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Alessandro Nardone for President, gli americani hanno creduto al finto candidato comasco

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Genio e sfrontatezza gli attributi per Alessandro Nardone, 39 anni, comasco molto conosciuto per la sua attività politica, è stato anche consigliere comunale, e, più di recente per i libri che ha scritto, dai romanzi ai saggi fino all’ultimo, “Il predestinato” che è alla base della sua, come chiamarla, burla? truffa? tentativo di insider? Ma la parola che meglio identifica l’azione in rete compiuta da Nardone è “fake” che deriva dall’inglese “impostore” e, nel mondo internet, sta indicare qualcosa o qualcuno che si spaccia per qualcun altro.

Cosa diavolo ha fatto Alessandro Nardone per attirare le attenzioni della Bbc e di molti media americani? Diciamo subito che il nostro non ha fatto nulla di illegale o sconveniente, anzi ha, semmai, scoperchiato alcune falle del sistema di voto degli Stati Uniti d’America.

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Ma partiamo dall’inizio perchè la storia è complessa e, allo stesso tempo, avvincente: Nardone ha messo in piedi un falso pretendente nella corsa per la Casa Bianca pronto a sfidare Donald Trump e Hillary Clinton. Il nome del fantomatico candidato repubblicano è Alex Anderson, che in realtà è Alessandro Nardone, o meglio, il protagonista dell’ultimo libro di Nardone intitolato “Il predestinato” nel quale Anderson, giovane membro del Congresso degli Stati Uniti nel bel mezzo della campagna elettorale, diventa l’obiettivo numero uno di un ex agente CIA  giunto agli onori della cronaca per aver divulgato decine di documenti top secret e particolari scottanti riguardo all’attività della National Security Agency (la stessa agenzia che avrebbe spiato Silvio Berlusconi come riferito dalle cronache di questi giorni).  Lampanti i riferimenti al caso Data Gate e a Edward Snowden, fin qui ci siamo, ma cosa c’ entra Alessandro Nardone da Como con le Primarie in corso in America?

A questo punto tutto si trasferisce in internet ed è li che Nardone, Alex Anderson, Snowden, Trump, Hilary Clinton si confondono tra reale e virtuale.

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Facendola breve: Alessandro Nardone  nel giugno 2015 era pronto a lanciare negli Usa il suo romanzo Il predestinato, e cercava un modo di penetrare un mercato enorme e vario come gli Stati Uniti. Da qui l’idea di dare una chance ad Anderson, personaggio letterario, mettendolo veramente in lizza alle primarie statunitensi del 2016 per i repubblicani. Da Como ha quindi registratp il dominio alexanderson2016.com e l’avventura ha inizio. Il lavoro di Nardone è accurato: Anderson deve apparire in tutto e per tutto come un vero candidato alla Casa Bianca, perciò foto, biografia, programma e slogan “America is now”, tutto falso, tutto fake, ma estremamente credibile tanto che il fantomatico candidato Alex Andreson conquista, in breve tempo, i cuori di tanti americani. Il sito dedicato alla sua “discesa in campo” ha toccato quota 200mila visite e su Twitter l’account di Alex Anderson vanta quasi 30mila follower, tra cui gli addetti stampa di Trump e Clinton. In altre parole, uno scherzo riuscitissimo: migliaia di americani, infatti, forse un po’ distratti dalla mole di informazioni che stanno ricevendo in questi mesi a causa dei dibattiti pubblici e delle votazioni, si son lasciati convincere che questo Alex Anderson fosse l’uomo giusto per Washington. A scoprire la verità è stata però la Bbc, che ha smascherato la vera identità di Anderson.

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Andrea Balzaretti, il responsabile comunicazione della campagna elettorale di Alex Anderson, ha spiegato alla Bbc che  “tutto era iniziato come uno scherzo, ma dopo poche settimane abbiamo cominciato a ricevere mail dagli Stati Uniti”. Nardone non si aspettava certo questo tipo di reazione dagli Usa: “Ho ricevuto messaggi affettuosi da ogni parte d’America. Una ragazza mi ha definito “la nuova faccia dei repubblicani”. Un ragazzo mi ha supplicato di candidarmi per il Senato perché “hanno ancora bisogno di me in California”. Altri mi chiedevano dove potevano trovare gli adesivi…”. Molti erano addirittura disposti a fargli delle donazioni per supportare la sua campagna, cosa che Nardone (anzi, Anderson) ha gentilmente rifiutato. Al fianco di Nardone, a osservare quanto stava accadendo con sgomento, Irene Colombo, sua moglie, che non esita a definire il marito «un pazzo», seppur con il sorriso: “Oramai ha due vite: una di giorno, in cui lavora, e una di notte, in cui si trasferisce in America” ha spiegato la donna alla Bbc.

“Quando mia moglie e mia figlia vanno a letto, l’America si sveglia – ha raccontato Nardone alla Bbc –. E allora io mi metto al computer e mi trasformo in Alex Anderson”. Un fake curato sin nei minimi dettagli. Nardone ha prestato grande attenzione allo stile, alle modalità e al linguaggio dei candidati presidenziali: una grande operazione di “manipolazione” della comunicazione, attenta ai trucchi e alle caratteristiche dei media e dei social media in particolare, come scrive Wired. Un lavoro fatto di video più realistici di quelli di tanti veri candidati americani, di foto e selfie, di attenzione ai social..  Un’idea geniale che si è dimostrata anche ben realizzata, visto che Anderson è stato addirittura invitato a partecipare a diversi dibattiti politici (a cui purtroppo non ha mai potuto partecipare per impegni elettorali, è chiaro) e interviste dai media americani. Il tocco di classe è stato sicuramente il video con cui Nardone/Anderson ha annunciato a tutta America la sua discesa in campo: nel filmato si vede il candidato arrivare davanti al suo seggio losangelino in sella a una Harley Davidson con in mano una bandiera americana e venire sommerso dagli abbracci dei suoi sostenitori. “In verità eravamo in un bar di Como, quello in cui faccio colazione – ha spiegato a Vanity Fair  Nardone –. I miei “sostenitori” erano i colleghi dello staff delle pulizie del Casinò di Campione, tutti di diversa nazionalità. Ho passato intere notti davanti al pc a montare quel video”.

In una famosa lettera dei magnati americani in controversia con l’allora presidente John Fitzgerald Kennedy, si legge Truman ha dimostrato che chiunque può fare il Presidente. Eisenhower, che non v’è in realtà bisogno di un Presidente…. nel mezzo ci potrebbe stare il grande fake di Alex Anderson alias Alessandro Nardone: non è necessario esistere per diventare presidente.

QUI L’INTERVISTA AD ALESSANDRO NARDONE DOVE PARLA DE “IL PREDESTINATO”

VA PENSIERO LIBRI E AUTORI – Il Predestinato

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