Così come sono diventati materia e storia i versi della poesia che dà il titolo al libro, simbolicamente riportati sul risvolto di copertina: “Vento il mio cuore a forma di foglia / fallo volare fino alla casa / di Neruda, fa’ che si posi sul mosaico / del pavimento accanto ai miei piedi”. Un libro che è testimonianza della forza vitale della parola poetica e invito a seguirla con l’anima e anche con il corpo.

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Pietro Berra e Mirna Ortiz Lopez.

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