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Lunedì del Cinema: “Un mondo fragile” è poesia colombiana

A 28 anni il regista colombiano César Augusto Acevedo ha travolto e commosso Cannes grazie a “Un mondo fragile”, opera prima di straordinaria e disarmante bellezza in programma il 29 febbraio allo Spazio Gloria per i Lunedì del Cinema. Il festival cinematografico francese ha tributato al film il Premio del Pubblico Gran Rail d’Or, il Premio Rivelazione, il Premio Nuovi Autori e il Premio Camera d’ Or.

lunedi cinema mondo fragile 1

Una pellicola che ruota attorno ad una piccola casa e a quell’albero che le fa ombra. Tutto intorno canne da zucchero, soffocanti e angoscianti, mentre al suo interno vive un micro-cosmo familiare. Alfonso è un vecchio contadino che, dopo 17 anni di lontananza, torna dalla sua famiglia perché il figlio Gerardo è molto malato. Ad accoglierlo il nipotino che mai aveva visto, la giovane nuora e l’anziana donna che un tempo era sua sposa, abbandonata dal giorno alla notte. Quel che Alfonso si trova davanti, però, è uno scenario da apocalisse in Terra. Perché i fiori, i paesaggi e gli alberi che un tempo aveva lasciato sono stati cancellati e sostituiti da infinite piantagioni da zucchero, che circondano quella casa avvolta da una terrificante pioggia di cenere provocata dai continui incendi appiccati per sfruttare le piantagioni. Per poter trovare la strada della salvezza dovrebbero tutti abbandonare quella piccola abitazione, come fatto in un’onirica scena da un cavallo ritrovatosi quasi per caso in sala da pranzo, se non fosse che l’attaccamento alla terra, a quelle radici mai dimenticate e a quelle mura letteralmente tirate su con le proprie mani renda il tutto complicato. Per non dire impossibile.

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 Nella Valle del Cauca, fino a pochi anni fa, esistevano 198.000 ettari coltivati a canna da zucchero, ovvero circa il 50% dell’area totale seminata nella regione. Il 90% dei 18.000 corteros che lavoravano nelle piantagioni venivano sfruttati e prosciugati, a causa di un regime di semi-schiavitù che li vedeva privati di alcuni diritti fondamentali dei lavoratori, vedi prestazioni sociali, indennità di disoccupazione, pensione, assistenza al malato, ferie e quant’altro. Realtà che hanno portato a diversi casi di paralisi totale e parziale, lesioni agli arti, infezioni ed intossicazioni a causa dell’acqua contaminata e dei pesticidi, dolori nella colonna vertebrale, artrosi, ernie del disco, lesioni per gli sforzi. C’è anche questo terribile spaccato sociale nel film d’esordio di César Augusto Acevedo, che ha dipinto i tratti di una famiglia d’altri tempi per sottolineare come il falso mito del processo tecnologico abbia in realtà smembrato l’identità di interi popoli, cancellandone la storia e la memoria.

Lunedì del Cinema

Spazio Gloria via Varesina  ore 21

UN MONDO FRAGILE di César Augusto Acevedo
(La tierra y la sombra)
Regia e sceneggiatura: César Augusto Acevedo. Fotografia: Mateo Guzman. Montaggio: Miguel Schverdfinger. Musica: Felipe Rayo. Interpreti: Haimer Leal, Hilda Ruiz, Marleyda Soto, Edison Ragosa. Colombia 2015. 94 minuti.
Festival di Cannes 2015 Camera d’or Miglior opera prima.

Ingressi: Intero € 7 – Ridotto € 5 (under 21 – over 65)
Abbonamento a tutto il ciclo (20 film) € 70
Ingresso riservato ai soci ARCI

lunedi cinema mondo fragile 2

Note di César Augusto Acevedo
Non esiste maggiore ferita per le nostre suole che il non essere in grado di far poggiare i piedi sulla terra che amiamo; quello che siamo è legato al posto da dove veniamo. Noi germogliamo in quella terra, siamo come un frutto a cui lei dona vita e mettiamo radici sulla sua superficie, costruendo un paesaggio emozionale che ci accompagnerà fino alla fine dei nostri giorni. Siamo fatti del profumo della sua pioggia, del colore del suo cielo, della risata dei suoi uccelli. E’ per questo che il mio film non offre solo un’opportunità per riflettere su tutto lo sconvolgimento causato dalla sopraffazione delle forze dello sviluppo, ma porta alla luce anche i sentimenti eroici della popolazione rurale, che, con coraggio e resistenza, lotta continuamente per la libertà e la dignità della sua terra.